MERCATI FINANZIARI: REPORT DAILY (17/02/06)

17 Febbraio 2006, di Redazione Wall Street Italia

Il contenuto di questo articolo esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

(WSI) – Il dato della produzione industriale del mese di dicembre per l’intera area Euro dovrebbe evidenziare un rallentamento, rimanendo in linea con quanto successo in Germania e Francia. Negli Usa oggi l’attenzione è soprattutto sui dati sui prezzi alla produzione di gennaio, dopo la conferma del più marcato accento posto dalla Fed sulla variabile inflazione.

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Tassi di Interesse: in area Euro sul mercato obbligazionario i rendimenti sono rimasti praticamente invariati, chiudendo una settimana di sostanziale stabilità malgrado gli ingenti ammontari in asta, soprattutto sulla parte a medio lungo della curva. Stabile la pendenza sul tratto 2-10 mentre i contratti future sull’Euribor 3M hanno perso lievemente terreno in seguito alle dichiarazioni del membro della Bce Quaden che ha avvalorato, qualora ce ne fosse stato bisogno, l’ipotesi del rialzo dei tassi in occasione della riunione della Bce del 2 di marzo. L’avvicinarsi di tale data potrebbe spingere il 2 anni a testare la soglia psicologia del 3%.

Negli Usa tassi sostanzialmente stabili, a conferma di come gli operatori avessero già scontato nelle scorse giornate la possibilità di un atteggiamento di Bernanke che lascia aperta la possibilità della prosecuzione della fase di rialzo dei tassi nei prossimi due meeting. Gli ultimi dati macro supportano l’ipotesi di un recupero della crescita dopo il rallentamento nell’ultimo trimestre del 2005, come sostenuto anche da Bernanke. In tale direzione le ultime indicazioni sul settore manifatturiero di febbraio dell’indice della Fed di Filadelfia, ai massimi dal mese di agosto. Il Tesoro Usa nel frattempo ha annunciato per la prossima settimana l’emissione di titoli a 2 e 5 anni rispettivamente per 22 e 14 Mld$. Nel breve pertanto rimane si rafforza la resistenza di 4,65-4,70% sul comparto decennale.

Valute: lo Yen si è deprezzato dopo la pubblicazione del dato sul Pil giapponese del quarto trimestre solare del 2005 che ha segnalato una crescita superiore alle attese (5,5% a/a) ma allo stesso tempo ha evidenziato un deflatore peggiore del consensus mediano di Bloomberg News. Verosimilmente gli operatori hanno anche proceduto a prendere profitto del recupero della valuta nipponica verso Dollaro in previsione anche del ponte lungo Usa in occasione lunedì della festività del Presidents’ Day. Il dollaro è rimasto invariato vs Euro in attesa della pubblicazione del dato sul Ppi Usa di oggi. Ribadiamo nel breve il supporto ad 1,18.

Materie Prime: chiude in recupero il petrolio dopo oltre due settimane di flessione quasi ininterrotta. A sostenere le quotazioni sarebbe stata la dichiarazione da parte del ministro venezuelano Ramirez, secondo cui l’Opec potrebbe decidere di tagliare la produzione fino ad un massimo di 1 Mln di b/g in occasione della riunione dell’8 marzo. Prosegue il calo del prezzo del rame, che ieri è arrivato a toccare il valore minimo delle ultime tre settimane sulla speculazione che la crescita della domanda potrebbe risentire negativamente del recupero registrato dai corsi negli ultimi mesi. Secondo Goldman Sachs l’elevato prezzo del rame potrebbe infatti spingere i produttori ad acquistare metalli alternativi tra cui l’alluminio perché molto più convenienti.

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