MERCATI FINANZIARI: L’ OUTLOOK (26/07/04)

26 Luglio 2004, di Redazione Wall Street Italia

USA: continua la fase negativa sulle borse Usa con chiusura del Dow Jones sotto quota 10.000 punti (per la prima volta dal mese di maggio) e nuovo minimo del Nasdaq nel corso del 2004. Sono stati soprattutto i titoli del settore dei semiconduttori ad essere penalizzati con il Sox che ha perso il 3,53%.

Ma vi sono state penalizzazioni piuttosto forti anche tra i titoli della old economy come nel caso di Coca Cola che ha perso oltre il 7% dopo aver riportato una crescita del fatturato ai livelli minimi nel corso degli ultimi 2 anni. La perdita di titoli della old economy accentua il timore di un possibile ridimensionamento della spesa per consumi che potrebbe aver interessato anche il secondo trimestre.

Si tratta di un elemento di rilievo nella settimana in cui è atteso il Pil relativo a tale periodo: un valore al di sotto del 3,5% potrebbe comportare una revisione al ribasso della crescita attesa per il 2004, rimettendo in discussione lo scenario positivo delineato da Greenspan. Il valore di consensus generale è pari al 3,7%, ma occorre considerare che diverse case d’investimento Usa si attendono un valore prossimo al 3%.

Lo scorso venerdì è stato piuttosto forte anche il movimento di rafforzamento del Dollaro. In tal caso però riteniamo che tale andamento sia da attribuire a ricoperture più che a motivi di carattere fondamentale. Il report settimanale della CFTC ha infatti evidenziato come gli operatori speculativi, al 20 luglio, presentassero posizioni nette lunghe sull’Euro-Dollaro posizionate sul livello record dal ’99.

Europa: in Italia a fine settimana è stato presentato il nuovo Documento di programmazione economica e finanziaria che per il 2005 prevede una manovra correttiva da 24 Mld di € per portare il deficit pubblico al 2,7% del Pil rispetto al 4,4% tendenziale, sotto l’ipotesi di una crescita reale del Pil dell’1,9%. L’approvazione dovrebbe giungere già giovedì, anche se il governo non ha ancora confermato.

L’agenzia di rating Ficht potrebbe in futuro abbassare il rating della cartolarizzazione sugli immobili Scip2 se la performance sull’operazione non tornerà sul trend precedente. Sempre in Italia scendono le vendite al dettaglio di maggio. Il dato corretto per i giorni lavorativi è sceso del 2% a/a, confermando la debolezza della spesa delle famiglie.

In Germania i segnali emersi dal lato inflazione sono stati contrastati. In base ai primi dati relativi ai laenders tedeschi, l’inflazione dei prezzi al consumo di luglio dovrebbe portarsi all’1,8%, rispetto all’1,7% del mese precedente. In calo invece i prezzi alle importazioni tedesche. A giugno i prezzi dei beni importati sono scesi dello 0,6% m/m, con un tendenziale al 2%, dal 2,5% di maggio, grazie all’apprezzamento dell’Euro ed ad una sostanziale stabilizzazione dei prezzi delle materie prime dopo l’incremento pressoché ininterotto, come mostrato dall’indice CRB, registrato negli ultimi 2 anni. Il calo dei prezzi alle importazioni potrebbe rappresentare comunque un fattore di moderazione per i prezzi al consumo nei prossimi mesi.

Asia-Pacifico: alle 8:00 di stamane le principali borse asiatiche si presentavano negative, con l’eccezione di Seoul che era sostanzialmente invariata. L’indice Nikkei 225 ha chiuso in perdita dello 0,25%, venendo non sorprendentemente trascinato al ribasso dai titoli tecnologici, che dovevano incorporare il sostanzioso calo dell’indice Nasdaq di venerdì, con Sony e TDK, entrambe attese pubblicare i risultati per il secondo trimestre dell’anno questa settimana, in calo dell’1,28% e dell’1% rispettivamente.

Persistono i timori sulle prospettive dell’industria dei semiconduttori per il prossimo anno, dopo che per l’intero 2004 la Gartner Research prevede un aumento delle vendite globali di DRAM del 49% rispetto all’anno precedente: a sollevare dubbi è soprattutto la crescita, più lenta del previsto, delle vendite di personal computer e, a rincarare la dose, la notizia pubblicata dal quotidiano Commercial Times secondo cui i maggiori clienti delle società produttrici di chip starebbero per ridurre sostanzialmente i propri ordini nel trimestre in corso.

Da segnalare il caso di Hynix, terzo maggior produttore al mondo di memory chip, che ha reso noti utili e vendite trimestrali superiori alle attese, mentre il titolo perdeva il 3,18%: dopo aver perso quasi tutto il proprio valore tra genanio e giugno 2002 per una grave crisi finanziaria della società, il titolo ha fatto finora registrare la migliore performance 2004 tra i maggiori 20 produttori di chip al mondo, con un aumento di più del 95% dal 1° gennaio.

In fase di rafforzamento lo Yen, sia nei confronti del Dollaro che dell’Euro.

Commodity: restano sostenute le quotazioni petrolifere malgrado le rassicurazioni provenienti dall’Opec circa la possibilità di aumentare la capacità produttiva dei paesi membri. Un nuovo calo ha interessato le quotazioni del rame dopo che è stato dichiarato illegale lo sciopero di 2000 lavoratori del Grupo Mexico, il terzo produttore mondiale di rame, anche se qualche dubbio rimane per i lavoratori dalla miniera di Cananea che potrebbero a breve indire uno sciopero. Scende ancora il prezzo dell’oro dopo il rafforzamento del dollaro.