MERCATI FINANZIARI: L’ OUTLOOK (22/10/04)

22 Ottobre 2004, di Redazione Wall Street Italia

USA: segnali non ancora convincenti sul fronte macro. I leading indicators di settembre hanno segnato il quarto calo mensile consecutivo con l’indice tendenziale che si è posizionato al 2%, in sensibile calo rispetto al massimo di aprile pari al 5%. L’indice della Fed di Filadelfia relativo al settore manifatturiero ha segnato un incremento in termini correnti ma un netto peggioramento con riferimento alle prospettive a 6 mesi, posizionatesi sul livello minimo da febbraio del 2003.

I sussidi settimanali per la disoccupazione sono risultati migliori delle attese. Il dato potrebbe però essere stato distorto dal Columbus Day oltre che dall’effetto uragani. Bernanke, membro votante della Fed, ha dichiarato che il processo di rialzo graduale dei tassi non sarà inficiato dal livello del prezzo del greggio. Allo stesso tempo l’esponente della Fed ha però ammesso che vi è stato un impatto di tale variabile sulla crescita del 2004, stimabile tra lo 0,5 e lo 0,75% con effetti invece trascurabili per l’inflazione.

Ieri è stata una delle giornate più intense sotto il profilo delle notizie di fonte corporate: oltre il 10% delle società dell’indice S&P500 ha pubblicato i dati trimestrali. Microsoft è stata penalizzata nell’after hour (-1,6%) dopo aver annunciato stime di fatturato al di sotto delle attese per il trimestre in corso. Più marcata la perdita nel dopo borsa di Amazon (-8%): la più grande libreria on line ha infatti evidenziato utili più che triplicati nel terzo trimestre ma allo stesso tempo ha annunciato stime di fatturato per tutto il 2005 al di sotto delle attese. Ben accolta invece la trimestrale di Google (+8%).

Europa: la fiducia dei consumatori italiani ad ottobre ha registrato un inatteso quanto sostenuto rialzo. L’indice aggiustato per la stagionalità è salito al 105,6, dal 102,9 di settembre toccando il nuovo massimo dell’anno e mettendo a segno il quinto incremento consecutivo.

Secondo l’Istat il rialzo della fiducia dei consumatori sarebbe da imputare ad un calo dell’inflazione che, malgrado i continui rialzi del prezzo del greggio, mantiene un trend discendente. Il dato non deve comunque portare a facili entusiasmi.

Malgrado i 5 rialzi consecutivi, il dato si mantiene ancora abbondantemente al di sotto della media degli ultimi 10 anni a conferma di come i giudizi delle famiglie italiane siano ancora lontane dall’ottimismo sulle prospettive future. In sensibile rallentamento la spesa per consumi in Francia. A settembre il dato è sceso dello 0,6% m/m dopo il +0,5% di agosto.

Deludente anche il terzo trimestre dell’anno che si è concluso con un calo della spesa delle famiglie dello 0,7% t/t, risultato che peserà negativamente sul Pil del terzo trimestre dell’anno. Sulla crescita nei prossimi trimestri potrebbe impattare negativamente anche la forza dell’Euro che ieri ha registrato un ulteriore rialzo nei confronti del $. I

l surplus di bilancia commerciale dell’intera area Euro ha registrato ad agosto un sensibile ridimensionamento (3 Mld, dai 12,8 Mld di agosto). Le autorità finanziarie dell’area non sembrano preoccupate di tali effetti. Ieri in occasione della riunione dei ministri finanziari è stato ribadito come l’euro forte sia gradito per contrastare le spinte sui prezzi derivanti dal caro petrolio. Intanto il governo tedesco ha ridotto le stime di crescita del paese per il 2005 portandole all’1,6%, dall’1,8% precedentemente stimato.

Asia-Pacifico: in rialzo stamani le maggiori borse della regione, con le eccezioni di Taipei e Wellington e con la borsa di Hong Kong chiusa per festività nazionale. A Tokio, l’indice azionario Nikkei 225 ha chiuso in aumento dello 0,63%. La pubblicazione di un incremento del 9,1% a/a del PIL reale cinese nel terzo trimestre, in calo per il terzo trimestre consecutivo, è stato interpretato dagli investitori e da molti economisti come segno del successo delle autorità di Pechino nel loro tentativo di rallentare la crescita economica in modo progressivo, evitando scossoni pericolosi per la salute di banche ed imprese.

Nei primi nove mesi dell’anno le vendite al dettaglio in Cina sono aumentate del 13% rispetto allo stesso periodo del 2003, mentre l’indice dei prezzi al consumo è aumentato del 4,1% nel periodo, portando la variazione tendenziale annua al 5,2%, meno di quanto atteso dagli analisti.

In Giappone, l’indice del livello di attività nel settore terziario in agosto è aumentato dello 0,4%,soprattutto grazie agli investimenti delle aziende in software ed integrazione di sistemi informatici, e comunque meno di quanto atteso, mentre l’indice per il mese relativo a tutti i settori è aumentato dello 0,2%. Diversi osservatori della situazione economica del Sol Levante sperano che sia proprio un aumento delle spese personali per servizi, più che per beni, a portare l’arcipelago su un sentiero di crescita autosostenentesi, prendendo il posto della spinta derivante dalle esportazioni.

Commodity: i dati poco incoraggianti sulle scorte petrolifere statunitensi hanno continuato a pesare sulle quotazioni petrolifere salite in prossimità dei 55 $/b. Intanto il presidente Opec Purnomo, ha esortato i paesi del Cartello ed altri produttori ad aumentare la loro produzione al fine di assicurare un’offerta sufficiente per il mercato.

A cura di A. Cesarano (Responsabile desk Market Research), L. Lorenzoni (Economista), C.Pace (Research Assistant)