MERCATI FINANZIARI: L’ OUTLOOK (24/06/04)

24 Giugno 2004, di Redazione Wall Street Italia

USA: buon recupero delle borse Usa nella parte finale della seduta di ieri, con una buona performance soprattutto del settore tecnologico. Negli ultimi due giorni, vi è stato anche un buon contributo da parte del settore dei semiconduttori con l’indice Sox che ha guadagnato oltre il 5% in tale arco temporale. Alcuni titoli rilevanti come Cisco hanno chiuso con un guadagno superiore al 3%.

Gli investitori, dopo aver scontato nei prezzi il nuovo scenario di tassi in rialzo da parte della Fed, si stanno posizionando già in prospettiva verso un periodo di continuazione della crescita, in particolare nel corso del prossimo mese, laddove i dati sul mercato del lavoro dovessero confermare tale ottimismo. Anche qualora questi ultimi dati fossero superiori alle attese, non dovrebbero esservi ripercussioni particolari in termini di attese di maggiore aggressività da parte della Fed sui tassi. I dati rilevanti per propendere verso questa seconda ipotesi sono rappresentati infatti soprattutto dai prezzi la cui pubblicazione è attesa però a metà luglio.

Sul mercato obbligazionario ieri si è registrato una percentuale (circa 60%) di sottoscrizione record da parte degli investitori esteri nell’ambito dell’asta sul 2 anni Treasury da 25Mld$. Anche i mercati obbligazionari, dopo essere stati penalizzati dal cambio di prospettive sui Fed funds, sembrano aver raggiunto una fase di stabilizzazione.

Migliora il clima anche nell’ambito dei paesi emergenti, dove ad esempio il governo messicano ha rivisto al rialzo le stime di crescita per il 2004 (da 3-3,5% a 4%) grazie al miglioramento della domanda Usa. In Brasile il surplus di partite correnti di maggio ha raggiunto un nuovo livello record, grazie al forte supporto delle esportazioni.

Europa: l’analisi redatta da Confindustria riporta un quadro economico piuttosto positivo che fa ben sperare in una continuazione del trend anche nei prossimi mesi. Secondo Confindustria l’economia italiana quest’anno dovrebbe crescere dell’1,3% rispetto all’1,2% programmato dal governo.

Il tasso di inflazione invece dovrebbe crescere del 2,2% quest’anno e del 2% nel 2005. Tuttavia l’istituto richiama il governo affinché apporti delle misure correttive per ridurre il deficit pubblico.

Buoni i dati relativi alle vendite al dettaglio italiane del mese di aprile, che hanno fatto registrare l’incremento più alto da inizio anno. In particolare il miglioramento interessa i beni alimentari, mentre peggiora il settore calzature e articoli di viaggio e giochi. In Francia, il dato finale sul cpi di maggio ha confermato la stima preliminare evidenziando un forte incremento dal dato del mese precedente dovuto soprattutto ai rialzi dei prezzi petroliferi. In lieve miglioramento la fiducia delle imprese belghe. Il dato, unito alle indicazioni derivate dallo Zew, potrebbe preludere ad un incremento dell’Ifo in pubblicazione domani. Relativamente ai paesi emergenti la Turchia emetterà un bond a 7 anni in Dollari.

Asia-Pacifico: i dati sulla fiducia delle imprese e del settore terziario, migliore delle attese, accrescono l’ottimismo degli investitori nella ripresa economica del Giappone. Sul mercato dei cambi lo Yen si è rafforzato contro euro e dollaro beneficiando dei buoni dati sulla fiducia.

Buona la performance dell’azionario nipponico. Il Nikkei, sale sopra gli 11700 punti, sulla scia delle buone indicazioni economiche riportate da un report pubblicato dal governo e dopo che S&P ha alzato il rating di alcune banche nipponiche tra cui Mitsubishi Tokyo Financial Group Inc.

Commodity: sotto tensione il mercato petrolifero dopo che i lavoratori norvegesi hanno minacciato un prolungamento dello sciopero bloccando così le esportazioni di greggio. I dati del Dipartimento dell’Energia Usa hanno evidenziato un incremento delle scorte petrolifere, che hanno raggiunto il livello più alto da agosto 2002.

Scendono invece le scorte di benzine e salgono quelle di distillati. Scende inoltre il tasso utilizzo impianti. Salgono le quotazioni del rame dopo che alcuni lavoratori cileni hanno minacciato l’inizio di uno sciopero.

A cura di A. Cesarano (Responsabile desk Market Research), L. Lorenzoni (Economista), C.Pace (Research Assistant)