MERCATI FINANZIARI: L’ OUTLOOK (24/10/05)

24 Ottobre 2005, di Redazione Wall Street Italia

Il contenuto di questo articolo esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

(WSI) – Usa: Yellen, membro Fed non votante, in un discorso dello scorso venerdì, ha richiamato l’attenzione sulla dinamica dei prezzi immobiliari dichiarando che “la politica monetaria dovrebbe reagire a rialzi dei prezzi delle case o di altri asset solo nella misura in cui questi ultimi dovessero impattare sulle variabili obiettivo (crescita, occupazione e inflazione) della banca centrale”. Secondo l’esponente della Fed è molto difficile prevedere l’effetto sull’economia derivante da un eventuale ridimensionamento dei prezzi delle case ed inoltre altre decisioni (come ad esempio la modifica della regolamentazione finanziaria) potrebbero essere più appropriate rispetto a manovre di politica monetaria. La settimana presenta diversi importanti dati macro tra cui la fiducia dei consumatori ed il pil del terzo trimestre oltre alla pubblicazione di trimestrali delle principali società Usa tra cui quella di Microsoft il prossimo giovedì.

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Europa: venerdì Issing in un’intervista televisiva per un’emittente tedesca ha ribadito l’importanza di contenere le pressioni inflattive e riportare il tasso di inflazione prossimo, ma al di sotto del 2%. Il capo economista della Bce ha dichiarato che la banca centrale europea dovrà procedere ad un rialzo dei tassi di interesse qualora i rischi di medio periodo per la dinamica inflattiva aumentino ulteriormente. Più moderati i toni di Gonzales-Paramo membro del consiglio direttivo della Bce, il quale ha dichiarato che la politica monetaria continua a rimanere appropriata e se i rischi inflattivi non si materializzeranno i tassi non verranno modificati. Gonzales-Paramo ha inoltre aggiunto che al momento non ci sono evidenze di una spirale prezzi salari anche se la situazione su questo fronte sarà da monitorare con attenzione nel prossimi mesi. A febbraio ad esempio in Germania giungerà a scadenza il contratto di lavoro per il settore dei metalmeccanici. Secondo quanto riportato dalla rivista tedesca Focus, il sindacato del settore IG Metall intenderebbe presentare una richiesta di aumento salariale del 4%. In attesa di conoscere il programma di governo atteso per la metà di novembre in Germania gli esperti dei due partiti di maggioranza hanno condiviso la necessità di riportare il deficit/Pil al di sotto della soglia del 3%.

Asia-Pacifico: inizio di settimana in negativo per il Nikkei che ha chiuso la sessione cedendo lo 0,71%. Il calo è attribuibile in particolare al cattivo andamento dei titoli tecnologici, tra cui Nec che, secondo voci di stampa, presenterà un utile operativo in calo contro attese in crescita e Pioneer che ha annunciato una perdita record per l’anno in corso. Dal fronte macroeconomico restano negative, sebbene ad un tasso inferiore, le vendite dei supermercati che a settembre sono scese dell’1,9% a/a dal –2,9% di agosto. All’interno, oltre al calo dei beni alimentari, abbigliamento e per la casa, si registra un rallentamento della componente servizi cresciuta dell’1,5% a/a dal 2,7%. Continua ad indebolirsi lo Yen contro dollaro, dopo la dichiarazione di un esponente della Banca Centrale Cinese secondo cui l’istituto continuerà nella sua politica di rivalutazione dello Yuan sebbene ad un ritmo graduale. In settimana non sono attesi dati di rilievo ad eccezione delle spese ordinarie delle famiglie dei lavoratori, i prezzi al consumo e la produzione industriale relativi al mese di settembre ed in calendario il prossimo venerdì.

Commodity: rimane sotto i 60$/b il prezzo del greggio dopo che l’uragano Wilma si è allontanato dalle piattaforme del Golfo del Messico. L’uragano ha infatti cambiato rotta e si dirige verso la Florida. Intanto nel Golfo del Messico la produzione di greggio dopo l’uragano Katrina Rita e Wilma è rimasta ferma per il 65,787% e quella di gas naturale per il 53,37%. Qualche timore è sopraggiunto con l’arrivo di una nuova depressione tropicale Alpha che però è stata downgradata da tempesta tropicale e che quindi non ha sortito alcun effetto sui prezzi.

A cura di A. Cesarano (Responsabile Research and Strategy), L. Lorenzoni (Economista Senior), A. Mercuri (Analista), C. Pace (Economista)