MERCATI FINANZIARI: L’ OUTLOOK (28/10/04)

28 Ottobre 2004, di Redazione Wall Street Italia

USA: gli ordinativi di beni durevoli del mese di settembre hanno evidenziato un incremento al di sopra delle attese nella parte al netto della componente volatile dei trasporti (+1,7% vs. consensus di +0,3%). E’ stata notevole la contribuzione della componente difesa al punto che, al netto di quest’ultima, la variazione mensile diventa significativamente negativa (-0,9% pari alla peggiore performance dal mese di aprile).

Gli ordinativi di beni durevoli inerenti la difesa hanno infatti segnato un incremento del 26,5% m/m, il livello più elevato dallo scorso mese di giugno. Penalizzante invece la contribuzione del settore trasporti (-3,6%). Il Beige Book, report della Fed inerente l’andamento dell’economia nei principali distretti, ha riportato una continuazione della crescita nei mesi di settembre ed ottobre. L’aumento dei prezzi dell’energia hanno però frenato la spesa per consumi e per investimenti.

Nel complesso le pressioni dal lato prezzi, sia con riferimento alla dinamica salariale che a quella dei prezzi al consumo, sono rimaste contenute. Dal report si evince pertanto un atteggiamento della Fed maggiormente incline a tener conto dei potenziali effetti negativi derivanti dal rialzo del prezzo del greggio più in termini di crescita che di pressioni sui prezzi. Il forte calo del prezzo del greggio ha comportato ieri un sensibile rialzo dei tassi di mercato, che ha interessato maggiormente i Treasuries rispetto ai Bund. Allo stesso tempo è risultata inferiore alle attese la domanda in sede d’asta (la più bassa rispetto all’offerta dal gennaio di quest’anno) sul Treasury a 2 anni.

Europa: sostanzialmente invariata la fiducia delle imprese italiane diffusa ieri dall’Isae. Il dato di ottobre è infatti risultato pari a 91, dai 90,7 di settembre evidenziando un calo degli ordinativi in particolare di quelli esteri, generando così ulteriori timori circa le prospettive di crescita future visto che le esportazioni rimangono uno dei principali motori del paese. L’Isae con ottobre ha anche ribassato la serie, adeguandola agli standard europei. Poco incoraggianti anche le stime di crescita diffuse ieri dall’istituto Ref secondo cui l’Italia dovrebbe registrare nel 2005 una crescita dell’1,5% rispetto all’1,7% precedentemente anticipato.

Preoccupante l’andamento dei conti pubblici con il deficit/PIL che secondo il Ref dovrebbe superare il 3% già nell’anno in corso posizionandosi al 3,2%, per salire al 3,8% nel 2005 ed al 4,6% nel 2006. Oggi l’attenzione sarà focalizzata sui dati relativi ai prezzi al consumo in particolare sulle città campione italiane che ad ottobre dovrebbero registrare un accelerazione del tendenziale, confermando la tendenza già evidenziata in area Euro dai dati tedeschi e spagnoli. Infine è stato rimandato il voto da parte del parlamento europeo sulla commissione guidata da Barroso. Prodi estenderà il suo mandato per almeno un mese in modo da dare a Barroso il tempo necessario per nominare una nuova squadra.

Asia-Pacifico: buoni rialzi per le maggiori borse della regione, con Seoul che ha guadagnato quasi il 3%, soprattutto grazie alla decisa correzione del prezzo del greggio, innescata dai dati settimanali delle riserve statunitensi pubblicati ieri. A Tokio, l’indice azionario Nikkei 225 ha chiuso in aumento dell’1,51%, terzo rialzo consecutivo, con acquisti sui titoli delle grandi aziende esportatrici e delle aviolinee, sulla cui struttura dei costi il carburante pesa per circa il 20%.

La Sony ha reso noti utili per il secondo trimestre fiscali in crescita del 62% a/a, anche grazie al succeso di Spider Man 2, con la compagnia che ha innalzato le proprie prevsioni di utile per l’intero anno.

In corrispondenza dell’avanzamento dell’azionario nipponico, si sono registrate vendite sull’obbligazionario governativo ed un rafforzamento dello Yen nei confronti del Dollaro. Sempre in Giappone, il dato preliminare destagionalizzato della produzione industriale in settembre ha segnato un calo dello 0,7% m/m, portando la variazione su base annua a +3,8%, ben inferiore al +5,3% atteso in mediana. Sempre in via preliminare, le vendite al dettaglio in settembre, su base destagionalizzata, sono aumentate a sorpresa dell’1%, con il tendenziale annuo salito a –0,3%, mentre le vendite dei grandi dettaglianti sono scese del 3,4%, meno delle attese. In Corea del Sud, l’avanzo di partirte correnti è quasi raddoppiato a $2,9Mld, con l’avanzo delle partite visibili a $3,7Mld.

Commodity: scende sotto i 52$/b il prezzo del greggio dopo che i dati sulle scorte di greggio Usa hanno registrato un incremento superiore alle attese. Nella settimana conclusasi il 22 ottobre le scorte di petrolio sono infatti salite di 4 Mln di barili per un totale di 283,4 Mln di barili. Grazie all’aumento delle importazioni e della produzione sono salite le scorte di benzine, mentre per la sesta settimana consecutiva sono continuate a scendere le scorte di distillati. Intanto l’Arabia Saudita e la Nigeria si sono mostrate pronte ad aumentare la produzione petrolifera nel 2005 da 2 a 2,5 Mln b/g. Il Presidente dell’Opec, Purnomo Yusgioantoro, ha invece esortato gli Stati Uniti ad utilizzare le riserve strategiche petrolifere per calmare i mercati.

A cura di A. Cesarano (Responsabile desk Market Research), L. Lorenzoni (Economista), C.Pace (Research Assistant)