MERCATI FINANZIARI: L’ OUTLOOK

2 Marzo 2004, di Redazione Wall Street Italia

USA: il dato sui redditi personali del mese di gennaio ha evidenziato un incremento dello 0,2%, un valore al di sotto delle attese. In termini di reddito disponibile l’incremento è stato più forte si a in termini nominali (+0,8%) che reali (+0,5%). Tale andamento è stato reso possibile soprattutto dall’implementazione del piano Bush di tagli fiscali, che dovrebbe comportare un effetto espansivo calcolato in circa 70Mld$ nei primi sei mesi del 2004. L’indice delle ore lavorate ha inoltre toccato il livello più elevato dal febbraio del ’96, riflettendosi in un marcato aumento della componente salariale (+0,5%).

In calo l’indice Ism del settore manifatturiero di febbraio (da 63,4 a 61,4). Il dato ha però presentato le componenti occupazionale e prezzi pagati ai livelli massimi rispettivamente dall’87 e dal ‘95. Nel primo caso il dato è stato letto dagli operatori positivamente in vista della pubblicazione dei dati sul mercato del lavoro del prossimo venerdì. In tal caso però occorre ricordare che le indicazioni derivate dal recente indice della fiducia dei consumatori sono state esattamente opposte.

A tal proposito citiamo inoltre un articolo del WSJ secondo cui, in base ad un sondaggio tra economisti e rappresentanti del mondo imprenditoriale, i guadagni di occupati nel settore manifatturiero dovrebbero rimanere limitati (circa 250.000 unità nel corso del 2004). Per quanto concerne l’incremento della componente prezzi pagati, si tratta di una conseguenza del forte incremento delle materie prime che potrebbe essere alla base di una potenziale erosione dei margini aziendali il che, a sua volta, spiegherebbe in parte anche la perdurante prudenza dei datori di lavoro sul fronte occupazionale. Secondo quanto riportato dal WSJ, Greenspan si sarebbe detto contrario ad una rivalutazione dello Yuan in tempi rapidi, a causa dei possibili effetti destabilizzanti sul sistema bancario cinese.

Euro: continua a deteriorarsi la fiducia dei consumatori francesi che a febbraio è scesa a –23, dal –22 di gennaio, influenzata negativamente dalla debolezza del mercato del lavoro. A febbraio infatti il tasso di disoccupazione francese si è posizionato ai livelli massimi degli ultimi 3,5 anni. Il dato è poco incoraggiante soprattutto se unito all’indice Pmi del settore dei servizi che in Francia ieri è tornato a scendere (a 52 da 53,5 di gennaio). E’ rimato invariato invece l’indice totale relativo all’area Euro, anche se la sottocomponente relativa all’occupazione è scesa toccando il valore minimo dall’ottobre del 2003 ed evidenziando un’accelerazione del calo degli occupati. Relativamente alle aree emergenti in Russia Putin ha nominato Fradkov nuovo primo ministro dopo che la scorsa settimana il presidente aveva sciolto l’esecutivo. Si tratta di un burocrate poco conosciuto e con scarsa esperienza politica, ma è considerato un buon compromesso tra le due fazioni principali all’interno del Cremlino, ovvero quella dei riformatori liberali e quella degli ex appartenenti al vecchio KGB. Attualmente Fradkov, che venerdì si sottoporrà al giudizio del Parlamento, era il rappresentante russo presso l’UE.

Jap: in calo la domanda di bond decennali. L’asta sul 10 anni di oggi ha registrato una domanda più bassa dalla precedente (bid-to-cover 1,99 da 2,63), con il 76% dei titoli collocati al prezzo più basso. Il rendimento dei titoli è salito al valore più alto da dicembre 2003. L a minore domanda sui bond è da ricollegarsi ai guadagni registrati sul mercato azionario. In base ai dati pubblicati dal ministero delle finanze nipponico, gli interventi sul forex nel mese di febbraio sarebbero stati pari a 30,6 Mld$, portando pertanto il totale a 91Mld$ da inizio anno.

I continui recuperi del Nikkei, stanno però continuano a portare flussi di capitali stranieri nel paese rendendo al momento ostico il superamento di quota 110 vs Dollaro.
Commodity: resta elevato il prezzo del petrolio in attesa dei dati sulle scorte petrolifere statunitensi di domani, attese in calo. Le ragioni dei rincari sono da ricercare anche nelle tensioni politiche in Venezuela, che potrebbero danneggiare il mercato petrolifero, e nell’annuncio dell’Opec che intende continuare con la sua politica dei tagli alla produzione, per evitare un calo dei prezzi sotto i 22$/b in vista di un calo della domanda e di un ritorno alla produzione in Iraq.

Questo documento e’ stato preparato dal Desk Market Research di MPS Finance, a cura di A. Cesarano (Responsabile desk Market Research), L. Lorenzoni (Economista), C. Pace (Research Assistant).