MERCATI FINANZIARI: L’ OUTLOOK (20/10/04)

20 Ottobre 2004, di Redazione Wall Street Italia

USA: l’atteso dato sull’indice dei prezzi al consumo di settembre ha evidenziato livelli superiori alle attese nella componente core,a causa soprattutto di un rialzo piuttosto marcato del costo degli alberghi (+2,9% m/m). Il tendenziale core si è così posizionato al 2%, il livello più elevato dal mese di novembre 2002. Nel settore auto è stato evidente il peso dell’effetto incentivi, con una variazione della componente “nuovi veicoli” pari a –0,2% da –0,3%. La componente energetica ha segnato anch’essa una variazione negativa (-0,4%).

Poole, membro votante della Fed, dopo l’uscita del dato ha dichiarato che non vi sono al momento tensioni inflative e che in ogni caso la Fed non deve reagire a movimenti al rialzo dei prezzi energetici che, a detta dello stesso Poole, sono da considerarsi temporanei in quanto legati soprattutto ai danni provocati dagli uragani.

Ieri Greenspan è intervenuto sul tema mutui e indebitamento privato. Il capo della Fed, ha dichiarato che non vi sono motivi di preoccupazione legati al livello dell’indebitamento dei consumatori Usa. Un eventuale rialzo dei tassi non dovrebbe impattare negativamente sui consumatori stessi in quanto gran parte dell’indebitamento è a tasso fisso. Il capo della Fed ha infine ricordato che il maggior ritmo di crescita dell’indebitamento rispetto al reddito, dura da ben 50 anni.

Sul fronte corporate, malgrado i buoni risultati in termini di profitti, è stata accolta negativamente la trimestrale di Motorola (-4% circa) a causa della perdita di quota di mercato nel settore telefonini, presumibilmente a vantaggio del concorrente Nokia che nello stesso periodo ha evidenziato un trend opposto grazie alla politica di riduzione dei prezzi di vendita.

Europa: i sei principali istituti di ricerca tedeschi hanno confermato la revisione al rialzo delle stime di crescita per la Germania nel 2004 all’1,8% dall’1,5% stimato in primavera, mentre sono rimaste invariate all’1,5% le stime per il 2005. Il rapporto deficit/Pil nel 2005 si attesterebbe al 3,5% mentre il numero medio di disoccupati crescerà a 4.334 Mln, in calo rispetto ai 4.368 Mln del 2004.

Relativamente ai prezzi, il cpi nel 2005 crescerà dell’1,5% e nel 2004 dell’1,6%. Ricordiamo che le stime sono state effettuate ipotizzando un prezzo medio del petrolio di 37 $/b entro fine 2005. Relativamente ai tassi gli istituti prevedono che la Bce alzerà i tassi di 25 bps nella primavera del prossimo anno.

Sempre in Germania salgono i prezzi alla produzione che a settembre sono cresciuti del 2,3% a/a dal 2,2%, grazie soprattutto al rialzo dei prezzi petroliferi e dell’acciaio. In area euro debole la produzione industriale che ad agosto è cresciuta dell’1,5% a/a dal 2,2% di luglio. Tra i settori si rileva il calo di quello energetico (-0,3% a/a dallo 0,6%) e dei beni durevoli (-1,1% a/a da 0,3%), mentre migliora il settore dei beni capitali (4,3% a/a da 3,6%).

Asia-Pacifico: tutte negative le maggiori borse della regione, con l’indice azionario sudcoreano Kospi 100 il più penalizzato a –3,02%. In Giappone, l’indice azionario Nikkei 225 ha chiuso in calo dell’1,65%, deludendo sul nascere le speranze di rally del giorno prima. A pesare sull’azionario asiatico hanno contribuito: 1)l’indebolimento del Dollaro rispetto alle valute della regione, peggiorando le prospettive dei ricavi delle aziende esportatrici, con lo Yen che ieri ha guadagnato quasi l’1% sul biglietto verde e che stamattina viene scambiato intorno a 108,3; 2) la chiusura negativa di Wall Street del giorno prima, risultato della combinazione tra rallentamento del calo del prezzo del greggio, timori per l’allargamento dell’inchiesta dell’attorney general di New York sull’industria assicurativa negli USA, risultati deludenti di Motorola e sondaggio di Merrill Lynch tra i propri clienti istituzionali, il 59% dei quali considererebbe l’azionario statunitense sopravvalutato.

Nello stesso sondaggio, per la prima volta da marzo la piazza giapponese si è vista sopravanzare nelle preferenze degli investitori azionari, risultando seconda dopo i mercati emergenti.

In Giappone, le vendite nei convenience store in settembre sono scese dell’1,8% a/a, solitamente dato poco seguito dai mercati, ma unica informazione macroeconomica di rilievo per il paese in questi giorni, mentre si attende il dato del GDP cinese nel terzo trimestre.

Commodity: il timore di un calo della domanda dei prodotti petroliferi ha continuato a pesare sulle quotazioni petrolifere a 53 $/b. Oggi l’attenzione sarà focalizzata sulla pubblicazione delle scorte petrolifere statunitensi ed in particolare su quelle relative al petrolio da riscaldamento, la cui domanda è particolarmente elevata nel periodo invernale.

Relativamente al rame, dopo una seduta caratterizzata da rialzi dei prezzi attribuibili all’annuncio di uno sciopero dei lavoratori della Grupo Mexico, terzo produttore mondiale, le quotazioni hanno chiuso la sessione in calo. La discesa è da attribuire ad una pubblicazione di Freeport-McMoRan Copper & Gold Inc. secondo cui la domanda cinese del metallo dovrebbe scendere.

A cura di A. Cesarano (Responsabile desk Market Research), L. Lorenzoni (Economista), C.Pace (Research Assistant)