MERCATI FINANZIARI: L’ OUTLOOK (30/09/04)

30 Settembre 2004, di Redazione Wall Street Italia

USA: il dato sul Pil del secondo trimestre è stato rivisto al rialzo (da 2,8 a +3,3%) grazie ad un miglioramento del contributo offerto dalle esportazioni nette e dalle scorte. In occasione della presentazione ufficiale del World Economic Outlook, il FMI ha rivisto al rialzo le stime di crescita mondiale per il 2004 (da 4,6 a 5%), mentre ha rivisto al ribasso le previsioni per il 2005 (da 4,4 a 4,3%).

Il Fmi ha precisato che vi sono però dei rischi di revisione al ribasso a causa delle pressioni esercitate dall’andamento del prezzo del greggio. In tal caso, pesa negativamente soprattutto il fatto che la capacità di produzione residua di petrolio potrebbe rimanere sui livelli minimi nei prossimi 10 anni. L’organismo internazionale ha tagliato dello 0,3% le stime di crescita per gli Usa sia per il 2004 che per il 2005, portandole rispettivamente al 4,3 e 3,5%. L’asta sul Treasury a 2 anni da 24Mld$ ha registrato un buon rapporto di copertura della domanda e contemporaneamente un buon flusso di acquisti da parte degli investitori stranieri (51% vs. precedente 45%).

L’attenzione oggi è focalizzata sul dato del Pce core, paramento di riferimento della Fed per il monitoraggio dell’andamento dei prezzi. Il calo del Cpi core potrebbe comportare un analogo andamento anche per il Pce core. In tal caso sarebbe avvalorata l’ipotesi di processo graduale di rialzo dei tassi, con in particolare la possibilità di un’interruzione dopo l’atteso rialzo di 25 bps il prossimo novembre.

Europa: le prime anticipazioni giunte dai prezzi delle città campione italiane hanno evidenziato un rallentamento delle pressioni inflative.

A fronte di un dato mensile invariato, il tendenziale annuo è sceso al 2,1%, dal 2,3%, a seguito della flessione dei prezzi dei beni alimentari e di un inaspettato calo dei prezzi della sottocomponente trasporti. Il comparto, infatti, contrariamente all’andamento del prezzo delle benzine, rimaste pressoché invariate rispetto al mese precedente, ha registrato un calo marcato in tutte le principali città in seguito alla flessione dei prezzi dei biglietti aerei ma anche a seguito della politica di sconti effettuata dalle case automobilistiche al fine di rivitalizzare il settore.

Oggi sarà diffuso il dato preliminare per l’intera area Euro. Malgrado si tratti di un dato parziale le attese sono per un rallentamento del tendenziale rispetto al 2,3% di agosto. Il dato confermerebbe che le tensioni sul greggio, ormai in salita pressoché ininterrotta dal settembre del 2003, hanno solo effetti transitori che vengono presto riassorbiti a causa di una domanda interna molto debole che fa sì che sui consumi prevalga l’effetto reddito. La crescita comunque quest’anno dovrebbe accelerare. Secondo le stime del FMI l’Italia crescerà dell’1,4% dal +0,3% del 2003, per accelerare fino all’1,9% nel 2005.

Asia-Pacifico: in Giappone, l’indice azionario Nikkei 225 ha oggi chiuso in rialzo dello 0,35%, il primo progresso nelle ultime dieci sedute, con l’allentamento del prezzo del petrolio e la revisione al rialzo del PIL statunitense del secondo trimestre che hanno fornito il pretesto per il riacquisto dei titoli delle aziende esportatrici.

Oggi, a mercato aperto, è stato pubblicato il dato preliminare delle produzione industriale nipponica in agosto, che è cresciuto del 9,9% rispetto allo stesso periodo di un anno prima, più di quanto atteso, mentre gli avvii di costruzioni abitative sono aumentati del 10,5% a/a. Per domani è prevista una seduta volatile, con l’attenzione degli operatori focalizzata sul gran numero di dati macroeconomici in uscita: il rapporto trimestrale Tankan della BoJ, l’indice dei prezzi al consumo per agosto, il tasso di disoccupazione per lo stesso mese e le vendite di autoveicoli di settembre.

Commodity: sopra le attese le scorte petrolifere statunitensi che nella settimana conclusasi il 24 settembre sono salite di 3,4 Mln di barili, che tuttavia con 272,9 Mln di barili continuano ad essere sotto la media di questo periodo dell’anno. Nell’ultima settimana la media delle importazioni è stata di 9,9 Mln di barili al giorno, superiore all’1,5 Mln b/g della settimana precedente, bloccate dall’Uragano Ivan. In linea con le attese il calo dei distillati mentre scendono, sebbene ad un ritmo inferiore al consensus, quelle di benzine. La reazione iniziale del mercato è stata quella di un calo delle quotazioni petrolifere scese sotto i 50 $/b.

A cura di A. Cesarano (Responsabile desk Market Research), L. Lorenzoni (Economista), C.Pace (Research Assistant)