MERCATI FINANZIARI: REPORT DAILY 17-03-06

17 Marzo 2006, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – negli Usa è atteso il dato sul tasso di utilizzo della capacità produttiva, indicatore che ha assunto una rilevanza crescente dopo il richiamo della Fed sui rischi inflattivi che potrebbero essere collegati al sensibile incremento dell’utilizzo dei fattori produttivi.

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Tassi di Interesse: sul mercato obbligazionario dell’area Euro sono tornati gli acquisti, con particolare interesse per le scadenze a medio lungo della curva. Il differenziale sul segmento 2-10 anni è tornato a ridursi, mantenendosi al di sotto dei 50 pb. Riteniamo ancora probabile un lieve ritracciamento del tasso a 2 anni malgrado le continue dichiarazioni da parte delle autorità monetarie di una prosecuzione della fase di rialzo tassi della Bce. Allo stesso tempo, in mancanza di dati macro di rilievo e prima della riunione di aprile della Bce è probabile registrare una ritracciamemento anche del tasso decennale verso l’area di 3,58-3,60%. Si tratterebbe comunque di un movimento che rimane all’interno di un trend primario di rialzo dei tassi di interesse che dovrebbe continuare almeno per tutto il mese di aprile, aiutato anche da dati consuntivi sulla crescita del primo trimestre dell’anno che dovrebbero confermare un’accelerazione rispetto all’ultimo trimestre 2005. Negli Usa si è registrato un marcato ribasso dei tassi di mercato in corrispondenza di un ridimensionamento dei rischi inflattivi segnalati dal contestuale favorevole andamento a febbraio sia degli indici generali sia di quelli core sui prezzi al consumo. Nel frattempo, i recenti commenti di Yellen (membro votante della Fed) hanno richiamato l’attenzione sui rischi connessi ad un eventuale eccesso nella fase di rialzo dei tassi di riferimento. Di conseguenza ora gli operatori sono più propensi a sposare la view che contempla la fine del rialzo dei tassi a maggio in corrispondenza del 5%. Verosimilmente il dibattito su tale punto sarà ancora molto animato in vista della riunione della Fed di fine mese e seguirà molto strettamente il tenore dei dati sui prezzi oltre che sul tasso di utilizzo impianti.

Valute: Dollaro in sensibile deprezzamento soprattutto verso Euro in seguito al marcato ridimensionamento dei timori di prosecuzione della fase di rialzo della Fed oltre il 5%. Osservando il differenziale dei tassi impliciti nei futures su EuroDollaro ed Euribor con scadenza dicembre, si rileva un marcato ridimensionamento del differenziale atteso sui tassi Usa-Euro, ora prossimo a circa 165 bps. Su tale punto non è inverosimile ipotizzare repentini cambiamenti di view almeno fino a quando non si avranno elementi più precisi derivanti dal comunicato e soprattutto dalle minute della riunione della Fed di fine mese, la prima presieduta da Bernanke. Vs Dollaro si è apprezzato anche lo Yen, in corrispondenza anche di un nuovo record dello Yuan vs. Dollaro da quando lo scorso anno è iniziata la fase (estremamente graduale) di rivalutazione della valuta cinese.

Materie Prime: l’offensiva statunitense in Iraq ha portato le quotazioni petrolifere sopra i 63 $/b, chiudendo la sessione di ieri con un incremento del 2,27%. L’attacco ha alimentato i timori di un blocco delle esportazioni petrolifere irachene. Chiude invece in lieve calo il prezzo del petrolio Brente, malgrado nel Mare del Nord un incendio ha costretto la Royal Dutch a chiudere la piattaforma, bloccando la produzione di 25.000 b/g e all’evacuazione dei lavoratori.

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