MERCATI FINANZIARI: NON C’E’ UN ATTIMO DI TREGUA

8 Luglio 2008, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – Negli Usa oggi è atteso il discorso di Bernanke oltre al dato relativo alle vendite di case pendenti ed al credito al consumo.

Tassi di interesse: in area Euro i tassi di mercato sono scesi sulla scia del mercato statunitense. Il differenziale di curva si è ristretto a +5 pb, mentre in mattinata il rendimento del decennale è sceso sotto il 4,40%. Sul monetario restano alte le tensioni con l’Euribor tre mesi ai massimi da dicembre 2007 ed il tasso Eonia swap in rialzo. Intanto ieri il ministro delle finanze tedesco è tornato sul tema dell’inflazione ritenendo che gli attuali prezzi energetici non sono controllabili né dalla Bce né dai governi centrali, ammettendo che ci sono forti differenze tra i paesi dell’area.

Sul fronte macro la produzione industriale tedesca di maggio ha registrato un forte calo, guidato soprattutto dal settore dei beni capitali, confermando l’atteso rallentamento anche per la prima economia dell’area. Oggi attenzione rivolta all’apertura del mercato statunitense ed a notizie provenienti dal G8.

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Negli Usa i tassi di mercato sono fortemente calati dopo che un report di Lehman ha citato la possibile ricapitalizzazione di Fannie Mae e Freddie Mac per circa 75 Mld$. Le due società hanno perso rispettivamente il 16,2% ed il 17,9% in borsa. La notizia ha innescato il nervosismo tra gli operatori con lo S&P500 sceso ai nuovi minimi del 2008 spinto dai finanziari e dagli energetici.

Lo spread 2-10 anni è salito da 144 a 147pb poiché gli acquisti di bond si sono concentrati maggiormente sulla parte a breve. In calo le aspettative d’inflazione implicite nelle breakeven dei Tips. La Yellen, membro non votante della Fed, ha avvertito che la banca centrale non dovrebbe consentire nessun aumento dei salari e dei prezzi nel tentativo di combattere l’inflazione, aggiungendo che finora lo scenario critico sulla crescita sembrerebbe essere stato evitato e la Fed potrebbe muoversi per contrastare l’inflazione in futuro. Nel primo pomeriggio è atteso il discorso di Bernanke sulla stabilità finanziaria anche se non è in programma una sessione di domande e risposte. In serata è atteso Paulson. Sul decennale il supporto si colloca al 3,85%, il successivo al 3,77%.

Valute: il Dollaro ieri si è deprezzato vs Euro con il cross che è rimbalzato sul supporto 1,5615 dopo la notizia relativa a Fannie Mae e Freddie Mac. Per oggi restano validi i supporti citati ieri a 1,5615 e 1,5570. Le resistenze si collocano a 1,5750 e 1,5830. Nel frattempo il Cftc ha segnalato che nella scorsa settimana gli speculatori hanno aumentato fortemente le posizioni combinate nette lunghe di Euro, riportandosi ai livelli di inizio aprile.

Durante la notte si è assistito ad un apprezzamento dello Yen favorito dal calo del listino azionario giapponese. Intanto i dati del Cftc evidenziano che gli speculatori la scorsa settimana hanno evidenziato nuovamente posizioni combinate nette lunghe dopo che erano diventati ribassisti nella settimana precedente. Nel frattempo durante il G8 è stato segnalato come sia cruciale un apprezzamento delle valute con surplus commerciali, senza però fare riferimento a specifiche valute.

Materie prime: giornata nera per il comparto nel giorno in cui gli scambi sono tornati alla regolarità dopo la chiusura statunitense di venerdì. Probabilmente alla riapertura dei mercati Usa gli operatori hanno venduto le commodity a causa dell’apprezzamento del Dollaro avvenuto a mercati chiusi. Il ribasso è stato guidato dal comparto agricolo con cacao (-8,7%), mais (-6,8%), grano (-5,3%) e soia (-5%).

Sugli ultimi tre ha pesato la speculazione di condizioni meteo favorevoli al raccolto Usa in futuro. In calo anche il greggio Wti su probabili prese di profitto dovute forse in parte anche ad un segnale tecnico di vendita. Tra gli industriali forte calo del rame (-2,6%) dopo il termine dello sciopero dei minatori in Perù. In controtendenza l’alluminio (+4,7%) salito ad un nuovo livello record al Lme sulla notizia di riduzione della produzione in Cina a causa di carenze energetiche. Tra i preziosi negativo l’argento (-2,6%).

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