MERCATI FINANZIARI: L’ OUTLOOK (28/9/05)

28 Settembre 2005, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – USA: l’indice pubblicato dal Conference Board sulla fiducia dei consumatori di settembre ha raggiunto il livello più basso dall’ottobre del 2003 con la componente aspettative scesa ai minimi dal mese di marzo del 2003.

Evidente l’impatto dell’uragano Katrina che ha peggiorato notevolmente la percezione delle condizioni del mercato del lavoro: l’indice che misura la difficoltà nella ricerca di un nuovo posto di lavoro ha raggiunto infatti il livello massimo del 2005 (25,4%). Le vendite di nuove case monofamiliari del mese di agosto hanno registrato un calo mensile del 9,9%. La variazione tendenziale annua dei prezzi in media ed in mediana è stata positiva (rispettivamente +1% e + 4,1%).

Infine è aumentato il tempo medio di permanenza dell’invenduto sul mercato, che ha toccato il livello massimo dal giugno del 2000 (4,7 mesi). Il dato di ieri nel complesso conferma la buona tenuta del settore immobiliare in un contesto in cui però emergono anche lievi segnali di minore forza che andranno monitorati in futuro per anticiparne gli eventuali effetti sulla spesa per consumi.

Greenspan, ha sottolineato come i prolungati periodi di stabilità si siano storicamente tradotti in un ridimensionamento del premio al rischio richiesto dagli investitori comportando elevati livelli degli asset prices cui sono poi succeduti periodi di calo dei prezzi stessi. Il capo della Fed non ha specificato a quali asset facesse riferimento ma è lecito ipotizzare un implicito richiamo al settore immobiliare oltre che a quello obbligazionario. Yellen, membro non votante della Fed, ha ribadito l’importanza di evitare rialzi inaccettabili dell’inflazione.

Europa: in miglioramento l’indice Ifo di settembre. Il dato che monitora la fiducia delle imprese tedesche è cresciuto a 96, da 94,6 di agosto. Tra i fattori che potrebbero aver aiutato il dato è da annoverare l’indebolimento dell’Euro, mentre sembra non aver avuto nessun effetto l’incertezza relativa alle elezioni tedesche. Secondo Nerb, economista per l’istituto Ifo, la situazione economica in Germania si starebbe rafforzando, anche se prima di poter parlare di ripresa reale saranno necessari ulteriori segnali dal lato macro.

Sempre in Germania oggi dovrebbero incontrarsi Schroeder e la Merkel per discutere una eventuale “grande coalizione”. Prosegue l’accelerazione dell’aggregato monetario M3 in area Euro. Il dato di agosto ha registrato una crescita dell’8,1% a/a, dal 7,9% di luglio, evidenziato un’ulteriore accelerazione del credito al settore privato cresciuto dell’8,5% a/a, dall’8,3% di luglio.

Asia-Pacifico: dopo i realizzi di ieri, seduta di rialzi, oggi, per l’azionario nipponico, con l’indice Nikkei 225 che, dopo essere arrivato a guadagnare l’1,15% a mezz’ora dalla conclusione della sessione, ha chiuso in progresso dello 0,95%, mentre l’indice generale Topix è salito dell’1,95%, soprattutto grazie agli acquisti di titoli dei servizi bancari ed assicurativi e, soprattutto, di quelli del ferro e acciaio, con il sottoindice relativo a quest’ultimi che ha guadagnato ben il 6,32%.

Il rimbalzo azionario si è realizzato in concomitanza a decise vendite sulle scadenze brevi e medie dell’obbligazionario governativo nipponico, vendite in parte influenzate dalla prossimità della chiusura del primo semestre fiscale, ed in parte dalle dichiarazioni di Miyado Suda, membro del comitato di politica monetaria della Banca del Giappone, secondo la quale il momento della rimozione del quantitative easing si starebbe avvicinando, suggerendo come il ritorno alla manovra dei tassi ufficiali di interesse, con un loro progressivo aumento, potrebbe avvenire prima di quanto originariamente atteso dal mercato.

La Suda è notoriamente un ‘falco’, ma le sue dichiarazioni si sono andate ad aggiungere a quelle fornite tra la fine di agosto ed i primi di settembre da alcuni suoi colleghi, il che ha indotto alcuni osservatori ad anticipare l’attesa per la rimozione del quantitative easing già nella prima metà del 2006.

A questo punto, però, le recenti dichiarazioni di diversi membri del comitato, comprese quello del governatore Fukui, sembrano rivelare non trascurabili contrasti di vedute, sia circa la tempistica sia circa le modalità del cambio di strategia, il che rende ancora più trepida l’attesa per la semestrale pubblicazione da parte della BoJ delle previsioni di crescita ed inflazione, in uscita in ottobre.

Commodity: lieve calo delle quotazioni petrolifere dietro la speculazione che la chiusura delle raffinerie potrebbe ridurre la domanda di greggio. Sette raffinerie in Texas e Louisiana hanno dichiarato che i danni causati dall’uragano Rita non saranno riparati prima di un mese, mentre un altro 5% della capacità di raffinazione resta ferma a causa di Katrina.

Chiusura in rialzo invece per le quotazioni della benzina (+1,7%), dietro i timori che il blocco dell’attività delle raffinerie potrebbe ridurre le scorte di benzine. Oggi sono attesi i dati sulle scorte petrolifere Usa relativi alla settimana conclusasi il 23 settembre. Considerato che a tale data l’uragano Rita non si era ancora abbattuto sull’area del Golfo e la produzione petrolifera del luogo era non funzionante per circa il 53% dal 57%, non è escluso che si registri un incremento delle scorte.

A cura di A. Cesarano (Responsabile Research and Strategy), L. Lorenzoni (Economista Senior), A. Mercuri (Analista), C. Pace (Economista)