MERCATI FINANZIARI: L’ OUTLOOK (31/1/06)

31 Gennaio 2006, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – USA: la spesa delle famiglie di dicembre è risultata migliore delle attese, grazie soprattutto alla buona performance del settore dei beni durevoli (+5% in termini reali) determinata verosimilmente dal favorevole andamento del settore auto. Ancora negativo il tasso di risparmio. Il deflatore della spesa personale core, parametro di estrema rilevanza per la Fed, ha evidenziato una variazione tendenziale dell’1,9%, risultando pertanto al limite del 2%, parte superiore del range in cui diversi esponenti della Fed hanno dichiarato collocarsi variazioni dei prezzi non segnalanti pressioni inflattive. Oggi è attesa l’ultima riunione della banca centrale presieduta da Greenspan. A parte l’ennesimo scontato rialzo dei tassi di 25bps, il comunicato successivo dovrebbe contenere modifiche in modo da lasciare aperta qualsiasi opzione al successore Bernanke.

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Verosimilmente, potrebbe anche essere del tutto cancellato il riferimento all’approccio graduale di politica monetaria. In presenza di pressioni dal lato dei prezzi derivanti principalmente dal settore energetico, l’ipotesi più probabile per ora rimane quella di un ulteriore rialzo anche nel mese di marzo. A tal proposito sarà importante verificare l’audizione che Bernanke terrà al Congresso il 15 febbraio p.v. Il mercato obbligazionario ha continuato ad essere sotto pressione raggiungendo il 4,55% sul comparto decennale. Nell’ipotesi che la Fed elimini il riferimento ad ulteriori rialzi dei tassi, potrebbe esservi un temporaneo recupero dei corsi, che potrebbero però tornare sotto pressione in vista delle ingenti emissioni attese la prossima settimana sul tratto decennale e trentennale.

Europa: in assenza di dati macro di rilievo l’attenzione degli operatori rimane focalizzata sulla riunione della Bce di giovedì con i rendimenti sulla parte a breve della curva che hanno registrato un ulteriore recupero, favorendo la ripresa del trend di appiattimento di curva sul tratto 2-10 anni, appiattimento che si era interrotto a partire dalla seconda metà del mese in corso. La tensione sui tassi a breve potrebbe proseguire in attesa della riunione della Bce di giovedì con il 2 anni che potrebbe arrivare a toccare la soglia del 3% per ritracciare dopo le parole di Trichet qualora il presidente faccia riferimento ai rischi sulla crescita. Dal lato azionario, Ericsson ha annunciato un incremento dei profitti nel quarto trimestre 2005 del 52% grazie ad un aumento della domanda da parte dei paesi emergenti in particolare america latina.

Asia-Pacifico: in una giornata caratterizzata dalla chiusura per festività di diverse borse asiatiche, l’indice azionario nipponico Nikkei 225 ha messo a segno il sesto rialzo consecutivo, guadagnando stamattina lo 0,6%, tra il protrarsi della fase di deprezzamento dello Yen, con la valuta nipponica indebolitasi ieri a New York nei confronti del biglietto verde per la quinta giornata consecutiva, e le ulteriori notizie dal fronte macroeconomico a confermare la solidità dell’espansione economica del Sol Levante nell’attuale snodo congiunturale.

Con lo Yen debole che aumenta il valore in valuta nazionale delle vendite realizzate all’estero, il listino è stato trainato oggi, oltre che dai titoli legati al petrolio, da quelli delle grandi aziende esportatrici. In dicembre, il tasso di disoccupazione è diminuito più delle attese, passando dal 4,6% di novembre al 4,4%, su base destagionalizzata, mentre il rapporto tra le posizioni lavorative disponibili ed il numero di coloro in cerca di occupazione ha raggiunto il 100%. Leggermente migliori delle attese, sempre in dicembre, le spese ordinarie delle famiglie di lavoratori dipendenti, aumentate dello 0,4% sul mese, su base destagionalizzata, con una variazione tendenziale annua del 3,2%.

Commodity: torna sopra i 68 $/b il prezzo del greggio dopo che il Venezuela affiancato dall’Iran ha paventato l’ipotesi di un taglio della produzione da parte dell’Opec già nella riunione di oggi, in quanto il mercato risulta ben fornito. La maggior parte dei paesi appartenenti al Cartello sarebbero però favorevoli a lasciare le quote produttive inalterate. Continuano ad alternarsi le notizie legate al nucleare iraniano. Durante la notte Usa, i cinque membri permanenti Onu hanno deciso che la riunione straordinaria del Consiglio dell’Aiea dovrà sottoporre al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite le loro richieste inerenti la sospensione delle attività legate all’arricchimento dell’uranio sotto il controllo dell’Aiea stessa.

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