MERCATI FINANZIARI: L’ OUTLOOK (28/4/05)

28 Aprile 2005, di Redazione Wall Street Italia

USA:particolarmente deludenti i dati preliminari di marzo relativi agli ordinativi di beni durevoli. La variazione mensile è stata marcatamente negativa (la peggiore degli ultimi 2 anni) anche al netto della componente trasporti, con una revisione al ribasso del dato del mese di febbraio.
Il ridimensionamento della crescita degli ordinativi è divenuto più marcato nel primo trimestre del 2005, nell’ambito del quale sono state registrate tre variazioni mensili negative consecutive, 2 considerando il dato al netto della componente trasporti.

Verosimilmente il venir meno degli incentivi agli investimenti (scaduti lo scorso mese di dicembre) sta impattando sulla spesa per investimenti. La componente rilevante ai fini del Pil del primo trimestre in pubblicazione domani è quella relativa alle consegne, in particolare quella inerente le consegne di beni capitali al netto della componente difesa e trasporti. In quest’ultimo caso si è registrato una variazione mensile di -1,1% dopo una variazione negativa del 2,8% di febbraio.

E’ verosimile pertanto ipotizzare una revisione al ribasso delle stime mediane di crescita annualizzata del Pil del primo trimestre, posizionate al momento al 3,5%. L’asta sul 2 anni Treasury ha riscontrato una domanda piuttosto contenuta ed una sottoscrizione degli indirect bidders limitata al 25%.

Europa: molto deludenti i dati sulla crescita in Europa. La fiducia delle industrie francesi ad aprile è passata a 97 da 101 di marzo. In disaggregato il dato ha mostrato una forte correzione delle aspettative di produzione passate a –18, da –5. In calo anche la fiducia dei consumatori tedeschi che ad aprile è scesa a 4,9, da 5,1 di marzo.

La debolezza dei dati macro, unita all’anticipazione dell’inflazione tedesca di aprile, che ha evidenziato un rallentamento superiore alle attese, ha contribuito ad un ulteriore rialzo dei prezzi sui contratti Euribor, un trend ormai in atto fine marzo. L’attenzione che lo stesso Trichet ha posto sulla crescita in occasione dell’ultima riunione della Bce ha spinto addirittura alcune case di investimento ad ipotizzare un taglio dei tassi entro la fine dell’anno, ipotesi che, alla luce dei dati, riteniamo ancora fuori dalla rosa delle possibilità della Bce.

A nostro avviso, la Banca centrale europea manterrà tassi fermi per l’intero anno. Lo scenario di rischio rimane comunque quello di un rialzo del tasso di riferimento qualora l’accelerazione dei prezzi del settore immobiliare divenisse più omogenea nei vari paesi dell’area e qualora il tasso di cambio effettivo dell’Euro perdesse terreno, fino a valori dell’Euro/$ inferiori all’1,10.

Asia-Pacifico: contrastati, stamani, i maggiori indici azionari della regione, con il Nikkei 225 invariato dopo aver recuperato le perdite ingenerate dalla delusione per il dato preliminare della produzione industriale nipponica in marzo, inaspettatamente diminuita dello 0,3% sul mese, su base destagionalizzata, e da un corporate newsflow con luci ed ombre.

Ieri erano stati resi noti altri importanti bilanci per l’anno fiscale conclusosi lo scorso 31 marzo, con Sony (-1,75%) che nell’ultimo trimestre ha registrato la peggior perdita in due anni. Matsushita Electric Industrial (+1,12%), maggior produttore al mondo di elettronica di consumo, ha reso noto un utile netto annuale in crescita del 39%. Una più attenta lettura del rapporto sulla produzione industriale, in disaggregato ha evidenziato una diminuzione delle scorte, oltre all’andamento migliore del previsto delle vendite al dettaglio, nello stesso mese, e dell’indice dei direttori degli acquisti, in aprile.

Il comitato di politica monetaria della Banca del Giappone ha lasciato invariati i propri obiettivi operativi nella continuazione dell’accomodamento monetario, anche se il voto è risultato non unanime per il secondo mese consecutivo, mentre lo stesso istituto centrale, ha rivisto al ribasso, rispetto ad ottobre, le previsioni di crescita per l’anno fiscale in corso (+1,3%, da +2,5%), e con l’ammissione della difficoltà di una fine della deflazione già in quest’anno fiscale.

Le autorità monetarie hanno altresì ammesso come sia probabile una deviazione in negativo rispetto alle loro previsioni di ottobre per l’anno fiscale 2004, il che porterebbe a propendere per un dato non brillante per il PIL reale nel primo trimestre 2005 (ultimo trimestre fiscale 2004).

Commodity:in forte calo il prezzo del petrolio d(-4,8%) dopo i dati migliori delle attese sulle scorte statunitensi, grazie soprattutto all’aumento della produzione Opec ed in particolare dell’Arabia Saudita.
Scendono meno delle attese le scorte di benzine (-300.000 barili), verosimilmente a causa della manutenzione di alcuni stabilimenti che hanno rallentato il ritmo di raffinazione.

Per risolvere il problema delle raffinerie, l’Amministrazione Bush avrebbe intenzione di erigere presso le basi militari nuovi impianti, ma si tratta comunque di progetti che difficilmente riusciranno a soddisfare in poco tempo l’elevata domanda di carburanti.

A cura di A. Cesarano (Responsabile desk Market Research), L. Lorenzoni (Economista Senior), A. Mercuri (Analista), C.Pace (Economista)