MERCATI FINANZIARI: L’ OUTLOOK (26/1/06)

26 Gennaio 2006, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – USA: tassi di mercato in sensibile rialzo. I deludenti risultati dell’asta sul T-note a 2 anni hanno contribuito ad amplificare il movimento al rialzo già in atto in precedenza. In particolare sia il rapporto di copertura della domanda sia la percentuale di sottoscrizione degli indirect bidders sono risultati pari al minimo dallo scorso aprile. Le pressioni sui bond derivanti dalla ingente offerta potrebbero continuare in vista delle successive aste sul 10 e 30 anni attese l’8 ed il 9 febbraio p.v. Sul fronte macro le vendite di case esistenti di dicembre hanno registrato un calo destagionalizzato del 5,7% a/a con un ridimensionamento anche dei prezzi medi rispetto al mese precedente.

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Il dato conferma le indicazioni di rallentamento del settore immobiliare emerse da indicatori più puntuali (a causa della differente metodologia di computo) come ad esempio le vendite di nuove case la cui pubblicazione è in calendario per il prossimo venerdì. In seguito alla revisione dei fattori di destagionalizzazione da parte del dipartimento del commercio, l’Institute for Supply Management ha proceduto ad un’analoga revisione dei relativi indici sull’attività economica per i diversi settori. Sia con riferimento al settore manifatturiero sia a quello non manifatturiero, è emersa una sensibile revisione al rialzo per il mese di dicembre (rispettivamente a 55,6 da 54,2 e 61 da 59,8). Sul mercato azionario è continuata ancora la buona performance del settore automobilistico (oggi è attesa la trimestrale di General Motors) che però non è riuscito a bilanciare il sensibile calo di alcuni settori come quello energetico, penalizzato dal ridimensionamento del prezzo del greggio. Attesa questa sera a mercati chiusi la trimestrale di Microsoft.

Europa: i dai preliminari relativi all’inflazione tedesca hanno evidenziato un tendenziale armonizzato in rialzo al 2,2%, dal 2,1% di dicembre e avvalorando l’ipotesi di un’accelerazione dei prezzi per l’intera area Euro nel primo mese del 2006. In disaggregato il dato ha evidenziato come le spinte sui prezzi continuano a giungere dal lato dell’offerta mentre le sottocomponenti legate alla domanda interna quali tempo libero-cultura e ristorazione hanno registrato i cali più marcati. Malgrado la prosecuzione della debolezza della domanda interna gli operatori di mercato continuano a scommettere su un nuovo rialzo dei tassi di interesse già nella riunione di marzo. Ad avvalorare tale ipotesi l’annuncio del governo tedesco che ha alzato le stime di crescita del Pil del paese portandole all’1,4%, dall’1,2% precedente, oltre al dato sull’Ifo.

L’indice che misura la fiducia delle imprese industriali, malgrado l’incremento del prezzo del greggio e l’apprezzamento dell’euro registrato nell’ultimo mese, è salito ulteriormente a gennaio. In Italia invece la crescita dei prezzi del petrolio e l’adeguamento delle tariffe, ha già influito negativamente sulla fiducia dei consumatori che a gennaio ha registrato il secondo calo consecutivo.

Asia-Pacifico: terza seduta di rialzi, stamattina, per la borsa di Tokio con l’indice Nikkei 255 dei titoli guida e l’indice generale Topix ambedue aumentati dell’1,53%, soprattutto grazie al forte flusso di acquisti sui titoli di servizi finanziari, e dell’intermediazione mobiliare in particolare. I titoli finanziari erano stati i più penalizzati, tra quelli a maggiore capitalizzazione, nella recente correzione innescata dal caso Livedoor, soprattutto a causa delle alte valutazioni raggiunte in breve tempo, mentre oggi il recupero è avvenuto sull’onda dei risultati trimestrali della società di brokeraggio Mitsubishi UFJ Securities, parte del maggiore gruppo bancario al mondo per dimensione di bilancio, risultati che si sono manifesttai come quintuplicati rispetto allo stesso trimestre del 2004. Accolto positivamente anche l’avanzo di parte visibile di dicembre, benché in calo rispetto a novembre e comunque inferiore alle attese: in disaggregato, sia importazioni che esportazioni hanno registrato variazioni tendenziali record, segno della ritrovata vitalità della ripresa nipponica (pur nell’ambito di un sentiero di crescita stabile e moderata).

Commodity: malgrado il calo delle scorte statunitensi che nella settimana conclusasi il 20 gennaio sono scese di 2,3 Mln di barili, le quotazioni petrolifere sono scese dell’1,8%. A sostenere il calo dei prezzi sono stati sia i dati migliori delle attese delle scorte di benzine che di quelle di distillati che continuano a beneficiare delle temperature superiori alla media, sia la rassicurazione dell’Arabia Saudita circa la disponibilità ad aumentare la produzione di greggio. La notizia ha comunque rappresentato un pretesto di vendita per gli investitori dopo i forti rialzi registrati a fine settimana. il boom della crescita cinese ha favorito il rialzo delle quotazioni dei metalli industriali come rame, zinco e lega che hanno raggiunto nuovi record.

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