MERCATI FINANZIARI: L’ OUTLOOK (8/11/04)

8 Novembre 2004, di Redazione Wall Street Italia

USA: I non farm pay rolls di ottobre hanno evidenziato la variazione positiva più elevata dal mese di marzo, superando ampiamente anche le più rosee aspettative. L’apporto positivo più forte è arrivato dal settore servizi mentre invece il settore manifatturiero ha registrato un perdita di posti di lavoro per il secondo mese consecutivo.

Il dato inoltre ha beneficiato del buon andamento nel settore delle costruzioni, in seguito alle ricostruzioni successive al passaggio di ben 4 uragani tra agosto e settembre. Il dato nel complesso ha segnalato un buon andamento del mese di ottobre. Tuttavia riteniamo che ancora non vi siano segnali di miglioramento strutturali.

Il dato, come accennato, è stato influenzato dall’effetto uragani ed inoltre una parte non trascurabile dei nuovi occupati nel settore servizi è stata a carattere temporaneo. Infine, alcuni indicatori (tasso di partecipazione, durata media della disoccupazione) non hanno evidenziato un miglioramento rispetto al mese precedente.

Il dato ha comportato una maggiore convinzione da parte degli operatori sulla possibilità che la Fed rialzi i tassi di 25bps non solo il prossimo Fomc di mercoledì, ma anche in quello del 14 dicembre. In quest’ultimo caso la probabilità stimata dai Fed funds futures è passata da circa 50% a 80%.

Sul mercato forex il Dollaro ha segnato i nuovi livelli record verso Euro, avvicinandosi a quota 1,30. In tal caso, il timore è che il miglioramento della domanda interna Usa indotta a sua volta da un aumento dei nuovi occupati, possa portare ad un incremento delle importazioni contribuendo ad allargare ulteriormente il deficit di bilancia commerciale.

Inoltre, in base a quanto riportato dal Financial Times, vi sono stati voci di acquisti di asset Usa da parte di alcune banche centrali tra cui quelle di India e Russia oltre che soprattutto Cina (che al momento detiene 515Mld$ di riserve). In quest’ultimo caso l’operazione sarebbe il preludio alla rivalutazione dello Yuan rispetto ad un basket di valute.

Sul mercato obbligazionario segnaliamo che tra oggi ed il prossimo mercoledì il Tesoro Usa emetterà 51Mld$ di Treasuries con scadenze a 3,5 e 10 anni. In tal caso sarà importante verificare la percentuale di sottoscrizioni da parte di investitori stranieri ricompresi tra i c.d. indirect bidders.

Europa: i dati diffusi venerdì in area Euro hanno confermato le differenze congiunturali tra i vari paesi. In Francia il deficit pubblico nei primi 9 mesi dell’anno ha registrato un calo del 10% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente grazie ad un buon andamento delle entrate fiscali conseguenti al miglioramento congiunturale.

Deludenti i dati sulla produzione industriale tedesca che a settembre è scesa per il secondo mese consecutivo. In disaggregato è emerso un calo sensibile della sottocomponente relativa ai beni di consumo. Deboli anche le vendite al dettaglio dell’intera area Euro che a settembre sono rimaste invariate rispetto all’anno precedente, rispecchiando la debolezza del dato tedesco già noto.

La settimana offrirà numerosi spunti dal lato macro con i dati relativi al Pil del terzo trimestre di Italia, Germania e Francia, con la prima stima del Pil dell’area Euro per lo stesso periodo. In calendario anche la diffusione del bollettino mensile della Bce che dovrebbe ribadire quanto già annunciato da Trichet nella conferenza stampa successiva alla riunione delle autorità monetarie di giovedì scorso.

Asia-Pacifico: la debolezza del Dollaro ed i possibili riflessi sui bilanci degli esportatori della regione hanno preso il centro della scena nell’attività delle maggiori borse asiatiche, con un rincorrersi di speculazioni sul come si comporteranno sul mercato valutario le autorità delle tre maggiori economie dell’area: giapponese, cinese e sudcoreana.

Lo Yen ha raggiunto i massimi nei confronti del Dollaro da sei mesi a questa parte, mentre è difficile ad ora capire quale sia l’effettiva disponibilità di Pechino a condividere il peso dell’aggiustamento esterno statunitense attraverso una rivalutazione dello Yuan.

In Giappone, l’indice azionario Nikkei 225 ha chiuso in calo dello 0,7%, dopo tre sedute di buoni rialzi, mentre l’attenzione degli operatori è anche attirata dai dati in uscita nel proseguio della settimana: mercoledì la bilancia commerciale e quella delle partite correnti di settembre, nonché la fiducia dei consumatori ed i prezzi dei corporate good in ottobre; giovedì gli ordinativi di macchinari di settembre; venerdì il dato finale per settembre della produzione industriale e, soprattutto, la quick estimate del PIL reale del terzo trimestre.

Commodity: scendono le quotazioni del greggio dietro la speculazione che le scorte statunitensi, che nell’ultima settimana hanno registrato un incremento superiore alle attese, potrebbero riuscire a soddisfare la domanda invernale e che lo stato di allerta in Iraq non dovrebbe ostacolare l’attività petrolifera.

Il calo del greggio delle ultime giornate (dal record di 55$/b fino alla soglia dei 48$/b), ha inoltre fatto rientrare fortemente le posizioni speculative: in base a quanto riportato dal report CFTC, al 2 novembre le posizioni degli operatori speculativi sul Nymex si sono portate sui livelli minimi dal mese di novembre 2003.

Relativamente ai metalli, sale per il quarto giorno consecutivo il prezzo del rame dopo che lo sciopero dei lavoratori del settore in Cile ha fatto temere per un calo delle scorte. L’indebolimento del dollaro ha spinto gli operatori ad indirizzare i loro acquisti sull’oro le cui quotazioni hanno superato il 430 $/oncia, livello più alto degli ultimi 16 anni.

A cura di A. Cesarano (Responsabile desk Market Research), L. Lorenzoni (Economista), C.Pace (Research Assistant)