MERCATI FINANZIARI: L’ OUTLOOK (29/07/04)

29 Luglio 2004, di Redazione Wall Street Italia

USA: il dato sugli ordinativi di beni durevoli di giugno ha fornito indicazioni contrastanti. Il dato in generale ha invertito il calo degli ultimi mesi che invece non si è arrestato se si esclude la componente trasporti. La componente al netto dei beni per la difesa ed aerei ha registrato anche essa una variazione positiva (+1,2%) dopo due mesi di calo.

Segnaliamo inoltre la revisione al rialzo del dato del mese di maggio, che comunque ha evidenziato una variazione negativa (-0,6%). Le consegne, dato utile per il computo del PIl del secondo trimestre, hanno anche esse invertito il trend negativo di aprile e maggio segnando un +0,7%. Nel complesso il dato conferma la possibilità di un rallentamento dell’economia tra la fine del primo e l’inizio del secondo semestre.

Occorrerà però attendere i dati di luglio per poter avere un’indicazione più precisa sulla durata di tale fase di rallentamento che, ricordiamo, Greenspan ha già definito temporanea.

L’attenzione degli operatori oggi sarà concentrata soprattutto sull’indice del costo del lavoro: eventuali pressioni al rialzo potrebbero supportare la tesi di una Fed più aggressiva in termini di politica monetaria. Nel frattempo però, i nuovi livelli record raggiunti dal petrolio alimentano il timore di ripercussioni negative sulla crescita.

L’asta sul 2 anni Treasury ha registrato una buona domanda con un rapporto di copertura pari a 2,36 vs. il precedente 2,17. Inoltre gli investitori esteri hanno acquistato circa il 60% del totale. Sui mercati azionari si è assistito al solito rally nel finale di seduta che ha consentito al Dow Jones di chiudere sopra la soglia dei 10.000 punti, grazi anche alla buona performance di Boeing, dopo la revisione al rialzo delle stime di utili per l’anno on corso ed il successivo.

Europa: in linea con quanto emerso in Germania, anche in Francia la fiducia delle imprese per il mese di luglio ha registrato un miglioramento. Dopo la battuta di arresto di giugno il dato del mese in corso è salito a 106. Sebbene in disaggregato sia emerso un calo delle prospettive di produzione per i prossimi tre mesi, l’Insee ha dichiarato che il dato di luglio resta comunque superiore alla media di lungo periodo avvalorando l’ipotesi di una crescita dell’output industriale nei prossimi mesi ai ritmi attuale.

Deludenti invece le notizie giunte dalla fiducia dei consumatori tedeschi. A luglio il dato ha evidenziato un calo al 3,4 da 3,9. In calo le aspettative sui redditi futuri (-14, da –10) a conferma di come continui a pesare negativamente la debole situazione del mercato del lavoro.

Sempre in Germania l’istituto di ricerca Rwi ha aumentato le stime di crescita del paese portandole al 2,1% per il 2004, dall’1,5% precedentemente atteso. Malgrado il Rwi abbia ammesso che la domanda interna rimane debole, le nuove stime sono giunte a seguito del sensibile aumento della domanda estera. In Francia i prezzi alla produzione di giugno hanno registrato un rallentamento rispetto al mese precedente (+0%, dal +0,5% di maggio). I recenti incrementi del greggio potrebbero però minare la stabilità dei prezzi nei prossimi mesi.

Asia-Pacifico: la borsa di Tokio ha chiuso in calo, con il Nikkei 225 che ha perso lo 0,78% ed il più ampio Topix lo 0,68%. Sull’azionario nippponico ha naturalmente pesato il rialzo del prezzo del petrolio, nonché il contrastato andamento delle borse europee ed americana del giorno prima.

In calo il comparto dell’elettronica di consumo, sull’onda dei rinnovati timori di un rallentamento della domanda globale durante la seconda metà dell’anno: le trimestrali di Sony (-2,3%) e Pioneer (-10,1%) hanno deluso i mercati, con le società che hanno rivelato una crescita delle scorte superiore alle attese.

Sempre in Giappone, la produzione industriale in giugno è calata dell’1,3% secondo le stime preliminari, più delle attese, con un tendenziale annuo dell’8,9%.

In luglio, la fiducia delle piccole imprese nipponiche è aumentata più del previsto, corroborando l’ipotesi di una continuazione della crescita della domanda interna.

In Corea del Sud, l’indice anticipatore dell’andamento dell’economia è cresciuto del 2,9% su base tendenziale annua, contro una precedente lettura del +3,3%, mentre la produzione industriale in giugno, in termini tendenziali annui, è cresciuta del 12,3%, meno delle attese ed in rallentamento rispetto alla precedente rilevazione.

Commodity: forte balzo del prezzo del petrolio che ieri ha toccato i 43 $/b, il prezzo record dagli anni ‘80. I dati rilasciati dal Dipartimento dell’Energia sono risultati piuttosto contrastati. Da un lato si è registrato un rialzo delle scorte di greggio, dall’altro un calo delle scorte di benzine, la cui domanda è particolarmente elevata in questo periodo estivo, mentre le scorte di distillati sono salite meno delle attese.

Sul mercato del greggio ha inoltre pesato moltissimo la notizia della possibile sospensione delle vendite di petrolio da parte della Yukos, principale società petrolifera russa che rischia il default. Torna a salire il prezzo del rame dopo la diffusione della notizia che quest’anno la domanda dovrebbe essere inferiore all’offerta, ed inoltre la debolezza del dollaro potrebbe rendere più costosi gli acquisti del metallo.

A cura di A. Cesarano (Responsabile desk Market Research), L. Lorenzoni (Economista), C.Pace (Research Assistant)