MERCATI FINANZIARI: L’ OUTLOOK (28/1/05)

28 Gennaio 2005, di Redazione Wall Street Italia

USA: il dato sugli ordinativi di beni durevoli core di dicembre è risultato migliore delle attese su base mensile, in seguito ad un calo marcato del settore trasporti. In recupero anche le consegne nello stesso mese. Nell’ambito delle consegne è stato piuttosto elevata la variazione inerente la componente macchinari (+5,4%). In tal caso probabilmente ha inciso la scadenza degli incentivi agli investimenti che prevedevano la possibilità di deduzione degli ammortamenti fino al 50% nel caso di beni consegnati entro il mese di dicembre 2004.

Il 2004 pertanto si è chiuso con una variazione media dell’indice tendenziale relativo agli ordinativi del 10,8%, il valore più elevato nell’ultimo decennio. Con riferimento alle consegne lo stesso valore medio porta ad un valore del 10%, il più elevato dal ’94. Risulta evidente l’effetto degli incentivi prima citati, con un incremento medio tendenziale crescente. Il dato evidenzia la possibilità di una contribuzione positiva della spesa per investimenti nell’ambito del Pil del quarto trimestre in pubblicazione oggi.

Con riferimento al personal consumption, la variazione t/t annualizzata dovrebbe essere piuttosto forte, collocandosi nel range 3,5-4%. In senso negativo dovrebbero invece contribuire le esportazioni nette, visto il forte allargamento del deficit commerciale verificatosi ad ottobre e novembre. L’attenzione degli operatori potrebbe però essere concentrata soprattutto sull’indice del costo del lavoro, dopo le dichiarazioni da parte di diversi esponenti del Fed che hanno indicato quest’ultimo come uno dei principali segnali di una possibile accelerazione della fase di rialzo dei tassi.

L’attesa trimestrale di Microsoft ha evidenziato utili e fatturato migliori delle attese, grazie al buon andamento della vendita del software per server e dell’unità che produce la Xbox, quest’ultima per la rima volta in utile.
Europa: dopo il modesto rialzo dell’indice Ifo in Germania, anche in Italia a gennaio l’indice di fiducia delle imprese ha registrato un lieve miglioramento portandosi a 89,2, da 88,9 di dicembre. In disaggregato il dato ha mostrato una discesa delle scorte mentre sono rimasti pressoché invariati gli ordinativi (-13, da –14).

Stabili anche le aspettative di produzione. L’Isae ha poi diffuso l’inchiesta trimestrale che ha evidenziato un calo della produzione assicurata nell’ultimo trimestre del 2004, a fronte di un calo dei nuovi ordinativi e del volume di esportazioni. Anche per l’ultimo trimestre del 2004 il principale ostacolo all’aumento di output da parte delle imprese italiane è stata l’insufficienza della domanda con il 26% delle risposte.

Dal lato societario incoraggianti le notizie che sono giunte da Nokia. Il più grande produttore mondiale di telefonini ha annunciato utili nell’ultimo trimestre 2004 migliori delle attese stimando vendite nel primo trimestre 2005 superiori alle attese.

Asia-Pacifico: contrastate stamani le maggiori borse della regione, con l’indice azionario Nikkei 225 che a Tokio ha ceduto lo 0,18% anche per via di una serie di rapporti trimestrali deludenti, tra cui quelli di Kyocera (-1,74%) e KDDI (-2,39%), aziende che hanno rinnovato i timori di una parte della comunità finanziaria circa un rallentamento nella crescita degli utili nell’arcipelago.

Sempre in Giappone, i dati macroeconomici pubblicati hanno confermato la lentezza della ripresa, con il dato preliminare per dicembre della produzione industriale in calo dell’1,2% sul mese, su base destagionalizzata. La spesa per consumi da parte delle famiglie di lavoratori dipendenti è calata di un sorprendente 3,8% sul mese, destagionalizzato, l’indice core dei prezzi al consumo dest. rimasto invariato, con una variazione annua a -0,2%, e l’indice core dei prezzi al consumo nell’area di Tokio per gennaio, dato che tende ad anticipare quello a livello nazionale, in discesa dello 0,3% m/m dest.

Di contro, il tasso di disoccupazione è ulteriormente sceso in dicembre, con la creazione di 290.000 posti di lavoro ed un aumento della forza lavoro di 260.000 unità, il che fa sperare in un’inversione dell’attuale pessimismo delle famiglie circa la propria situazione reddituale, ed in un loro ritorno nei negozi nei periodi a venire.

Commodity: sostanzialmente invariati i prezzi del greggio nell’attesa della riunione dell’Opec che si terrà il 30 gennaio pv. L’incontro dovrebbe concludersi senza tagli della quantità prodotta, visto che il prezzo del WTI è ormai tornato in prossimità dei 49$ al barile.

In sensibile calo il prezzo del cotone, mentre più modesta è stata la discesa delle quotazioni del grano che hanno però toccato il minimo degli ultimi 20 anni sulla notizia che la scorsa settimana le esportazioni statunitensi di grano hanno rallentato a seguito dell’annuncio effettuato dall’UE che per la prima volta dal gennaio 2003 sono stati reintrodotti i sussidi alle esportazioni.

A cura di A. Cesarano (Responsabile desk Market Research), L. Lorenzoni (Economista), C.Pace (Research Assistant)