Società

MERCATI FINANZIARI: REPORT DAILY:
11-09-06

Questa notizia è stata scritta più di un anno fa old news

Il contenuto di questo articolo esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

(WSI) – In Giappone sono stati rilasciati dati inferiori alle attese. Il Pil finale del secondo trimestre è stato rivisto in lieve rialzo ad un tasso dell’1% t/t annualizzato dal precedente 0,8% della prima lettura, inferiore all’1,2% atteso dagli economisti. Molto deludenti sono stati gli ordini di macchinari usciti in luglio in calo del 16,7% m/m, contro un –5,4% atteso. Si è trattato del ribasso più marcato degli ultimi 20 anni e riduce le aspettative di rialzi dei tassi nell’immediato in Giappone. In area Euro durante la settimana sarà diffuso il dato relativo ai prezzi al consumo per il mese di agosto. La principale incognita è rappresentata dall’inflazione francese per lo stesso mese. Qualora quest’ultimo dato registrasse un rallentamento superiore o in linea con le attese, il dato aggregato per l’intera area Euro potrebbe attestarsi al 2,2%, dal 2,4% di luglio. La tendenza di un’inflazione in rallentamento dovrebbe essere confermata anche a settembre alla luce del recente calo del prezzo del petrolio. Negli Usa il principale dato della settimana è quello relativo ai prezzi al consumo di agosto che potrebbe segnalare temporanee pressioni inflattive nella parte core.

Hai mai provato ad abbonarti a INSIDER? Scopri i privilegi delle informazioni riservate, clicca sul
link INSIDER

Tassi di Interesse: in area euro la settimana si è conclusa con la prosecuzione dell’appiattimento della curva sul tratto 2-10 anni. I tassi sulla parte a breve sono risultati poco mossi a fronte invece di un calo dei rendimenti sulla parte a lunga della curva. L’attesa di un’inflazione in rallentamento e la mancanza di importanti dati sulla crescita potrebbero continuare a spingere al ribasso i tassi sulla parte a lunga della curva con la pendenza che potrebbe continuare a ridursi. Durante la settimana la parte a breve della curva potrebbe continuare a risentire negativamente delle dichiarazioni di Constancio e Gonzalez-Paramo, membri del consiglio direttivo della Bce, che parleranno nelle giornate di domani e venerdì. Negli Usa tassi di interesse in lieve calo, supportati anche da una continuazione del ridimensionamento delle aspettative di inflazione in seguito a dichiarazioni di membri votanti del board della Fed che continuano a ribadire lo scenario atteso di rallentamento della crescita e dei prezzi, senza peraltro escludere del tutto la possibilità di ulteriori rialzi. In attesa dei dati sulle vendite al dettaglio e di quelli sui prezzi al consumo, è possibile ancora ipotizzare un’oscillazione dei tassi decennale nel range 4,75%-4,80%.

Valute: Dollaro in recupero verso Euro fino alla soglia di 1,265. Tale andamento è stato verosimilmente propiziato dalle prese di profitto degli operatori speculativi, preoccupati dalle sensibili erosioni dei profitti sulle posizioni lunghe su commodity. Nel corso della settimana, la rottura del supporto a quota 1,265 potrebbe portare il cross fino a 1,255. Nel frattempo per oggi la principale resistenza è posta a quota 1,2730. Yen in vendita sui mercati valutari in seguito ai deludenti dati macro giapponesi. Contro Euro una resistenza di un certo rilievo si colloca intorno a 149, mentre il supporto passa a 147,55. Contro Dollaro il cross continua ad oscillare nel range 117,50 – 115,80.

Materie Prime: la dichiarazione positiva del rappresentante europeo Solana relativa all’incontro con il portavoce iraniano Larijani ha portato in mattinata il prezzo del greggio Wti sotto i 66 $/b ed il prezzo dell’oro sotto i 600 $/oncia. Secondo Solana, infatti, il colloquio è stato molto produttivo, anche se in questa settimana sono attese nuove discussioni. Oggi si terrà la riunione dei membri Opec che, in base a quanto già dichiarato da alcuni paesi, non apporterà alcun cambiamento alle quote produttive. L’allentamento delle tensioni politiche ed il calo del prezzo del greggio hanno determinato il calo delle quotazioni dei preziosi con il prezzo dell’oro che in mattinata è sceso sotto la soglia dei 600 $/oncia e l’argento che continua a scendere dopo aver ceduto venerdì oltre il 3%.

Servizio Research and Strategy MPSFinance