MERCATI FINANZIARI: L’ OUTLOOK (20/05/04)

20 Maggio 2004, di Redazione Wall Street Italia

USA: in calo l’accensione dei mutui che nella settimana conclusasi il 14 maggio scorso ha registrato una flessione del 12%. Il dato ha risentito negativamente del rialzo dei tassi di interesse, con il trentennale ormai al di sopra del 6% per la quarta settimana consecutiva. In rallentamento anche l’attività di rifinanziamento (-17%) che per il prossimo semestre potrebbe rappresentare uno dei fattori di rischio per la sostenibilità del tasso di crescita dei consumi delle famiglie.

In serata è atteso il discorso di Bernanke, membro votante del Fomc particolarmente attento alla dinamica dei prezzi. Il tema del discorso riguarderà il gradualismo della politica monetaria. In tal caso sarà rilevante verificare la posizione di Bernanke per poter comprendere se è verosimile attendersi un rialzo dei tassi già a partire da giugno. L’attesa del discorso di Bernanke e di quello successivo di Greenspan (che però non dovrebbe toccare temi inerenti la politica monetaria) hanno riacceso le attese di un rialzo dei tassi il prossimo mese ridando forza al Dollaro vs. Euro.

Euro: a marzo la bilancia commerciale dell’area euro ha registrato un surplus di 19,2 Mld€ da 6,5 Mld€ di febbraio, con le esportazioni rimaste pressoché stabili e le importazioni scese del 2,2%. Il surplus del settore veicoli e macchinari è cresciuto del 18,8% a/a da 17,3, mentre quello del settore chimico ed alimentare e bevande è rimasto pressoché invariato.

In Italia il saldo della bilancia commerciale torna in positivo (713 Mln € da –791 Mln€). Le esportazioni sono cresciute del 9,9% a/a da 1,3%, e le importazioni del 4,8% dal 3% con incrementi tendenziali in tutti i settori economici ad eccezione dell’energia. Cer, Prometeia e Ref hanno rivisto al ribasso le stime di crescita per l’Italia per l’anno in corso portandole a 0,9% dall’1,5% stimato a novembre.

In calo l’inflazione che nel 2004 si attesterebbe al 2,2% e nel 2005 al 2,1%. Per quanto riguarda i conti pubblici, il rapporto deficit/Pil dell’Italia dovrebbe attestarsi al 3,6% nel 2004, mentre nel 2005 e 2006 il rapporto dovrebbe rimanere oltre la soglia del 3% previsto dal Patto di Stabilità raggiungendo il 4,1%. Scende la fiducia dei consumatori belga con l’indice che a maggio è calato a –6 da –4 di aprile. Il dato, buon anticipatore della fiducia dei consumatori dell’intera area euro, presuppone quindi che a maggio si possa registrare un calo della fiducia di eurolandia. La Commissione europea ha aperto formalmente la procedura per deficit eccessivo contro Grecia e Olanda che nel 2003 hanno registrato un disavanzo pubblico superiore al target del 3% e che anche quest’anno rischiano di superare.

Jap: la BoJ, come nelle attese, ha lasciato invariata la politica monetaria. Nel suo bollettino mensile l’istituto ha ribadito il giudizio positivo sulla situazione economica del paese grazie anche alla buona tenuta delle esportazioni. La Boj si è proposta di mantenere la sua politica monetaria invariata, almeno fino a quando la crescita dei prezzi al consumo non mostrerà di stabilizzarsi attorno allo zero.

L’agenzia di rating Fitch ha dichiarato che l’outlook sul debito nipponico potrebbe rimanere negativo anche nei prossimi mesi a causa del mancato miglioramento della finanza pubblica e del persistere della deflazione.

Dopo la rinuncia all’incarico di primo ministro da parte di Sonia Gandhi, il presidente indiano, Abdul Kalam, ha affidato all’economista Manmohan Singh, l’incarico di formare il nuovo governo.

Commodity: il report settimanale del Dipartimento dell’Energia ha evidenziato nella settimana conclusasi il 14 maggio un calo delle scorte di 1,1 Mln di barili. Salgono invece le scorte di benzine (1,2 Mln Barili) e quelle di distillati (1,7 Mln barili).

All’annuncio il mercato ha reagito con un calo delle quotazioni scese otto i 41 $/b, tuttavia, in seguito sono tornate a salire superando i 41,5 $/b. A poco sono servite le dichiarazioni del presidente dell’Opec, secondo cui gli alti prezzi del greggio preoccupano i paesi membri facendo quindi intravedere la possibilità cha al prossimo incontro si decida a favore di un incremento dell’output.

A cura di A. Cesarano (Responsabile desk Market Research), L. Lorenzoni (Economista), C.Pace (Research Assistant)