MERCATI FINANZIARI: L’ OUTLOOK (29/9/05)

29 Settembre 2005, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – USA: il dato destagionalizzato di agosto sugli ordinativi di beni durevoli ha evidenziato un incremento mensile molto superiore alle attese, dopo il calo del mese di luglio risultato più pronunciato in seguito alla revisione del dato. La componente beni capitali al netto di difesa ed aerei civili ha evidenziato anch’essa un incremento mensile pari al 3,6%.
In recupero anche le consegne (+1,4%).

Il Census Bureau che ne cura la pubblicazione, ha precisato che è difficile stimare in modo preciso l’effetto dell’uragano Katrina sul dato, lasciando però intendere la possibilità di un impatto limitato per 2 ragioni: 1) l’uragano ha riguardato solo 3 giorni lavorativi di agosto; 2) l’area interessata dall’uragano pesa in modo marginale sul dato complessivo in esame in termini di consegne.

Come già evidenziato in altre occasioni, vista l’estrema volatilità del dato in esame su base mensile, è più utile analizzarlo in termini di media mobile semestrale calcolata sulla variazione tendenziale annua. In tal caso viene confermato il ridimensionamento del tasso di crescita degli ordinativi, soprattutto se computato al netto della componente trasporti. L’ennesimo rialzo del prezzo del petrolio ha finito nuovamente per supportare i mercati obbligazionari, ripristinando i timori sulla crescita. Il comparto maggiormente favorito è stato quello a lungo termine con un appiattimento della curva sul tratto 2-10 anni. Positivi i risultati dell’asta sul 2 anni da 20Mld$.

Europa: in linea con l’andamento dell’Ifo tedesco, il business confidence italiano redatto dall’Isae ha evidenziato a settembre un incremento passando a 89,5, dall’87,8 di agosto. Si tratta del quarto incremento mensile consecutivo dovuto in gran parte all’indebolimento dell’Euro che rende gli esportatori più ottimisti.

Il dato italiano sul commercio estero di agosto continua comunque ad evidenziare un rallentamento delle esportazioni verso i paesi non appartenenti all’Unione Europea, con il saldo commerciale che è tornato in negativo (-€372Mln, dai +€529Mln di luglio). In controtendenza rispetto a quanto accaduto in Germania ed Italia, in Francia la fiducia delle imprese ha registrato a settembre un lieve calo (100, dal 101 di agosto) con un calo della produzione e degli ordinativi. Dal lato fiducia dei consumatori si evidenzia la flessione del dato tedesco che a settembre è passato a 3,1, dal 3,3 con le famiglie che hanno dichiarato un deterioramento sensibile delle aspettative reddituali e dell’intenzione di spendere.

Asia-Pacifico: sulla scorta degli ordinativi statunitensi di beni durevoli e del buon dato preliminare per agosto delle vendite al dettaglio domestiche, noncurante del rialzo del prezzo del greggio, l’indice azionario Nikkei 225 è salito sopra i 13600 punti, con un rialzo dell’1,35%, in un clima di generale ottimismo circa le prospettive di sostenibilità dell’espansione economica nipponica.

Coerentemente con l’interpretazione in termini di prese di beneficio di alcuni ribassi dell’azionario nipponico osservati nei giorni scorsi, gli acquisti netti di azioni giapponesi da parte di investitori stranieri per la settimana conclusasi lo scorso 23 settembre, così come rilevati da Ministero delle Finanze e resi noti oggi, sono risultati negativi per ¥89Mld, dopo ben quattordici settimane in territorio positivo. Dopo le esternazioni di ieri, anche oggi Miyado Suda, membro del comitato di politica monetaria della Banca del Giappone e nota per essere un ‘falco’, ha attirato l’attenzione dei mercati del reddito fisso dichiarando che il quantitative easing potrebbe o non potrebbe venir rimosso entro la fine dell’anno fiscale corrente, introducendo quindi l’ipotesi, non prima contemplata dai più, di un ritorno al targeting dei tassi di interesse a breve da parte della BoJ prima del marzo 2006.

A questo punto, però, le recenti dichiarazioni di diversi membri del comitato, comprese quello del governatore Fukui, sembrano rivelare non trascurabili contrasti di vedute, sia circa la tempistica sia circa le modalità del cambio di strategia, il che rende ancora più trepida l’attesa per la semestrale pubblicazione da parte della BoJ delle previsioni di crescita ed inflazione, in uscita in ottobre.

Commodity:il calo delle importazioni di greggio che nella settimana conclusasi il 23 settembre sono risultate inferiori alla media della precedente settimana, hanno causato un forte calo delle scorte di greggio. La riduzione delle importazioni è da attribuire soprattutto alla chiusura precauzionale di alcuni impianti prima dell’arrivo dell’uragano Rita.

In forte rialzo invece le scorte di benzine che così si portano all’interno del range medio di periodo. Scendono ma meno delle attese le scorte di distillati. Dopo la pubblicazione dei dati le quotazioni hanno raggiunto un massimo di 67,4$/b chiudendo poi la seduta a 66,35$/b. L’indebolimento del dollaro e l’aumento del prezzo del greggio hanno spinto gli operatori verso investimenti alternativi privilegiando in modo particolare l’oro.

A cura di A. Cesarano (Responsabile Research and Strategy), L. Lorenzoni (Economista Senior), A. Mercuri (Analista), C. Pace (Economista)