MERCATI FINANZIARI: L’ OUTLOOK (31/03/04)

31 Marzo 2004, di Redazione Wall Street Italia

USA: il dato sul consumer confidence Usa di marzo, ha evidenziato alcuni aspetti piuttosto contrastanti che fanno rimanere in essere l’incertezza sull’entità del dato sui nuovi occupati in pubblicazione il prossimo venerdì. Nel complesso, si è registrato un lieve calo della fiducia (da 88,5 a 88,3) ma occorre anche evidenziare che il dato di febbraio è stato rivisto al rialzo (da 87,3 a 88,5).

Le componenti occupazionali sono risultate quelle più enigmatiche: l’hard to get job index è risultato in peggioramento (da 28,9% a 30%) ma allo stesso tempo il dato di febbraio è stato rivisto sensibilmente in senso migliorativo (da 32,1 a 28,9).

Nell’ambito delle sottocomponenti relative all’outlook a 6 mesi, è scesa la percentuale di chi si attende un minor numero di posti di lavoro (da 18,8 a 17,3) ma allo stesso tempo è aumentata la percentuale di coloro che si attendono una livello occupazionale invariato (da 64,8 a 67%).

Il dato potrebbe pertanto portare ad una revisione al rialzo del numero di occupati creati a febbraio (pari a 21.000 secondo la prima lettura) a fronte invece di un dato di marzo in lieve miglioramento. In ogni caso non si dovrebbe assistere ad un dato nettamente sopra le 150.000 unità.

Al momento, una tale ipotesi, potrebbe ancora sorprendere positivamente gli operatori. Nel frattempo ieri vi sono state ulteriori dichiarazioni da parte di esponenti della Fed. Tra le più rilevanti quanto a contenuto segnaliamo quelle di Poole (membro votante del Fomc), secondo cui la permanenza dei tassi su livelli troppo bassi potrebbe creare dei rischi al rialzo sui prezzi. Poole pertanto si è schierato a favore di una politica monetaria anticipatrice (pre-emptive).

L’elemento più innovativo emerso dalle dichiarazioni di Poole è stato però relativo al possibile timing del rialzo: l’esponente della Fed non ha escluso una manovra anche in prossimità delle elezioni, sebbene in genere la Fed si astenga in tale periodo da manovre di politica monetaria.

Euro: in Italia, secondo le prime stime delle città campione, l’inflazione di marzo è cresciuta dello 0,3% m/m con un tendenziale del 2,3%. L’incremento è da attribuire soprattutto al rialzo dei tabacchi ed al caro-benzina. Intanto il preliminare di marzo per l’intero paese ha confermato i risultati delle città campione, mentre il finale sarà reso noto il 14 aprile.

Sempre in Italia il tasso di disoccupazione di febbraio è risultato pari all’8,7% dal 9,1% di gennaio. Il risultato è da attribuire ai miglioramenti registratisi nel settore dei servizi e delle costruzioni, mentre scende l’occupazione nel settore industriale ed agricolo. In Francia è attesa per oggi la nomina dei componenti del nuovo governo.

Intanto è stata resa nota la riconferma del primo ministro Raffarin. Sempre in Francia, l’istituto di ricerca Insee ha dichiarato che la congiuntura francese rimarrà debole per tutto il 2004. Secondo l’istituto, il Pil aumenterà in un range compreso tra l’1,7%-1,8%.

Jap: ottima la performance dell’indice Nikkei e Topix nell’anno fiscale che oggi si conclude. I due indici hanno infatti archiviato un progresso del 47% e 50% rispettivamente, la variazione più alta dal periodo 1972-1973. I crescenti segnali di ripresa dell’economia, il miglioramento degli utili societari e l’aumento degli acquisti dall’estero hanno dato all’azionario un buon sostegno.

Sul mercato dei cambi lo Yen si è fortemente rafforzato sia contro dollaro che contro Euro, grazie alle attese di un miglioramento della fiducia delle imprese che sarà reso questa notte con la pubblicazione del Tankan report e soprattutto in attesa della pubblicazione di oggi di un report che mostrerà l’ammontare di dollari acquistati dalla BoJ per limitare il rafforzamento dello Yen.

Un ammontare inferiore a quello di febbraio ed un numero di interventi limitati solo alla prima parte del mese confermerebbe l’idea che la BoJ abbia deciso di ridurre la politica di intervento sul mercato dei cambi.

Commodity: aumentano le attese per la riunione Opec di oggi. Se nella prima parte del mese la maggior parte dei paesi membri auspicava un rinvio del taglio produttivo, negli ultimi giorni sono ben 7 ministri all’interno del cartello si sono espresso a favore di un taglio a partire dal primo di aprile.

Nel frattempo, la notizia di un incendio nella terza maggiore raffineria Usa, ha portato il prezzo della benzina sui livelli massimi degli ultimi 18 anni, contribuendo anche a sostenere in generale il prezzo del greggio.

A cura di A. Cesarano (Responsabile desk Market Research), L. Lorenzoni (Economista), C.Pace (Research Assistant)