MERCATI FINANZIARI: L’ OUTLOOK (20/07/04)

20 Luglio 2004, di Redazione Wall Street Italia

USA: l’attenzione di oggi è interamente concentrata sul discorso di Greenspan. Gli operatori, alla luce del recente dato sull’inflazione core, si attendono dichiarazioni che confermino l’approccio graduale sui tassi. In tale ottica è spiegabile il calo dei tassi verificatosi nelle ultime 2 giornate.

In tal senso si è espresso anche Minehan, membro votante del Fomc, secondo cui il recente rialzo dei prezzi è da considerarsi temporaneo. Nel frattempo gli indici azionari hanno chiuso in moderato ribasso. Nel caso del Dow Jones l’indice ha raggiunto i minimi da quasi due mesi, penalizzato soprattutto dall’annuncio da parte di 3M (-5,45%) di una crescita attesa delle vendite al di sotto delle attese. Oggi sono attese importanti trimestrali tra cui quella di Ford e Texas Instruments.

Europa: rallentano le vendite industriali italiane. A maggio il dato ha registrato una flessione dell’1,4% m/m, dal +3,6% di aprile. Negativi anche i nuovi ordinativi industriali scesi dell1,2% dal +07% del mese precedente. Per entrambi i dati la flessione è giunta in seguito al calo sia della componente interna che quella estera.

In lieve rialzo invece la produzione industriale per l’intera area Euro. A maggio, a fronte di un incremento mensile dello 0,7%, il tendenziale annuo è cresciuto del 3,9%, dall’1,6% del mese precedente. In disaggregato è emersa una buona tenuta della produzione industriale per Germania (+1,2% m/m, dal +1, di aprile) e Francia (+0,2% m/m, dal –0,3%), mentre si conferma deludente l’Italia (0%, dal +0,6%).

Anche le stime di crescita per il 2004 di Francia e Germania rimangono positive. I consiglieri economici di Schroeder hanno rivisto al rialzo la crescita per il paese portandola all’1,8% nel 2004, rispetto all’1,6% precedentemente stimato e rimanendo quindi in linea con il Fmi. La mossa è giunta in seguito ad un andamento delle esportazioni molto migliore di quanto anticipato.

Simile la visione della Bundesbank, secondo cui, grazie ad un aumento della domanda estera, il secondo trimestre dovrebbe evidenziare un’accelerazione rispetto al primo quando il Pil era cresciuto dello 0,4% t/t. In Francia il ministro del bilancio Bussereau ha dichiarato che per l’anno in corso il Pil del paese dovrebbe crescere tra il 2,2 ed il 2,3%, ribadendo che la fissazione del target all’1,7% da parte dell’esecutivo è stata solo una scelta prudenziale.

Relativamente ai prezzi, malgrado le spinte inflative derivanti dai rialzi del prezzo del greggio, i dati diffusi ieri in Germania sembrano confortare l’ipotesi di una calmierazione. I prezzi alla produzione tedeschi hanno infatti mostrato a giugno un calo dello 0,1%, dal +0,5% di maggio. Sul dato ha impattato positivamente anche il rafforzamento dell’Euro nei confronti del $ ed in assenza di ulteriori sensibili rialzi del prezzo del greggio le pressioni sui prezzi nei prossimi mesi dovrebbero rimanere contenute.

Asia-Pacifico: alle 8:00 di stamane le borse della regione si presentavano negative, con le sole eccezioni di Nuova Zelanda e Tailandia e con l’indice Nikkei 225 che perdeva l’1,55%, dopo essere arrivato a perdere più del 2%, alla riapertura della borsa di Tokio dopo un giorno di festività nazionale.

Ancora una volta a condurre il declino dell’azionariato asiatico è stato il comparto dei semiconduttori, con Tokyo Electron in perdita del 4,59% e Taiwan Semiconductor Manufacturing dell’1,66%, dopo che un rapporto di settore ha mostrato come la creascita degli ordinativi per i produttori nordamericani di macchinari per la costruzione di chip si stia contraendo, con i produttori stessi che hanno ricevuto in giugno $108 in ordinativi per ogni $100 di vendite, contro i $110 di maggio ed i $113 di aprile.

A gettare benzina sul fuoco sono arrivati la riduzione delle previsioni di utile per Samsung Elctronics da parte di HSBC Securities Asia e CLSA, e la trimestrale della tedesca Infineon che ha registrato una perdita netta inaspettata, in relazione ad un caso antimonopolistico negli USA, con utili operativi inferiori alle attese degli analisti.

L’andamento del prezzo del petrolio si è poi fatto sentire sugli altri comparti, con aviolinee in calo e con Toyota che perdeva l’1,16% nonostante abbia innalzato le proprie previsioni di vendita dell’intero gruppo per il 2004.

Commodity: poco variato il prezzo del greggio dopo che ieri ha raggiunto il valore più alto delle ultime sei settimane. Il forte rialzo è da imputare all’attesa di un calo delle scorte petrolifere statunitensi in pubblicazione mercoledì. Scendono le quotazioni del rame dopo che il report del London Metal Exchange ha riportato un rialzo delle scorte, il primo nelle ultime tre settimane. Sul mercato dei preziosi, l’attesa per la testimonianza del capo della Fed, Greenspan, tiene in sospeso le quotazioni del dollaro e di conseguenza quelle dell’oro che si attestano intorno ai 406 $/oncia.

A cura di A. Cesarano (Responsabile desk Market Research), L. Lorenzoni (Economista), C.Pace (Research Assistant)