MERCATI FINANZIARI: L’ OUTLOOK (19/12/05)

19 Dicembre 2005, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – USA: in lieve calo il deficit di partite correnti del terzo trimestre 2005, passato da 197,8 a 195,8 Mld$ rimanendo però sempre su livelli molto elevati rispetto al Pil (6,2%). L’attenzione su tale variabile è stata marginale nel corso del 2005 ma potrebbe nuovamente rappresentare un driver importante per il Dollaro nel prossimo semestre.

Sul mercato azionario gli indici hanno chiuso in lieve calo, penalizzati soprattutto dai titoli del comparto petrolifero in seguito al calo dei prezzi energetici. L’ad di Gm Wagoner ha dichiarato che vi è un ampio interesse nell’acquisto dell’unità finanziaria GMAC, la cui vendita si rivela indispensabile per GM per poter tentare di risolvere i propri problemi finanziari. Ne hanno beneficiato solo i titoli obbligazionari di GMAC mentre il titolo GM ha chiuso perdendo circa l’1%. La settimana in corso presenta la pubblicazione di diversi dati macro tra cui il dato finale sul pil del terzo trimestre ed il deflatore core della spesa personale di novembre.

Europa: l’indice Ifo di dicembre è salito ai massimi degli ultimi cinque anni grazie ad un miglioramento delle esportazioni e ad un calo del prezzo del petrolio, fattori che dovrebbero supportare l’attività economica nei prossimi mesi. In rallentamento l’inflazione. A novembre il dato definitivo per l’intera area Euro ha evidenziato un tasso di crescita dei prezzi al consumo al 2,3%, dal 2.5% di ottobre, grazie ad un calo dei prezzi nel settore energia (-3% m/m), trasporti (-1,6% m/m) e ricreazione e cultura (-0,6% m/m).

A tale proposito l’appuntamento principale della settimana sarà rappresentato dai dati relativi all’indice dei prezzi al consumo per il mese di dicembre per la Germania. Tra giovedì e venerdì saranno infatti diffusi i prezzi nei laenders tedeschi prezzi attesi in rallentamento grazie alla sostanziale stabilità delle quotazioni dell’oro nero e quindi delle benzine. Il dato avvalorerebbe l’ipotesi di un ulteriore rallentamento dell’inflazione Europea prima dell’accelerazione attesa per il mese di gennaio quando, il sensibile calo su base mensile registrato nel gennaio del 2005, dovrebbe esercitare i suoi effetti negativi sui prezzi.

Lo stesso Papademos, in un’intervista per il quotidiano FT, ha dichiarato che le spinte di inflazione dovrebbero moderarsi gradualmente anche se il tasso tendenziale potrebbe rimanere al di sopra della soglia del 2% per qualche mese. Per questo la Bce non ha deciso ex-ante una serie di rialzi dei tassi di interesse, avvalorando un operato graduale da parte della Bce.

Asia-Pacifico: la combinazione del deciso calo del prezzo del petrolio, venerdì, e del ritracciamento dello Yen nei confronti del Dollaro, stamattina, hanno consentito buoni rialzi per gran parte delle borse della regione, con l’indice Nikkei 225 che, a Tokio, ha guadagnato l’1,44%, dopo tre sostanziali cali consecutivi.

Il governo nipponico, che è atteso presentare domani la proposta di budget per l’anno fiscale 2006, che inizia il prossimo primo aprile, ha oggi reso noto il mensile rapporto sullo stato dell’economia che, senza grandi sorprese, considera probabile per l’economia nipponica la continuazione del sentiero di crescita moderata, con la resilienza del settore delle aziende che si starebbe trasmettendo a quello delle famiglie.

Nel rapporto, il governo ha ribadito i rischi, sia diretti che indiretti, che la dinamica del costo dell’energia presenta per il Sol Levante, mentre ha preso atto del miglioramento ad ampio spettro della situazione occupazionale, pur nel permanere di alcune situazioni difficili. Più interessanti le previsioni: il governo nipponico si attende un’inflazione al consumo allo 0,5% nell’anno fiscale 2006, allineandosi così, in buona sostanza, alla previsione della Banca del Giappone, fatto da alcuni considerato come un allentamento delle recenti tensioni tra le due autorità in tema di rimozione della politica monetaria di quantitative easing, mentre la crescita reale è attesa al 2,7% nell’anno fiscale 2005, ed all’1,9% in quello 2006, quando il deflatore del PIL dovrebbe finalmente tornare positivo (+0,1%).

Il ministro delle finanze Tanigaki ha ribadito l’intenzione, per l’anno fiscale 2006, di ridurre le nuove emissioni di debito pubblico sotto il livello di ¥30.000Mld, mentre il primo ministro Koizumi ha affermato che non è previsto dall’esecutivo un aumento nell’anno fiscale 2007 delle imposte sulle vendite, ora ferme al 5%.

Commodity: in forte calo i prezzi energetici, in particolare del gasolio da riscaldamento (-3,09% sul future trattato al Nymex con consegna gennaio 2006), in previsione di temperature invernali più miti del previsto. Rimane invece sempre prossimo ai massimi storici il prezzo del rame, supportato anche dal calo delle scorte cinesi monitorate dallo Shangai Futures Exchange. Permane al di sopra dei 500$/oncia il prezzo dell’oro recuperando dai livelli minimi prossimi ai 490$/oncia nel corso di venerdì, grazie ad acquisti alimentati in parte da parte di investitori con finalità di diversificazione di portafoglio.

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