MERCATI FINANZIARI: REPORT DAILY (21/02/06)

21 Febbraio 2006, di Redazione Wall Street Italia

Il contenuto di questo articolo esprime il pensiero dell’ autore. Le analisi di borsa qui pubblicate non implicano responsabilita’ alcuna per Wall Street Italia, che notoriamente non svolge alcuna attivita’ di trading e pubblica tali indicazioni a puro scopo informativo. Si prega di leggere, a questo proposito, il disclaimer ufficiale di WSI.

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(WSI) – Il dato relativo all’inflazione francese di gennaio dovrebbe evidenziare un’accelerazione così come successo in Italia e Germania, sulla scia degli incrementi del prezzo del petrolio e dell’adeguamento di prezzi dei beni amministrati. Gennaio dovrebbe comunque rappresentare un picco per la dinamica inflattiva. A tale proposito le prime indicazioni relative all’inflazione di febbraio giungeranno dai laender tedeschi in calendario per giovedì.

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Negli Usa le minute dell’incontro della Fed del 31 gennaio scorso rischiano di essere un non evento per i mercati. Si tratti infatti dell’ultimo consiglio presieduto da Greenspan, che non può dare informazioni aggiuntive su come proseguirà la politica monetaria con il neo presidente Bernanke.

Tassi di Interesse: stabili i rendimenti sul mercato obbligazionario con un mercato caratterizzato da pochi spunti e volumi a causa del President’s Day. In lieve rialzo i prezzi dei contratti future dell’Euribor che hanno risentito delle parole di Trichet. Sebbene il capo della Bce abbia ribadito l’importanza di mantenere sotto controllo i prezzi, avvalorando l’ipotesi di un rialzo dei tassi di interesse in occasione della riunione di marzo, Trichet ha ammesso che la dinamica salariale rimane contenuta e che i rischi sulla crescita sono al ribasso lasciando aperta la possibilità di una certa cautela nella fase di rimozione dell’accomodamento monetario.

Valute: sul mercato valutario si è assistito ad un apprezzamento dell’Euro soprattutto nei confronti del Dollaro ma anche contro Yen, nell’attesa delle parole di Trichet, parole che hanno confermato l’intenzione della Banca Centrale Europea di innalzare i tassi di interesse in occasione dell’incontro del 2 marzo. Il movimento ha comunque risentito dei mercati statunitensi chiusi.

Materie Prime: le tensioni in Nigeria hanno spinto le quotazioni del Brent a 61,54$/b recuperando le perdite della scorsa settimana. Gli attacchi dei ribelli separatisti alle strutture petrolifere hanno indotto la Shell a tagliare le esportazioni e ad evacuare una piattaforma, insieme alla chiusura di due raffinerie nazionali. Se la situazione dovesse protarsi ed i prezzi petroliferi continuare a crescere risulta difficile pensare che l’Opec apporterà delle modifiche all’attuale produzione nella riunione dell’8 marzo. In mattinata le contrattazioni sul petrolio Wti, ieri chiuse per festività, sono riprese con il prezzo del petrolio sopra i 61$/b.

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