MERCATI FINANZIARI: REPORT DAILY 15-03-06

15 Marzo 2006, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – In area Euro oggi sono attesi i dati definitivi relativi all’inflazione italiana, dati che dovrebbero confermare i preliminari ed avvalorare l’ipotesi di un rallentamento dell’inflazione dell’intera area Euro a febbraio con la possibilità di un tendenziale al 2,2%, rispetto al 2,3% della stima Flash Eurostat. Il suddetto dato sarà diffuso domani. Negli Usa oggi sarà diffuso il Beige Book che fornirà ulteriori indicazioni sullo stato di salute dell’economia, ma il dato più atteso dagli investitori è rappresentato dall’ammontare di acquisti netti di asset da parti di investitori residenti, dato che a dicembre aveva fatto registrare un sensibile ridimensionamento.

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Tassi di Interesse: il deludente dato relativo all’indice Zew ha innescato un’ondata di acquisti sul mercato obbligazionario con i rendimenti che sono tornati a scendere dopo il sensibile ed ininterrotto rialzo registrato da inizio mese. Resta pressoché stabile lo spread sul tratto 2-10. Ieri il Portogallo ha annunciato che domani emetterà un nuovo trentennale per 3 Mld €. Negli Usa, scendono i tassi di mercato con il movimento che è stato appesantito dalla debolezza del dato sulle vendite al dettaglio e da un report di una società di consulenza americana secondo cui la Fed potrebbe non andare alzare i tassi oltre il 4,75%.

Valute: resta debole il dollaro verso euro e Yen dietro la speculazione che la Fed possa porre fine all’attuale fase di rialzo dei tassi di interesse Usa. In Cina lo Yuan ha registrato l’apprezzamento più forte da quando è stato sganciato il peg con il dollaro, dopo che il presidente Jiabao ha dichiarato che il mercato giocherà un ruolo chiave nella movimentazione del cambio. Il rafforzamento si è registrato proprio una settimana prima la pubblicazione del report semestrale del Tesoro Usa sulla manipolazione delle valute.

Materie Prime: il timore che l’Iran riveda alcuni contratti con le compagnie estere di petrolio e gas dietro possibili sanzioni da parte dell’Onu, ha mantenuto le quotazioni petrolifere intorno ai 62 $/b. Non è invece servita la revisione delle stime sulla domanda mondiale di greggio dell’Agenzia Internazionale dell’Energia. Secondo l’agenzia quest’anno la domanda mondiale di greggio crescerà dell’1,8% e non del 2,1% come precedentemente stimato, con i consumi attesi in rialzo di 1 Mln di barili rispetto al 2005. Il calo della domanda è da attribuire all’aumento del prezzo del greggio che ha ridotto i consumi in alcuni paesi asiatici. Oggi è attesa la pubblicazione dei dati sulle scorte di greggio, che dovrebbero continuare il trend di crescita delle scorse settimane e con il tasso di utilizzo delle raffinerie che, dopo i lavori di manutenzione, potrebbe iniziare a crescere.

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