MERCATI FINANZIARI: L’ OUTLOOK (16/11/04)

16 Novembre 2004, di Redazione Wall Street Italia

USA: il primo discorso pubblico di Snow sul cambio dopo il suo rinnovo nella carica di ministro del Tesoro Usa, ha sostanzialmente ribadito la linea evidenziata nel corso del primo mandato Bush: ufficialmente viene confermata la politica del Dollaro forte ma allo stesso tempo si sottolinea che il valore del biglietto verde è stabilito dalla libera interazione delle forze di mercato.

In sostanza pertanto si tratta di una dichiarazione che evidenzia una sostanziale tolleranza verso l’indebolimento del Dollaro. A tal proposito oggi verrà pubblicato il dato sugli acquisti netti di asset Usa da parte di investitori esteri nel mese di ottobre: il saldo netto negli ultimi mesi si è sempre più avvicinato al deficit di bilancia commerciale mettendone in discussione la sostenibilità mediante afflussi di capitali dall’estero.

Sarà interessante verificare il saldo netto riferito ai Treasuries, che negli ultimi 6 mesi è risultato costantemente in calo. Il ridimensionamento del prezzo del greggio, ha generato un impatto limitato sul mercato azionario, dove è atteso a breve (il prossimo 2 dicembre) il pagamento del corposo dividendo di Microsoft pari a 32Mld$.

Sul fronte macro segnaliamo che ieri l’indice del settore manifatturiero di New York ha registrato un incremento inferiore alle attese, con un rallentamento sia della componente nuovi ordinativi che di quella occupazionale. Infine, con riferimento ai paesi emergenti, segnaliamo che l’indice Embi+ ha eguagliato il livello minimio storico di 384bps segnato lo scorso mese di gennaio. Si tratta di una chiara evidenzia di come gli investitori internazionali stiano ancora facendo ricorso ai bond dell’area per ottenere un incremento delle performance di portafoglio, in un contesto di tassi di rendimento dei titoli governativi ancora molto contenuti.

Europa: i dati finali relativi ai prezzi al consumo di ottobre in Italia hanno confermato il rallentamento dell’inflazione con il tendenziale sceso al 2%, dal 2,1% di settembre. Oltre alla discesa inattesa dei prezzi dei farmaci, scendono in modo marcato anche le sottocomponenti relative alla ricreazione (-0,5% m/m) e alla ristorazione (–0,7% m/m) a conferma di una fase congiunturale ancora molto debole.

A tale proposito ieri Padoa Schioppa, membro del consiglio direttivo della Bce ha dichiarato che la crescita Emu potrebbe essere più modesta di quanto precedentemente anticipato soprattutto dopo il deludente dato preliminare relativo al terzo trimestre dell’anno. Anche alcune case di investimento tra cui Morgan Stanley hanno recentemente abbassato le stime di crescita portandole all’1,8% dall’1,9% nel 2004 e all’1,6% nel 2005. Pesa sulla crescita anche il sensibile apprezzamento dell’Euro.

Ieri i ministri delle finanze hanno ribadito la loro preoccupazione. Il ministro delle finanze Grasser ha dichiarato che movimenti repentini non sono ben accetti e che la valuta dovrà presto rispettare i fondamentali. Inoltre Zalm, ministro delle finanze olandese, ha smentito l’ipotesi di richieste di intervento alla Bce sul forex.

Asia-Pacifico: torna a scendere l’azionario nipponico con il Nikkei che ha ceduto lo 0,59% dietro i timori che il rafforzamento dello Yen possa ridurre le esportazioni del paese. Il calo del mercato azionario ha favorito l’obbligazionario. L’asta sul titolo governativo a 20 anni ha registrato un’elevata domanda (bid-to-cover 3,95 da 3,85).

Negative anche le notizie dal fronte macro. Il dato finale per il mese di settembre del Leading indicator ha registrato un calo rispetto al dato precedente, passando a 27,3 da 59,1 di agosto, evidenziando un rallentamento economico nei prossimi mesi. Un dato sotto la soglia dei 50 evidenzierebbe infatti una contrazione dell’economia.

Commodity: scendono ancora le quotazioni del greggio dopo la notizia che l’attività nel Golfo del Messico, bloccata a causa degli uragani, sta riprendendo a pieno ritmo. A favorire il calo delle quotazioni è stata anche la notizia secondo cui lo sciopero in Nigeria previsto per oggi, è stato sospeso dopo che il governo ha deciso di abbassare il prezzo delle benzine. Intanto aumentano le attese per il dato sulle scorte di petrolio in calendario domani, che il consensus di mercato vede in rialzo. Infine, la notizia dell’accoglimento della proposta europea da parte dell’Iran (secondo produttore Opec) di sospensione delle operazioni di arricchimento dell’uranio, è stata letta dagli operatori come segnale di una possibile riduzione delle tensioni in mediooriente favorendo le vendite di greggio sul Nymex.

A cura di A. Cesarano (Responsabile desk Market Research), L. Lorenzoni (Economista), C.Pace (Research Assistant)