MERCATI FINANZIARI: L’ OUTLOOK (28/2/05)

28 Febbraio 2005, di Redazione Wall Street Italia

USA: La seconda lettura del Pil del quarto trimestre Usa (rivisto al rialzo t/t annualizzato) ha confermato in gran parte le attese, sebbene non sia mancato un elemento di novità sul lato dei consumi. I fattori che erano attesi supportare la revisione al rialzo sono stati confermati: 1) minore contribuzione negativa delle esportazioni nette (da -1,73% a -1,43%); 2) maggiore contribuzione positiva della spesa per investimenti (attesa dopo la revisione al rialzo delle consegne di beni durevoli di dicembre), in particolare quelli non residenziali in cui sono ricompresi gran parte dei beni (costruzioni ad uso commerciale, apparecchiature, software ecc.) che hanno beneficiato degli incentivi in essere fino al dicembre del 2004.

L’effetto incentivi agli investimenti è stato particolarmente evidente nel secondo, terzo e quarto trimestre del 2004 nell’ambito dei quali le variazioni t/t annualizzate degli investimenti fissi non residenziali sono state rispettivamente pari a +12,5%, +13% e +14%. E’ stata invece sorprendente la revisione al ribasso della contribuzione della spesa personale (da 3,22% a 2,89%) con una variazione annualizzata rivista da 4,6 a 4,2%.

Considerando che il deflatore del Pil (insieme a quello più specifico della spesa personale) è rimasto sostanzialmente invariato rispetto alla precedente pubblicazione, l’elemento di novità è rappresentato proprio dalla revisione al ribasso della spesa personale. La possibilità di un ulteriore rallentamento dei consumi, rendono pertanto non inverosimile l’ipotesi di una continuazione di rialzi graduali dei tassi di interesse nel semestre in corso.

Europa: in Germania a febbraio l’inflazione è salita all’1,8%, dall’1,6% del mese precedente. Il dato ha risentito negativamente del rialzo del prezzo del greggio accompagnato da un rincaro dei generi alimentari dovuto alle basse temperature invernali. Oggi l’attesa è per i dati relativi all’inflazione italiana e sotto l’ipotesi di un tendenziale invariato al 2,1% a/a su base armonizzata, unito ad un’inflazione francese in calo grazie ad un effetto confronto positivo, il dato per l’intera area Euro potrebbe rimanere invariato al 2,1% di gennaio.

Relativamente alla dinamica dei prezzi al consumo, Trichet ha dichiarato che le attese di inflazione rimangono in linea con il target della Bce, lasciando intendere un nulla di fatto in occasione della riunione di giovedì. All’interno del consiglio direttivo sembra comunque emergere una maggiore attenzione nei confronti della crescita. Secondo Wellink, governatore della banca centrale olandese, negli ultimi mesi la crescita si è leggermente deteriorata e ciò rappresenta un motivo di preoccupazione maggiore rispetto alla dinamica inflativa. La settimana offrirà molti spunti.

Oltre alla riunione della Bce che rischia di essere un non evento sarà interessante monitorare la conferenza stampa di Trichet successiva all’incontro. Dal lato macro sono attesi i dati sull’inflazione italiana di febbraio e la stima di quella europea, l’indice Pmi manifatturiero e dei servizi oltre al Pil EMU per il quarto trimestre ‘04.

Asia-Pacifico: in rialzo stamani le maggiori borse della regione, con i titoli delle grandi aziende esportatrici sostenuti dalla revisione al rialzo del PIL statunitense. Buoni rialzi anche per i titoli del settore minerario e di quelli dell’acciaio: i primi favoriti dai prezzi elevati, i secondi dalla loro attesa capacità di trasferire sui prezzi finali gli aumenti nei costi delle materie prime.

In Giappone, il dato preliminare per la produzione industriale nel mese di gennaio è risultato in crescita del 2,1% sul mese, su base destagionalizzata, maggiore dell’attesa mediana degli economisti per un +1,5%, con la variazione tendenziale annua che arriverebbe a +1,1%: a contribuire al rialzo è stato proprio il settore tecnologico, che sembra stia terminando la fase di ridimensionamento delle scorte che lo ha penalizzato nel corso del 2004.

Il dato preliminare per lo stesso mese delle vendite al dettaglio nell’arcipelago è risultato in salita del 5,1%, su base destagionalizzata, superiore alle attese, e con una diminuzione minore del previsto delle vendite della grande distribuzione. La produzione industriale sudcoreana ha registrato una variazione tendenziale annua del 14,2%, superiore alle attese.

Commodity: sulle quotazioni petrolifere continuano a pesare le basse temperature europee e statunitensi che mantengono il prezzo del greggio in prossimità dei 52 $/b. Secondo un portavoce l’Opec, durante la riunione del 16 marzo, discuterà dell’adozione di un nuovo indice di riferimento per il prezzo, insieme all’adozione di un nuovo paniere target. Salgono le quotazioni del rame dopo che il dato sulla produzione industriale giapponese, migliore delle attese, ha fatto pensare ad un aumento della domanda del metallo.

A cura di A. Cesarano (Responsabile desk Market Research), L. Lorenzoni (Economista), C.Pace (Research Assistant)