MERCATI FINANZIARI: L’ OUTLOOK (28/11/05)

28 Novembre 2005, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – USA: buone notizie in base ai primi dati relativi all’andamento dello shopping natalizio: secondo i dati forniti dall’associazione di categoria dei venditori al dettaglio National Retail Federation, durante lo scorso weekend successivo al Thanksgiving Day le vendite sono risultate in rialzo del 22% rispetto allo stesso periodo del 2004. La settimana in corso si presenta densa di dati macro tra cui segnaliamo la fiducia dei consumatori, la seconda lettura del Pil del terzo trimestre ed i dati sul mercato del lavoro di novembre.

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Europa: la fiducia delle imprese italiane a novembre è salita raggiungendo il massimo degli ultimi sei mesi e muovendosi così in controtendenza rispetto all’Ifo tedesco. A trainare il dato il miglioramento degli ordinativi, con ogni probabilità aiutati dall’indebolimento dell’Euro, ed il calo delle scorte. I dati preliminari sull’inflazione tedesca hanno evidenziato un tendenziale invariato a novembre, dato che avvalora l’ipotesi di una crescita dei prezzi al consumo invariata su base tendenziale anche per l’area Euro. In tal senso saranno da monitorare i dati preliminari relativi all’Italia in calendario per mercoledì. L’attenzione degli operatori durante la settimana si focalizzerà sulla riunione della Bce. Dopo le numerose dichiarazioni di Trichet l’esito dell’incontro non dovrebbe sorprendere i mercati che stanno pienamente scontando un rialzo da 25 bp. Interessante sarà la conferenza stampa successiva all’incontro. Molto probabilmente in quella occasione Trichet tornerà a ribadire la cautela delle autorità monetarie in tema di tassi di interesse, avvalorando l’ipotesi di una pausa dopo la mossa al rialzo del 1° dicembre.

Asia-Pacifico: in Giappone, il dato preliminare per il commercio al dettaglio in ottobre ha sorpreso in negativo, mostrando un calo dello 0,3% sul mese, su base destagionalizzata, mentre l’aspettativa mediana degli economisti intervistati da Bloomberg News era di un aumento dell’1%. Anche su base tendenziale, le vendite al dettaglio sono diminuite dello 0,3%, dopo il +0,2% a/a rivisto al rialzo di settembre, mettendo a segno il primo decremento tendenziale da otto mesi a questa parte. Molti osservatori continuano però ad attendersi un impatto positivo sulle decisioni di spesa dei consumatori dal miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro, con maggiore occupazione, maggiore sicurezza del posto, più alte retribuzioni ordinarie e bonus invernali attesi incorporare parte dei maggiori profitti aziendali. Sulla stessa linea deve aver ragionato il mercato, con l’indice Nikkei 225 che, con un rialzo dell’1,37%, ha messo a segno un nuovo massimo da cinque anni a questa parte. Domani sarà una giornata decisamente più interessante sul fronte macroeconomico, sempre per ottobre, appunto con i dati relativi a mercato del lavoro, spese ordinarie delle famiglie di lavoratori dipendenti e produzione industriale (per quest’ultima in lettura preliminare). Da segnalare, in corso di settimana, i discorsi di ambedue i vicegovernatori della Banca del Giappone, Iwata e Muto, per inferire qualcosa sullo stato del dibattito interno all’istituto centrale circa modalità e tempistica della rimozione del quantitative easing, dopo che lo Yen ha toccato un nuovo minimo da due anni a questa parte nei confronti del Dollaro.

Commodity: dopo la chiusura per il Giorno del Ringraziamento le quotazioni petrolifere hanno riaperto in calo dietro l’attesa di temperature sopra la media per questa settimana che potrebbero ridurre la domanda di combustibili. Il calo dei prezzi petroliferi registrato a partire da agosto ha portato alcuni membri Opec a proporre un taglio delle attuali quote produttive. Intanto nelle aree colpite dagli uragani Katrina e Rita, continuano i lavori di ripristino dell’attività con il 41% che resta ancora bloccata. Migliori le condizioni del Gas Naturale la cui attività è bloccata per il 32%.

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