MERCATI FINANZIARI: L’ OUTLOOK (27/1/06)

27 Gennaio 2006, di Redazione Wall Street Italia

Il contenuto di questo articolo esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

(WSI) – USA: è continuata ieri la pressione al ribasso dei corsi sui mercati obbligazionari, che ha penalizzato maggiormente la parte a lungo termine della curva. Sul fronte macro il dato sugli ordini di beni durevoli del mese di dicembre ha registrato una variazione mensile dell’1,3% su base destagionalizzata, con una sensibile revisione al rialzo del dato del mese precedente. Particolarmente forti sono state le variazioni positive degli ordinativi di beni capitali al netto di difesa ed aerei (+3,5%) nonché delle consegne analogamente computate, dato quest’ultimo utile per il calcolo del Pil del quarto trimestre la cui pubblicazione preliminare è attesa per oggi.

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Quest’ultimo dato è atteso in rialzo del 2,8% (consensus Bloomberg News) su base trimestrale annualizzata, una varatone inferiore al trimestre precedente (+4,1%) in seguito principalmente al ridimensionamento della spesa delle famiglie, su cui potrebbe aver pesato l’effetto congiunto del rialzo del prezzo del greggio insieme con i primi sintomi del minor supporto offerto dal settore immobiliare. A tal proposito oggi è anche atteso il dato sulle vendite di nuove case di dicembre, che rappresenta uno degli indicatori più puntuali sullo stato di salute del settore. Sul mercato azionario la trimestrale di General Motors (-3,48%) è stata particolarmente deludente riportando una perdita nel quarto trimestre di 4,78Mld$. I listini hanno chiuso però in netto rialzo trainati dal settore dei semiconduttori (il Sox ha recuperato circa il 3%) e da quello dei materiali per costruzioni, quest’ultimo sostenuto anche dalla revisione al rialzo dell’utile per azione da parte di Caterpillar (4,94%). A mercati chiusi è stata ben accolta la trimestrale di Microsoft, grazie al positivo outlook delineato per il trimestre in corso.

Europa: giornata con pochi dati macro in calendario in cui l’attenzione è rimasta focalizzata sui mercati azionari. I listini hanno registrato la seconda sessione di rialzi trainati in particolare dal settore delle costruzioni, assicurativo ed automobilistico. Tra le società si evidenzia Siemens che ha annunciato ordini migliori delle attese e Nokia che ha annunciato risultati trimestrali deludenti ed un buyback per il 2006. Sul mercato obbligazionario prosegue il rialzo dei rendimenti in particolare sulla parte a medio lungo, movimento che ha comportato ieri una prosecuzione del lieve steepening sul tratto 2-10 iniziato mercoledì. Continuiamo a ritenere verosimile il proseguimento del trend primario di flattening, movimento che potrebbe tornare ad innescarsi già la prossima settimana all’avvicinarsi della riunione della Bce.

Asia-Pacifico: balzo del 3,58% per l’indice azionario nipponico Nikkei 225, stamattina, realizzando così il maggior rialzo giornaliero degli ultimi tre anni, sospinto dai buoni guadagni dei titoli tecnologici, sulla scia dei risultati contabili di Sony (+11,32%), e soprattutto di quelli dei titoli dei servizi finanziari e di quelli più legati alla domanda domestica, dopo l’annuncio di un aumento tendenziale in dicembre dell’indice core dei prezzi al consumo dello 0,1%, secondo aumento mensile consecutivo, dopo aver smesso di diminuire in ottobre (0% a/a). Il dato sui prezzi al consumo (prezzi che complessivamente sono diminuiti dello 0,1% a/a, meno delle attese), unitamente a vendite al dettaglio migliori delle attese per lo stesso mese, ed alla luce dei dati di avanzo di parte visibile pubblicati ieri, sembra suggerire una forte vivacità della domanda interna tra la fine dello scorso anno e, presumibilmente, l’inizio di questo, come anche indicato dall’indice core dei prezzi al consumo nell’area di Tokio in gennaio (+0,1%a/a, quando era atteso invariato), con l’effettiva occasione di un superamento sostenibile della deflazione.

Commodity: poco variate le quotazioni petrolifere dopo i buoni dati sulle scorte di distillati e benzine che hanno diminuito i timori circa un eventuale forte calo delle temperature ed un aumento della domanda di petrolio da riscaldamento. Prese di profitto hanno invece guidato i prezzi dell’oro che dopo i rialzi dei giorni scorsi sono scesi dello 0,46% a 560 $/oncia. All’interno dell’indice CRB scende il comparto dei metalli industriali (-0,61%), a causa in particolare del calo di alluminio ( e Nichel, mentre chiude in rialzo il prezzo del rame.

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