MERCATI FINANZIARI: L’ OUTLOOK (27/10/05)

27 Ottobre 2005, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – USA: chiusura in lieve flessione per i listini statunitensi che non hanno approfittato del ritracciamento del prezzo del greggio. A penalizzare le borse sono state le notizie giunte dal fonte societario con le trimestrali di Boing ed Amazon. Boing, il principale produttore mondiale di aerei, ha perso quasi il 3% dopo aver ridotto le sue stime di vendita per l’anno in corso a causa di un calo degli ordini nel comparto della difesa. In forte flessione Amazon, che ha lasciato sul terreno quasi il 14%, dopo aver diffuso un range delle vendite la cui parte centrale è risultata molto inferiore alle attese di mercato. Nella settimana conclusasi il 21 ottobre scorso le richieste di mutui sono scese del 7,9% segnando il quarto declino delle ultime 5 settimane e raggiungendo il livello più basso dallo scorso aprile. Il dato sta segnalando una sostanziale stabilizzazione del settore immobiliare a conseguenza del rialzo dei tassi di interesse registrato sul mercato obbligazionario. Oggi l’attenzione continuerà a rimanere focalizzata sulle notizie derivanti dal comparto societario con la trimestrale di Microsoft.

Europa: la fiducia delle imprese italiane ad ottobre ha registrato solo un modesto incremento deludendo l’attesa mediana degli analisti intervistati da Bloomberg e mettendo a segno una performance molto inferiore a quella registrata dall’Ifo tedesco. Mentre il business confidence italiano è rimasto oltre i 12 punti sotto il massimo relativo del 2000, l’Ifo tedesco ha registrato un valore di solo 3,7 punti inferiore. Il modesto recupero del dato italiano è da attribuire, secondo quanto dichiarato dall’Isae, soprattutto ad un miglioramento delle aspettative di produzione, mentre si sarebbe arrestato il recupero della domanda. Da un’anticipazione riportata dal quotidiano francese Le Parisienne il tasso di disoccupazione del paese per il mese di settembre dovrebbe attestarsi al 9,8%. I dati ufficiali saranno diffusi venerdì prossimo. Proseguono le dichiarazioni da parte di esponente della Bce sui timori inflattivi. Oggi è stata la volta di Weber che ha dichiarato che la Bce deve continuare a monitorare molto attentamente gli sviluppi sui prezzi. Weber ha aggiunto che l’inflazione continua a rimanere sottocontrollo ma il sostenuto prezzo del petrolio potrebbe rappresentare un rischio per la dinamica inflattiva. Le dichiarazioni di Weber sono risultate in linea con quanto dichiarato nei giorni scorsi da altri esponenti della banca centrale evidenziato la maggiore preoccupazione delle autorità sui prezzi. La sostanziale stabilità del tasso di inflazione core ed una crescita ancora sottotono confortano comunque l’ipotesi di un nulla di fatto da parte della Bce fino a giugno 2006.

Asia-Pacifico: chiusura poco sopra la parità per l’indice Nikkei che ha risentito delle notizie provenienti da Wall Street sulla citazione inviata a General Motors legata alle pratiche legali del gruppo. Sempre in Giappone, scendono le vendite al dettaglio registrando a settembre un calo dello 0,8% m/m su base destagionalizzata. All’interno del dato si evidenzia un calo del comparto alimentare e macchinari domestici. Peggiore delle attese anche il dato preliminare sulle vendite dei grandi magazzini, che a settembre hanno messo a segno un –3,9% m/m con un forte calo delle vendite all’ingrosso (-4,6% m/m da +1,5%).

Commodity: ben oltre le attese le scorte di petrolio che nella settimana conclusasi il 21 ottobre sono cresciute di 4,4 Mln di barili. Salgono ma meno delle attese le scorte di benzine (+159.000) mentre continuano a scendere quelle di distillati (-1,6 Mln di barili). Per i distillati si tratterebbe del quinto calo consecutivo che ha portato le scorte molto al di sotto della media di periodo. Le quotazioni petrolifere dopo la pubblicazione hanno cominciato a scendere toccando un minimo di 60,66 $/b e chiudendo poco sopra a 60,66$/b. Se al momento le scorte di distillati non rappresentano il principale mover dell’andamento del prezzo del greggio, nei prossimi mesi, con l’avvicinarsi della stagione invernale, che secondo le prime analisi sarà piuttosto fredda, potrebbero creare nuove pressioni sul prezzo del greggio.

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