MERCATI FINANZIARI: L’ OUTLOOK (25/5/05)

25 Maggio 2005, di Redazione Wall Street Italia

USA:le minute del Fomc del 3 maggio hanno evidenziato la presenza di due diversi filoni di pensiero all’interno del board.
Vi è chi infatti è maggiormente focalizzato sulla possibilità di pressioni sui prezzi in futuro e chi invece si preoccupa soprattutto dei potenziali effetti sulla crescita derivanti dal rialzo cumulativo dei tassi intervenuto da metà dello scorso anno.

Nel complesso, le minute non hanno aggiunto informazioni aggiuntive di rilievo, evidenziando come le future mosse della Fed dipenderanno molto dal tenore dei prossimi dati macro. Continuiamo a ritenere che, dopo il prossimo rialzo di 25bps nel Fomc del 30 giugno, la Fed potrebbe arrestare la fase di rialzo dei tassi laddove nel trimestre in corso dovessero materializzarsi i segnali di rallentamento segnalati da diversi indicatori anticipatori.

Il settore immobiliare intanto continua a seguire un trend in forte ascesa sia in termini di vendite di case esistenti che di prezzi delle stesse.

Sul fronte corporate segnaliamo il downgrade allo status di junk bond di Fitch sul debito di Gm e Gmac, che fa seguito ad un’analoga decisione lo scorso 5 maggio da parte di Standard & Poor’s. Tale decisione comporterà l’esclusione dei bond di Gm dai principali indici benchmark utilizzati dai gestori nel comparto corporate.

Europa:le attesissime stime dell’Ocse hanno evidenziato un sensibile ridimensionamento della crescita per l’intera area Euro, con particolare penalizzazione dell’Italia.
L’intera area dovrebbe infatti crescere nel 2005 dell’1,2%, rispetto all’1,8% atteso in febbraio, con un’accelerazione nel 2006 quando la crescita dovrebbe registrare un +2%.

L’Ocse ha precisato che con il passare del tempo, la mancata ripresa dell’intera area non può essere attribuita ad argomenti di circostanza, quali le tensioni sul prezzo del petrolio o le fluttuazioni del cambio, lasciando intendere l’importanza delle rigidità strutturali. Il rallentamento è particolarmente evidente per la Germania e l’Italia.

In Germania il problema, secondo l’Ocse, risiede nella contrazione persistente della domanda interna, mentre in Italia il commercio estero sta perdendo quote di mercato ad un tasso “inquietante”, tanto da portare il paese in recessione. L’Organizzazione stima infatti per il 2005 un Pil in contrazione dello 0,6%, con una crescita dell’1,1% nel 2006.
Il forte rallentamento andrà ad impattare anche sui conti pubblici: nel 2005 il deficit/Pil dovrebbe raggiungere il 4,4%, per toccare il 5% nel 2006.

Secondo l’Ocse la Bce avrebbe spazio per operare una riduzione dei tassi di interesse di 50 bps per rivitalizzare l’economia, mossa che con i dati attualmente disponibili appare assolutamente improbabile almeno fino alla fine del 2005, dal momento che l’inflazione scenderà difficilmente sotto al 2% durante l’anno in corso.

I dati della domanda aggregata tedesca nel primo trimestre dell’anno hanno evidenziato una contrazione dei consumi delle famiglie (-0.2%, dal +0.3% del trimestre precedente) ed un continuo rallentamento delle esportazioni su base tendenziale (+5.8% a/a, dal 6.6% precedente). La crescita dell’1% t/t è stata possibile quasi esclusivamente grazie ad una contrazione delle importazioni, dato che nel breve può migliorare il saldo commerciale ma nel medio periodo sarà solo il risultato di un ulteriore rallentamento della domanda interna.

Asia-Pacifico:chiusura in calo per il secondo giorno consecutivo per la Borsa di Tokyo, a causa delle preoccupazioni per l’effettiva ripresa dell’economia nipponica.

Il declino del surplus commerciale e il deterioramento dei rapporti con la Cina, hanno favorito il pessimismo sul mercato. L’indice Nikkei ha perso l’1,1%.
In particolare la questione cinese, tornata alla luce dopo che il vice premier cinese Wu Yi ha inaspettatamente cancellato, all’inizio della settimana, l’incontro con il primo ministro giapponese Junichiro Koizumi, ha colpito i titoli dell’acciaio, delle società di trasporto marittimo, ed alcuni esportatori.

Dal lato macro, scende ad aprile, per il terzo mese consecutivo, il surplus della bilancia commerciale. L’avanzo commerciale scende del 10,4% rispetto allo stesso mese del 2004. Le esportazioni sono cresciute dell’1,1% m/m, mentre le importazioni del 5,6% m/m. rispetto allo scorso anno il surplus si è contratto del 10,4%.

Le minute relative alla riunione di aprile della Banca Centrale ha evidenziato la volontà di alcuni di tagliare il target sulle riserve a 27-32 Trl Yen dall’attuale 30-35 Trl Yen.

Commodity:rimangono sostenute le quotazioni petrolifere dopo che la Exxon Mobil ha chiuso una raffineria in Texas per effettuare lavori che permetteranno l’aumento della produzione nella stagione estiva.

Particolare importanza verrà infatti oggi attribuita ai dati sulle scorte di benzine proprio perché precedono il lungo fine settimana del Memorial Day.

A cura di A. Cesarano (Responsabile desk Market Research), L. Lorenzoni (Economista Senior), A. Mercuri (Analista), C.Pace (Economista)