MERCATI FINANZIARI: L’ OUTLOOK (25/2/05)

25 Febbraio 2005, di Redazione Wall Street Italia

USA: : il dato relativo agli ordinativi di beni durevoli di gennaio è risultato superiore alle attese nella parte al netto dei trasporti. Il calo degli ordinativi inerenti il settore aereo ha invece penalizzato il dato generale che ha segnato un calo mensile dello 0,9%. Il dato core (al netto cioè della componente aerei e difesa) ha segnato la terza variazione positiva mensile consecutiva. Allo stesso tempo sono risultate in recupero anche le consegne, dato quest’ultimo utile per il computo del Pil.

A tal proposito segnaliamo che vi è stata anche una sensibile revisione al rialzo dello stesso dato per il mese di dicembre (da 2,1 a 2,8%). Questo fattore, insieme con le recenti revisioni al ribasso del deficit commerciale Usa del mese di novembre, rendono verosimile l’ipotesi di una revisione al rialzo del pil del quarto trimestre atteso oggi in seconda lettura.

Notizie positive dai dati settimanali sui sussidi alla disoccupazione che per la terza settimana consecutiva sono risultati prossimi al livello di 300.000, alla stregua della meno volatile media mobile a 4 settimane (308.750).
Di conseguenza aumentano le attese di un dato sui non farm pay rolls di febbraio superiore alle 200.000.

Europa: i dati sui laenders tedeschi hanno evidenziato a febbraio un’accelerazione delle pressioni inflative. Ieri sono stati resi noti i dati di Assia e Brandeburgo che hanno registrato un incremento dello 0,4% e dello 0,5% rispettivamente, in seguito all’accelerazione dei prezzi degli alimentari e delle benzine. Una stima del dato tedesco sembra ancora prematura visto che i due laenders resi noti pesano nel paniere poco più del 6% ma, sotto l’ipotesi che, in media, gli altri stati registrino incremento dello 0,4% m/m, il tendenziale salirebbe all’1,8%, dall’1,6% di gennaio.

Questa mattina il dato sul tasso di disoccupazione francese ha registrato un incremento salendo al 10% (valore massimo degli ultimi 5 anni), dal 9,9% di dicembre, a causa di una crescita del numero dei senza lavoro di 23000 unità. Sempre in Francia in calo anche la fiducia delle imprese scesa a febbraio a 104 (valore minimo degli ultimi 8 mesi), da 105. A pesare sul dato è stato l’aumento dei prezzi delle materie prime in particolare del petrolio e un maggior pessimismo circa la situazione congiunturale nei prossimi mesi.

Asia-Pacifico: torna in positivo la borsa nipponica con il Nikkei in rialzo dell’1,1% dopo il dato incoraggiante statunitense sui prezzi al consumo ed il rimbalzo di Wall Street. Positivo il comparto tecnologico e quello delle maggiori aziende esportatrici, nel primo caso al traino del buon andamento dei titoli tecnologici americani, nel secondo grazie al ridimensionamento dello yen.

Tra i rialzi spiccano Advantest con un guadagno dell’1%, Tokyo Electron (2,3%) e Kyushu Electric Power che, dopo aver innalzato le previsioni di dividendo per l’esercizio che si concluderà a marzo, ha guadagnato il 4,5%. Dal lato macro continuano a scendere i prezzi al consumo allontanando le attese di un cambiamento della politica monetaria della BoJ.

Il governatore della Banca Centrale ha infatti dichiarato che la politica dei tassi prossimi allo zero potrebbe cambiare solo nel caso in cui si registrerà un rialzo dell’indice dei prezzi al consumo core. A gennaio l’indice dei prezzi al consumo ha registrato un tendenziale in calo dello 0,1% dal +0,2%, mentre il dato depurato dell’effetto dei volatili prezzi dei beni alimentari freschi è sceso dello 0,3% dal –0,2%.

Commodity: in lieve rialzo le quotazioni petrolifere dopo la pubblicazione dei dati sulle scorte statunitensi. Secondo il Dipartimento dell’Energia nella settimana conclusasi il 18 febbraio le scorte di petrolio sono cresciute meno delle attese a 0,6 Mln di barili dall’1,2 Mln di barili attesi, peggiori delle attese anche le scorte di distillati scese di 0,7 Mln di barili. Continuano naturalmente a pesare le previsioni del clima rigido che potrebbe causare un aumento della domanda di gasolio da riscaldamento e quindi un calo delle sue scorte.

A cura di A. Cesarano (Responsabile desk Market Research), L. Lorenzoni (Economista), C.Pace (Research Assistant)