MERCATI FINANZIARI: L’ OUTLOOK (22/11/05)

22 Novembre 2005, di Redazione Wall Street Italia

Il contenuto di questo articolo esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

(WSI) – USA: Moskow, membro votante della Fed, ha ieri ribadito la possibilità che la banca centrale Usa continui a rialzare i tassi di riferimento. L’esponente della Fed ha dichiarato che i tassi al momento si situerebbero nella parte bassa del range in cui si collocherebbe il livello neutrale. Moskow però non ha esplicitato i livelli di tale range. In precedenza lo aveva fatto invece Yellen della Fed di San Francisco collocandolo al 3,5-5,5%. Le indicazioni fornite da Moskow non sono risultate nuove per gli operatori che già hanno incorporato nei prezzi l’attesa di rialzo dei tassi almeno fino al meeting di marzo.

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Sui mercati obbligazionari sembra piuttosto prevalere la prudenza in vista del ponte lungo in occasione della festività del Thanksgiving Day. Ricordiamo infatti che i mercati obbligazionari saranno aperti con orario ridotto sia mercoledì sia venerdì e rimarranno invece chiusi giovedì. I leading indicators di ottobre non hanno deluso le attese con una variazione mensile del +0,9% con una contribuzione positiva di tutte le sottocomponenti ad eccezione delle licenze edilizie e dei prezzi azionari.

Sul mercato azionario si segnala ieri la buona performance del settore energetico. Nell’ambito del Dow Jones il miglior titolo è risultato Boeing in seguito all’annuncio di nuovi ordinativi ricevuti nel corso del Dubai Air Show valutati in circa 17Mld$.

Europa: Trichet, nell’audizione al Parlamento Europeo, ha confermato che il consiglio direttivo della Bce sarebbe già pronto ad operare un rialzo dei tassi di interesse per far fronte ai rischi relativi alla stabilità dei prezzi al consumo. Secondo il presidente dell’istituto di Francoforte, malgrado il rialzo dei tassi, la politica monetaria continuerà a rimanere accomodante, in un contesto in cui, sebbene l’attività economica abbia continuato a mostrare un rafforzamento, rimangono i rischi correlati al prezzo del petrolio, agli squilibri globali e alla bassa fiducia dei consumatori dell’area Euro.

In tal senso, dato ormai per scontato il rialzo in occasione della riunione del 1° dicembre p.v., è probabile che la Bce rimarrà cauta nella fase di rimozione dell’accomodamento monetario con il tasso di intervento che a fine 2006 potrebbe attestarsi al 2,5%, dal 2% attuale. Due gli scenari di rischio a tale ipotesi sono: l’andamento del tasso di cambio ed i prezzi del settore immobiliare. Qualora l’Euro dovesse attestarsi intorno all’1,10 vs $ e la sostenuta attività di richiesta dei mutui non desse segni di rallentamento, Trichet avrebbe vita facile per giustificare ulteriori incrementi del costo del denaro. Infine Angela Merkel oggi si presenterà davanti al parlamento tedesco per essere nominata cancelliere.

Asia-Pacifico: in Giappone, l’indice del livello di attività nel settore dei servizi è diminuito più delle attese in settembre, registrando un calo dello 0,7%, su base destagionalizzata, dopo un +1,6% rivisto al ribasso per il mese di agosto, con l’indice relativo a tutti i settori produttivi anch’esso diminuito più delle attese, a conferma del rallentamento, soprattutto per quel che riguarda la produzione industriale, verificatosi nel terzo trimestre, rispetto ai primi due trimestri di quest’anno, così come evidenziato dalla prima stima preliminare del PIL reale per il periodo, pubblicata lo scorso 11 novembre.

Date le buone condizioni congiunturali di fondo, la fiducia di economisti ed investitori circa la sostenibilità dell’espansione nipponica resa elevata, con l’indice azionario Nikkei 225 che, pur in una seduta sostanzialmente interlocutoria, ha oggi rosicchiato un altro 0,19%, segnando un nuovo massimo da quasi cinque anni.

Commodity: torna a salire il prezzo del greggio e del gas naturale dietro la speculazione di un aumento della loro domanda dovuto al forte calo delle temperature negli Usa ed in Europa. Secondo il centro di previsioni Weather Derivatives il consumo di heating oil nel nord degli Usa al 24 novembre crescerà del 31% sopra la media di periodo. Relativamente al rame sono state smentite le voci secondo cui l’agenzia statale cinese, State Reserve Bureau, non sia in grado di far fronte ad una grossa posizione corta sul rame con consegna il prossimo mese. Secondo il capo esecutivo del LME, Simon Heale, le indiscrezioni sono solo rumors e frutto di speculazione.

A cura del team Research and Strategy, MPSFinance