MERCATI: I GESTORI RISCOPRONO L’AZIONARIO

11 Marzo 2003, di Redazione Wall Street Italia

Torna un leggero ottimismo sull’andamento delle Borse mondiali nei prossimi sei mesi, dopo il calo di fiducia del mese scorso. Secondo l’ultimo sondaggio condotto da Morningstar tra le principali case di gestione che operano in Italia, le piazze finanziarie europee cresceranno per il 66,7% dei fund manager, analogamente a Wall Street, contro circa il 50% di febbraio. L’Italia riceve la percentuale di consensi più alta, arrivando a sfiorare il 70%, in rapida ascesa rispetto al 59,4% del precedente sondaggio. E’ in lenta ripresa anche la fiducia sul Giappone, dove l’indice Nikkei è ai minimi storici.

Gestori attratti dalle basse valutazioni. Nel breve termine, l’incertezza sugli sviluppi della crisi irachena continuano a pesare negativamente sui mercati, ma i fund manager, intervistati da Morningstar nella settimana che va dal 3 al 7 marzo, sono più ottimisti sul medio periodo e alcuni hanno cominciato ad incrementare nuovamente l’esposizione azionaria, sfruttando la debolezza delle Borse. A spingere agli acquisti sono le basse valutazioni e la convinzione che i mercati abbiano già incorporato le cattive notizie, mentre dal fronte degli utili cominciano ad arrivare segnali di ripresa. Del miglioramento del sentiment ha beneficiato soprattutto l’Europa, che nel mese scorso era stata più penalizzata dai gestori, ma nel complesso la schiera dei pessimisti è in calo e aumenta il numero di gestori convinti che le Borse nei prossimi sei mesi prenderanno una direzione più chiara.

L’Italia corre più dell’Europa. A febbraio, Piazza Affari è stato, insieme a Londra, uno dei mercati che ha sofferto di meno tra quelli del Vecchio continente, grazie alla natura difensiva del listino. Per la maggior parte dei gestori questo mercato continuerà a dare buone performance nei prossimi sei mesi. I riflettori sono puntati soprattutto sulle blue chip, con il 75% degli intervistati convinto che si apprezzeranno ulteriormente contro il 60% di consensi per il Nuovo mercato. Secondo alcuni fund manager, il Mib30 potrà portarsi intorno a quota 23.900, mentre oggi viaggia sui 21.300 punti, a fronte di scambi sostenuti soprattutto sui gruppi coinvolti in riassetti e manovre societarie.

Cambio euro/dollaro verso la stabilità. La corsa della moneta unica sul biglietto verde sembra destinata a finire. Quasi il 42% dei gestori è convinto che si vada verso la stabilizzazione dei rapporti valutari, mentre il 33,3% ritiene che l’euro si indebolirà dopo che ha toccato livelli record oltre quota 1,10 dollari. Il mese scorso, i fund manager che credevano in un ulteriore rafforzamento della moneta unica erano quasi il 60% e meno del 10% era convinto del contrario.

Reddito fisso, alla larga dagli Usa. Nel complesso, il mercato obbligazionario raccoglie pochi consensi e l’atteggiamento dei gestori è di massima prudenza, con preferenza per le basse duration. Più nel dettaglio, nessun fund manager si sente di scommettere sul mercato statunitense a fronte del 70,8% di intervistati che sono addirittura negativi. Sono in calo rispetto a febbraio anche gli ottimisti sull’Europa, che passano dal 28,6% al 25% contro un aumento dei pessimisti dal 20 al 41,7%.

Morningstar è leader mondiale nell’analisi e nella valutazione dei fondi d’investimento e negli strumenti analitici di supporto alle istituzioni finanziarie. Il sondaggio integrale è disponibile sul sito Morningstar.it

Hanno partecipato al sondaggio le principali società di diritto italiano ed estero operanti sul territorio che contano per circa il 70% degli asset gestiti in Italia.