MERCATI FINANZIARI: L’ OUTLOOK (29/11/04)

29 Novembre 2004, di Redazione Wall Street Italia

USA: la scorsa settimana l’attenzione è stata focalizzata soprattutto sull’andamento del forex. Il focus ora potrebbe indirizzarsi verso l’andamento delle vendite natalizie, parametro importante per monitorare lo stato di salute della domanda. In genere, l’inizio del periodo delle vendite natalizie è collocato in prossimità del c.d. Black Friday ossia il venerdì (il 26 novembre quest’anno) successivo al Thanksgiving Day. A tal proposito, Wal-Mart, principale catena di distribuzione Usa, ha rivisto ieri le stime di crescita delle vendite di novembre portandole allo 0,7% a/a rispetto a previsioni fornite circa 10 giorni fa dalla stessa Wal-Mart collocate nel range 2-4%. Secondo alcuni analisti, però l’andamento negativo potrebbe interessare la sola Wal-Mart a causa di una politica di sconti meno aggressiva rispetto ai concorrenti. Sarà inoltre importante verificare il comportamento dei consumatori oggi (c.d. Black Monday), giornata in cui si concentra generalmente un grosso volume di vendite on-line.

Sul fronte macro la settimana si preannuncia molto densa di dati macro tra cui spiccano quelli sull’indice dei prezzi PCE (parametro utilizzato dalla Fed), l’indice Ism e quelli relativi al mercato del lavoro. Nel corso del week end Poole, membro votante del Fomc, ha dichiarato che il deprezzamento del Dollaro non sta comportando spinte inflative. L’esponente della Fed ha dichiarato di attendersi una crescita Usa per il prossimo anno collocata nel range 3,5-4%. Infine con riferimento alle Gse (Fannie Mae e Freddie Mac), Poole ha dichiarato che l’assunzione di garanzie implicite da parte degli investitori potrebbe portare a sottostimarne il rischio. Secondo Poole occorrerebbe passare dalla dottrina del “too big to fail” a quella del “too big to liquidate quickly”.

Nell’ambito dei paesi emergenti, segnaliamo il calo del tasso di disoccupazione in Brasile (ai minimi degli ultimi 22 mesi) e la continuazione della fase di politica monetaria in Messico per contenere le pressioni sui prezzi.

Europa:pochi i dati macro a chiusura settimana. L’indice dei prezzi alla produzione francesi per il mese di ottobre hanno registrato un’accelerazione a seguito dell’andamento dei prezzi del petrolio. Il dato comunque non desta preoccupazioni dal momento che anche le recenti evidenze giunte dalla Germania hanno mostrato un’inflazione al consumo abbondantemente sotto controllo.

La settimana sarà densa di appuntamenti. Oltre alle stime di crescita della commissione europea per il quarto trimestre dell’anno in corso e per il primo trimestre del 2005, saranno diffusi i dati relativi agli indici dei direttori di acquisto operanti sia nel settore manifatturiero che in quello dei servizi per l’intera area Euro. Giovedì ci sarà poi la consueta riunione mensile della Bce in cui non sono attese variazioni dei tassi di interesse. Una dinamica inflativa sostanzialmente sotto controllo ed una crescita che rimane molto modesta soprattutto per la debolezza della domanda interna, unite ad una sostanziale forza dell’euro portano a pensare che la banca centrale europea preferirà mantenersi cauta circa possibili decisioni sui tassi.

Asia-Pacifico: in rilazo le maggiori borse della regione, con le eccezioni di Shanghai (-1,42%) e Shenzen (-1,5%). A Tokio, l’indice azionario Nikkei 225 ha chiuso oggi in rialzo dell’1,33%, mentre l’indice generale Topix è salito dell’1,14%, in una sessione che ha visto buoni gfuadagni per i titoli del trasporto marittimo, del commercio all’ingrosso e dei servizi finanziari.

Sempre in Giappone, oggi è stato pubblicato il dato preliminare delle vendite al dettaglio per il mese di ottobre, vendite che sarebbero scese meno delle attese, segnando un –0,1%, dal +1% di settembre, su base destagionalizzata, mentre la variazione tendenziale annua è risultata peggiore delle attese, a –1,4%. Sadakazu Tanigaki, ministro delle finanze nipponico, ha ribadito una volta di più l’attenzione con cui le autorità del paese stanno seguendo l’evoluzione del mercato dei cambi e l’intenzione di intervenire direttamente per stabilizzare lo Yen ‘quando le condizioni lo rendano necessario’.

In Cina, mentre non abbiamo ancora notizie di quali decisioni possano essere state prese nell’annuale Central Economic Work Conference, tenutasi a Pechino questo fine settimana, il primo ministro Wen Jiabao ha dichiarato che il paese ha bisogno di conseguire stabilità macroeconomica, efficacia dei meccanismi di mercato e solidità del sistema finanziario prima di poter cambiare politica valutaria, sottolineando altresì come sia ben difficile pensare che si possano apportare cambi in una fase di forte speculazione sui mercati e come sia responsabilità degli stessi USA arginare il calo del Dollaro

Commodity: rimangono sostenute le quotazioni dell’oro dopo che giovedì il metallo giallo ha raggiunto i massimi degli ultimi 16 anni. Secondo quanto riportato dal FT Deutschland, la Bundesbank potrebbe presto decidere di vendere 600 tonnellate di oro nei prossimi 5 anni. A fine settembre le banche centrali europee avevano collocato sul mercato 290 Mln di €uro di oro.

Nuovo rialzo per il prezzo del rame anche se le quotazioni potrebbero moderarsi a seguito della notizia di sabato scorso secondo cui i sindacati della Phelps Dodge, una delle miniere cilene, avrebbero annunciato la fine di tre settimane di sciopero. Nuovo record storico del Baltic Dry Index, l’indice che sintetizza il costo dei noli relativi alle principali rotte marittime internazionali.

A cura di A. Cesarano (Responsabile desk Market Research), L. Lorenzoni (Economista), C.Pace (Research Assistant)