MERCATI FINANZIARI: L’ OUTLOOK (19/11/04)

19 Novembre 2004, di Redazione Wall Street Italia

USA: i leading indicators del mese di ottobre hanno registrato ad ottobre il quinto calo consecutivo su base mensile. Sette delle 10 sottocomponenti hanno contribuito negativamente al dato. Solo la componente occupazione insieme con gli ordinativi di beni di consumo hanno invece avuto un impatto positivo. In termini di indice tendenziale, è continuato il calo iniziato ininterrottamente dal mese di aprile, raggiungendo il livello minimo dalla metà del 2003. Il dato nel complesso segnala la possibilità di un rallentamento della produzione industriale nei prossimi 3-6 mesi.

Il primo trimestre del prossimo anno pertanto dovrebbe evidenziare un rallentamento della crescita rispetto alla seconda parte del 2004. In calo anche l’indice della Fed di Filadelfia relativo al settore manifatturiero. In tal caso è risultata in controtendenza la componente prospettica a sei mesi.

Nell’ambito delle “Special Questions”, il 93,8% delle aziende interpellate ha dichiarato di attendersi un incremento del costo del lavoro in un range tra l’1 ed il 5%. McTeer, governatore uscente della Fed di Dallas, ha dichiarato che il tasso di riferimento di equilibrio è collocabile poco sopra il 2%.

L’attenzione ieri è stata focalizzata sul mercato forex. In assenza di dati anche oggi l’attenzione sarà soprattutto sull’evoluzione del dollaro. Oggi inizierà il G20 dove prenderanno parte anche i ministri delle finanze dei paesi emergenti oltre che esponenti del Fmi e della Banca Mondiale. Non è atteso un comunicato finale bensì solo una conferenza stampa la prossima domenica. Il tema principale dovrebbe essere l’andamento forex sebbene ufficialmente non sia stato incluso nell’agenda. Oggi è atteso a Francoforte un discorso su tale tema da parte sia di Trichet che di Greenspan.

Europa: gli unici dati macro di ieri degni di nota sono stati quelli relativi ai prezzi alla produzione in Germania che ad ottobre hanno registrato una sensibile accelerazione. A fronte di un incremento mensile dello 0,9%, il tendenziale annuo è salito al 3,3%, dal 2,3% di settembre. Il rialzo è in gran parte da imputare al rialzo del prezzo del greggio.

Relativamente al cambio. Dopo aver toccato quota 1,3075 vs $, l’Euro ha ritracciato, mentre si moltiplicano le dichiarazioni da parte di numerosi esponenti europei circa gli effetti negativi che l’apprezzamento della valuta sta avendo sulla crescita.

Issing in un’intervista per il quotidiano “European Voice” ha dichiarato che sono cresciuti i rischi di un rallentamento dell’economia. Anche il ministro dell’economia tedesco Clement ha dichiarato che urge un’azione congiunta da parte della Bce e delle banche asiatiche per contrastare improvvisi cali del $, ribadendo come il deprezzamento della valuta statunitense rappresenti un grosso rischio per la crescita dell’area Euro. L’attenzione adesso si sposterà sul G20 che si svolgerà durante questo fine settimana. L’incontro comunque potrebbe concludersi senza grosse novità sui cambi visto che l’argomento non è stato ufficialmente inserito nell’ordine del giorno. Infine il parlamento Europeo ha approvato a larga maggioranza la nuova commissione Barroso che diverrà operativa dal prossimo lunedì.

Asia-Pacifico: negative o poco variate le maggiori borse della regione, mentre guadagnano terreno Shanghai (+0,84%) e Shenzen (+0,55%). In Giappone, l’indice azionario Nikkei 225 ha chiuso invariato, dopo tre moderati cali. Mentre si attende ancora la pubblicazione del rapporto mensile completo della BoJ sugli ultimi sviluppi economici e finanziari, la sintetica Bank’s View ci informa di come le autorità monetarie si mantengano ottimiste sulla crescita economica dell’arcipelago nei prossimi trimestri, pur riconoscendo il rallentamento del contributo proveniente da esportazioni e produzione industriale.

In Corea del Sud il PIL reale del terzo trimestre è cresciuto dello 0,60%, più delle attese, portando la variazione ad un anno a +4,6%, rispetto al +5,5% a/a della lettura precedente. Il ministro delle finanze del paese ha dichiarato che verosimilmente non sarà raggiunto l’obiettivo crescita per il 2004 posto al 5%. L’avanzo di partite correnti di Taiwan per il terzo trimestre è aumentato a $5,3Mld, risultando però in calo del 22% rispetto allo stesso periodo del 2003 e dopo aver raggiunto il massimo storico di $8Mld nell’ultimo trimestre di quell’anno, con gli investimenti fissi e quelli finanziari ad aver segnato un sostanzioso deflusso netto. L’”altra Cina” è anche attesa oggi pubblicare il PIL reale del terzo trimestre.

Commodity: torna a scendere, perdendo oltre l’1%, il prezzo del greggio malgrado il deludente dato sulle scorte petrolifere statunitensi. L’Opec, nel suo report mensile ha però dichiarato che l’ammontare delle scorte resta robusto ed in grado di sostenere la domanda invernale.

L’organizzazione inoltre ha leggermente abbassato le stime della domanda mondiale per quest’anno e per il prossimo. Nel 2004 i consumi mondiali cresceranno di 2,5 Mln b/g dai 2,62 stimati in precedenza, mentre nel 2005 la domanda crescerà di 1,49 Mln b/g da 1,61 Mln b/g. Le stime, come precisa l’Opec, sono state aggiustate tenendo conto del tasso di crescita economica mondiale più basso.

A cura di A. Cesarano (Responsabile desk Market Research), L. Lorenzoni (Economista), C.Pace (Research Assistant)