MERCATI FINANZIARI: REPORT DAILY (06/02/06)

6 Febbraio 2006, di Redazione Wall Street Italia

Il contenuto di questo articolo esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

(WSI) – Pochi i dati di rilievo in area Euro durante la settimana. L’unico elemento degno di nota sarà la prima anticipazione del Pil francese del quarto trimestre 2005, Pil che dovrebbe registrare un rallentamento dopo l’accelerazione del terzo trimestre. Avvalora tale ipotesi l’andamento negativo delle vendite al dettaglio di Germania e Francia oltre alle dichiarazioni pronunciate dalla Buba stessa. Anche negli Usa il calendario macro è piuttosto scarno. Il dato più importante è quello sulla bilancia commerciale di dicembre. Inoltre è molto atteso l’esito delle aste sul 3, 10 e 30 anni che si terranno a partire da domani.

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Tassi di Interesse: in area Euro venerdì si è assistito a repentini movimenti sul mercato obbligazionario, con la sessione che si è conclusa con tassi in lievissimo calo. Sul mercato Usa, il dato complessivamente positivo sul mercato del lavoro che ha anche segnalato l’emergere di maggiori pressioni sul fronte salariale, ha comportato inizialmente un sensibile rialzo dei tassi anche a lungo termine, movimento però rientrato a fine giornata su prese di profitto ed in seguito anche all’andamento negativo dei mercati azionari dopo i deludenti risultati di alcuni titoli come Amazon. L’attesa per le aste da 48Mld$ potrebbe ancora tenere sotto pressione i titoli governativi Usa. Le aspettative di un proseguimento del rialzo dei tassi Fed anche dopo il mese di marzo ha continuato a mantenere i tassi sul 2 anni superiore a quelli sul comparto decennale di 5 bps.

Valute: la possibilità di un allargamento del differenziale dei tassi causato dalla continuazione della politica di rialzi dei tassi Fed ha ancora supportato il Dollaro dopo la pubblicazione dei dati sul mercato del lavoro Usa di gennaio. Successivamente vi sono poi state prese di profitto, in particolare verso Yen. La valuta nipponica è stata supportata anche dalle favorevoli indicazioni provenienti dagli indici anticipatori di gennaio che tra l’altro, hanno anche contribuito a far segnare un nuovo record degli ultimi 5,5 anni in termini di indice Nikkei225.

Materie Prime: torna a salire il prezzo del petrolio. Venerdì la sessione si è conclusa con un rialzo delle quotazioni dell’1,07%. A monitorare l’andamento dei prezzi restano le tensioni sul programma nucleare iraniano. L’Iran ha infatti ribadito la sua intenzione di continuare nella ricerca sull’arricchimento dell’uranio. A tale riguardo non è stata ancora resa nota la decisione dell’Aiea. In Venezuela il presidente Chavez ha dichiarato che, a causa dell’inasprimento dei rapporti con gli Usa, potrebbe chiudere le raffinerie situate in Usa e possedute da società venezuelane. A guidare i prezzi nella giornata odierna e per il resto della settimana saranno sicuramente le notizie legate alla ricerca nucleare e l’arrivo del freddo in Europa che potrebbe creare tensioni nel settore del gas. L’indebolimento dello yen verso dollaro ha spinto i giapponesi ad acquistare oro le cui quotazioni sono tornate sopra i 570 $/oncia.

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