MERCATI FINANZIARI: L’ OUTLOOK (16/5/05)

16 Maggio 2005, di Redazione Wall Street Italia

USA:i prezzi alle importazioni del mese di aprile hanno registrato una variazione positiva mensile superiore rispetto alle attese a causa di un impatto più marcato del rialzo del prezzo del greggio nel corso del mese di riferimento.
In generale alla variazione positiva del dato hanno contribuito soprattutto i prezzi delle materie prime importate. Alla luce però del recente ridimensionamento dei corsi delle commodity (in primo luogo il petrolio), i timori di spinte inflative esogene negli Usa appaiono ora più contenuti.

Questa settimana sarà caratterizzata proprio dalla pubblicazione dei dati sui prezzi di aprile. Le scorte industriali di marzo hanno invece evidenziato un accumulo mensile inferiore alle attese, lasciando ipotizzare una lieve minor contribuzione al pil del primo trimestre rispetto a quanto pubblicato (+1,2%) in via preliminare. In ogni caso, altri dati dello stesso mese (tra cui ad esempio la bilancia commerciale) dovrebbero più che compensare la revisione al ribasso della contribuzione delle scorte, portando in generale ad una revisione al rialzo della stima preliminare del pil.

Ancora in calo la fiducia dei consumatori a maggio, secondo i dati preliminari dell’indice dell’università del Michigan, con un analogo trend registrato sia dalla componente corrente sia da quella prospettica. In questo caso potrebbe aver inciso negativamente il livello del prezzo del greggio. Alla luce del citato ridimensionamento di quest’ultimo sarà interessante verificare l’andamento della fiducia in sede di pubblicazione del dato finale per il mese corrente.

Lo scorso venerdì l’amministrazione Bush ha dichiarato che procederà ad imporre quote su tre categorie di importazioni cinesi nel settore tessile. Dura la reazione cinese secondo cui sarebbero stati violati gli accordi sul libero scambio.

Europa:i dati sui prezzi armonizzati al consumo per Francia, Spagna e Portogallo, per il mese di aprile hanno avuto andamenti discordanti.
Mentre la Francia ed il Portogallo hanno registrato cali del tasso tendenziale, la Spagna ha assistito ad una lieve accelerazione.

Le indicazioni rimangono comunque in linea con l’ipotesi di un tendenziale per l’area Euro al 2,1% ad aprile invariato rispetto a marzo. Petrolio permettendo, un allentamento delle pressioni inflative potrebbe realizzarsi a maggio quando, grazie ad un effetto confronto positivo (+0,3% m/m a maggio del 2004), il tendenziale potrebbe addirittura scendere sotto il 2%.

Pochi i dati macro attesi per la settimana ad eccezione della produzione industriale ed i dati definitivi relativi all’inflazione di aprile entrambi per l’intera area Euro.

Intanto proseguono le dichiarazioni delle autorità monetarie che avvalorano l’ipotesi di un proseguimento dell’atteggiamento cauto sui tassi nei prossimi mesi. Ieri Trichet in occasione della riunione del consiglio dei ministri finanziari ha ribadito come l’attuale livello dei tassi di interesse continui a rimanere appropriato per l’intera area Euro.

Asia-Pacifico:in calo, stamani, i maggiori indici azionari della regione, anche per via della chiusura negativa dello S&P 500 venerdì e delle ripercussioni sui titoli delle risorse di base del recente calo dei prezzi del petrolio e delle altre materie prime.

Bene, invece, i titoli tecnologici, che hanno prolungato la loro recente sequenza positiva, anche grazie alle buone notizie arrivate nei giorni scorsi da aziende come le statunitensi Dell e Nvidia.

In Giappone, l’avanzo di parte corrente nei conti con l’estero si è inaspettatamente contratto in marzo, posizionandosi a ¥1.373Mld, su base destagionalizzata, in calo del 17,5% rispetto al mese precedente, soprattutto per via di un aumento delle importazioni, anche in relazione all’alto livello dei prezzi delle materie prime nel periodo in considerazione e ad un ridotto afflusso di redditi dall’estero.

Il dato ha portato ad una lieve revisione al ribasso delle aspettative degli economisti per il PIL reale del primo trimestre, atteso in pubblicazione domani, con la previsione mediana ora pari ad un aumento del 2,4% annualizzato sul trimestre. In Aprile, i prezzi dei beni acquistati dalle aziende nipponiche da fornitori dello stesso paese sono aumentati dello 0,6%, più delle attese, mentre i prezzi alle importazioni, nello stesso mese, sono cresciuti di ben il 6%.

Sempre in Aprile, l’indice della fiducia dei consumatori è lievemente aumentato, raggiungendo quota 47,4, pur sempre inferiore allo spartiacque di 50 tra maggioranza di ottimisti o pessimisti.

In Cina, in aprile l’indice dei prezzi al consumo è risultato in aumento dell’1,8% a/a, minor rialzo da diciotto mesi a questa parte, grazie soprattutto al rallentamento dei prezzi dei generi alimentari.

Commodity:prosegue il calo delle quotazioni del greggio nell’attesa che l’incremento delle scorte statunitensi possa essere sufficiente a soddisfare la domanda.

La settimana si è comunque conclusa con un calo generalizzato delle materie prime con l’indice CRB che è sceso del 2,2%. A moderare le quotazioni di mercato sarebbe da un lato l’attesa di un rallentamento della crescita mondiale, dall’altro il rafforzamento del biglietto verde che rende più costoso l’accumulo di scorte di materie prime, da parte dei paesi esterni all’area dollaro.

A cura di A. Cesarano (Responsabile desk Market Research), L. Lorenzoni (Economista Senior), A. Mercuri (Analista), C.Pace (Economista)