MERCATI FINANZIARI: REPORT DAILY: 10-05-06

10 Maggio 2006, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – Negli Usa l’attenzione è sulla riunione della Fed. Il rialzo dei tassi di 25bps potrebbe essere l’ultimo prima della preannunciata pausa ma molta attenzione verrà posta sulle parole del comunicato successivo, in particolare nella parte che si riferisce ai rischi inflattivi.

Tassi di Interesse: poco variati i rendimenti in area Euro malgrado i dati estremamente deludenti relativi alla produzione industriale tedesca di marzo. Gli operatori rimangono focalizzati oltre che dagli appuntamenti statunitensi anche dai dati europei che saranno diffusi tra domani e dopodomani. Tali dati, confermando l’accelerazione della crescita e dell’inflazione, dovrebbero continuare a generare vendite sul mercato obbligazionario con possibile maggiore penalizzazione della parte a lunga della curva. Negli Usa tassi di mercato in lieve rialzo in attesa dell’incontro della Fed di questa sera. Sarà molto importante per gli operatori il tenore del comunicato. La Fed potrebbe sottolineare come, l’eventuale pausa nel ciclo del rialzo dei tassi, non implicherebbe un atteggiamento più rilassato contro i rischi inflattivi, lasciando pertanto intendere la possibilità di ripresa del ciclo di rialzo in qualsiasi momento.

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Tale atteggiamento sarebbe volto al contenimento delle aspettative di inflazione che nel frattempo stanno evidenziando un significativo recupero come espresso in particolare dalla breakeven dei Tips decennali, ai massimi dal marzo del 2005. Nel frattempo l’asta sul Treasury triennale, pur evidenziando un buon rapporto di copertura dell’offerta, ha ancora una volta segnalato una scarsa partecipazione da parte degli investitori esteri.

Valute: Dollaro ancora in deprezzamento, in particolare verso Yen: sta aumentando tra gli operatori l’attesa di un primo rialzo dei tassi della BoJ già a giugno, che potrebbe essere confermata da un netto miglioramento dell’outlook sull’economia della BoJ il prossimo 19 maggio. Laddove il comunicato della Fed questa sera evidenziasse toni piuttosto duri sull’inflazione (pur segnalando la possibilità di una pausa nel ciclo di rialzi), potrebbe offrire un supporto solo di brevissimo termine al Dollaro che potrebbe cominciare nuovamente a deprezzarsi (con obiettivo 1,30) in vista del dato sulla bilancia commerciale Usa di marzo il prossimo venerdì. Questa sera è anche attesa la pubblicazione del currency report del Tesoro Usa che potrebbe omettere di indicare la Cina come currency manipulator, visto il ruolo chiave svolto dal paese nella disputa con l’Iran.

Materie Prime: torna a salire il prezzo del greggio dopo che gli Usa si sono mostrati piuttosto diffidenti nei confronti della lettera inviata da Teheran al presidente Bush allo scopo di raggiungere un accordo sulla questione nucleare. Oggi sono attesi i dati sulle scorte di greggio Usa che secondo il consensus mediano degli analisti intervistati da Bloomberg dovrebbero registrare un incremento. Il rialzo dovrebbe interessare anche le scorte di benzine, grazie alla ripresa dell’attività delle raffinerie dopo i lavori di manutenzione delle passate settimane. La tensione Iran-Usa ha alimentato gli acquisti dell’oro le cui quotazioni ieri hanno superato i 700$/oncia. Non si è fermata neanche la corsa del rame con il prezzo che ha raggiunto un nuovo record storico.

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