MERCATI FINANZIARI: L’ OUTLOOK (19/04/04)

19 Aprile 2004, di Redazione Wall Street Italia

USA: i dati macro di venerdì sembrano andare a giustificare l’atteggiamento cauto con cui la Fed continua a trattare l’argomento tassi di interesse, lanciando un primo dubbio sulla situazione congiunturale statunitense, dopo che durante l’intera settimana dal lato macro erano giunte solo notizie positive.

La produzione industriale a marzo è infatti scesa dello 0,2% m/m, dal +0,8% rivisto al rialzo di febbraio. Più sensibile il calo se depurato dalla componente high-tech (-0,3%). Sebbene in disaggregato il dato abbia mostrato un calo del comparto utility, che in gran parte è da imputare alla fine della stagione invernale, il calo della produzione industriale è stato accompagnato dalla discesa del tasso di utilizzo impianti che a marzo è sceso al 76,5%, dal 76,7% di febbraio, a conferma di come l’attività industriale stia procedendo ancora a ritmi contenuti.

In raffreddamento anche la fiducia dei consumatori. Il dato relativo al Michigan confidence ha evidenziato un calo al 93,2, dal 95,8 di marzo, trainato al ribasso sia dalla flessione delle condizioni correnti che di quelle future. Pesano i rincari della benzina ed il crescere delle tensioni irachene.

La settimana, che non offrirà grossi spunti dal lato macro, sarà particolarmente densa di eventi. Otto esponenti della Fed si alterneranno per commentare la politica monetaria e la situazione macroeconomica. Il più atteso sarà Greenspan che martedì terrà un discorso sul sistema bancario e mercoledì effettuerà un’audizione sull’economia statunitense davanti al Congresso. E’ probabile che il capo della Fed ribadisca la cautela della banca centrale nel ritoccare al rialzo i tassi di interesse, in attesa di ulteriori conferme dal mercato del lavoro. A tale proposito le anticipazioni del Fmi, che mercoledì pubblicherà la parte restante del World Economic Outlook, evidenziano come la Fed, sebbene abbia ancora spazio di mantenere una politica monetaria accomodante, dovrebbe preparare i mercati per un futuro rialzo dei tassi, in modo da non penalizzare troppo i mercati finanziari internazionali.

Euro: i dati finali sul Pil del quarto trimestre 2003 hanno confermato in area euro una crescita dello 0,3% t/t, con il 2003 che si è concluso con una crescita dello 0,4% a/a, dallo 0,9% del 2002.

In lieve rialzo l’inflazione dell’area euro che a marzo è cresciuta dell’1,7% a/a dall’1,6%. L’Italia con il 2,3% a/a è stato il secondo paese con il tasso di inflazione più elevato dopo la Grecia (+2,9% a/a). Le stime di crescita ed inflazione della Commissione Europea sembrano confermare anche per i prossimi mesi la fase di debolezza dell’economia.

Per il primo e per il secondo trimestre del 2004, il rialzo del Pil dovrebbe essere compreso tra lo 0,3 e lo 0,7% t/t, come precedentemente anticipato, con un’inflazione stabile all’1,7% a/a. Durante la settimana attesa per lo Zew tedesco che ci offrirà un’indicazione dell’andamento economico per i prossimi mesi, e quello relativo alla fiducia dei consumatori belga, buon anticipatore della fiducia dell‘intera area euro.

Relativamente ai paesi emergenti il Fmi ha concesso una tranche di prestito di 495 Mln$ alla Turchia dell’intero pacchetto di 18,6 Mld$ approvato nel 2002.

Jap: in calo l’azionario di Tokio con il Nikkei che ha ceduto lo 0,51% penalizzato in particolare dal settore bancario. Forti le perdite (-8,3%) per Ufj Holding, la quarta banca del paese. Secondo indiscrezioni di stampa, l’istituto dovrà proceder con nuovi accantonamenti per crediti inesigibili in seguito ad un’ispezione di vigilanza. La notizia ha riportato in auge i problemi relativi ai crediti inesigibili del settore bancario, determinando un lieve indebolimento dello Yen contro dollaro, salito sopra 108 durante la notte.

Commodity: restano sostenute le quotazioni petrolifere in attesa di nuovi sviluppi sul fronte geopolitico. In rialzo le quotazioni dell’oro dietro la speculazione secondo cui la Fed potrebbe attendere segnali più convincenti sul recupero del mercato del lavoro prima di effettuare cambiamenti nella politica monetaria.

A cura di A. Cesarano (Responsabile desk Market Research), L. Lorenzoni (Economista), C.Pace (Research Assistant)