MERCATI FINANZIARI: L’ OUTLOOK (16/04/04)

16 Aprile 2004, di Redazione Wall Street Italia

USA: proseguono le dichiarazioni da parte di esponenti della Fed. Dopo il discorso tenuto da Parry, ieri è stata la volta di Bernanke. Il vice presidente della Fed ha ribadito come al momento la dinamica inflativa rimanga sotto controllo e non è basandosi su un solo dato che la Fed cambierà le sue previsioni di inflazione. Secondo Bernanke la dinamica dei prezzi al consumo dovrebbe rimanere sottocontrollo anche perché l’economia continua a crescere al di sotto del suo potenziale, la capacità produttiva rimane in eccesso e la produttività media oraria rimane sostenuta.

Continuiamo a ritenere che la Fed rimarrà molto cauta prima di variare la propria politica monetaria. I prossimi appuntamenti che daranno ulteriori informazioni in tal senso saranno il discorso che Broaddus ed il discorso di Greenspan di oggi pomeriggio. Greenspan però terrà una conferenza sui mercati finanziari e quindi potrebbe essere più interessante il discorso di Broaddus, che sebbene sia un membro non votante della Fed, parlerà dell’economia statunitense.

L’evento principale rimane comunque il discorso i Greenspan di mercoledì p.v.
Ieri gli indicatori anticipatori quali l’indice Empire Manufacturing ed il Filadelfia Fed, circa le prospettive di crescita del settore manifatturiero, hanno registrato un buon incremento ad aprile, con un buon recupero della sottocomponente nuovi ordinativi. Deludenti i dati sul mercato del lavoro dove i nuovi sussidi alla disoccupazione hanno mostrato un incremento salendo a 360 mila dai 330 mila della settimana precedente. Si è trattato comunque di un dato su cui ha impattato negativamente il lungo ponte delle festività pasquali.

Oggi i dati sulla produzione industriale ed il tasso di utilizzo impianti dovrebbero confermare il miglioramento della fase congiunturale, anche se il Michigan confidence potrebbe riservare qualche sorpresa negativa. Sul dato infatti potrebbero pesare le preoccupazioni legate al rialzo dei prezzi delle benzine ed il deteriorarsi della situazione irachena, con conseguente ripercussione sulle aspettative.

Euro: in assenza di dati macro di rilievo l’attenzione degli operatori è rimasta ieri focalizzata sulle notizie provenienti da oltreoceano.

I buoni dati macroeconomici statunitensi hanno infatti determinato un calo dell’euro contro dollaro che però poi ha recuperato terreno portandosi a quota 1,2. Oggi sono attesi i risultati di Nokia per il 1° trimestre 2004, dopo che la scorsa settimana ha lanciato un profit warning facendo temere un calo del fatturato in seguito alla perdita di quote di mercato. Dal lato macro, sono attesi i dati sulla seconda lettura del Pil del 4° trimestre 2003 ed il cpi per il mese di marzo dell’area Euro. Particolare attenzione meritano le stime di crescita della Commissione Europea per il 1° trimestre e per l’intero 2004.

Jap: le buone prospettive di crescita degli Stati Uniti alimentano le attese per la ripresa dell’economia nipponica soprattutto in seguito all’indebolimento dello Yen contro dollaro che dovrebbe favorire le esportazioni.

Il mercato obbligazionario resta pressoché debole con il rendimento del 10 anni superiore all’1,5%. Dal lato macro, il dato finale sulla produzione industriale di febbraio ha registrato un lieve calo rispetto al mese precedente (6,7% a/a da 6,9%), che tuttavia è attribuibile a fattori statistici e non dovrebbe compromettere la ripresa economica del paese.

Chiusura in lieve rialzo per il Nikkei (+0,2%) che dopo le perdite dei giorni scorsi è salito a 11800 punti.

Commodity: in rialzo le quotazioni petrolifere dietro i timori che la domanda di distillati, tra cui diesel e benzine, particolarmente elevata con l’arrivo della stagione estiva, non possa essere soddisfatta dal mercato soprattutto dopo che i dati del dipartimento dell’Energia hanno evidenziato un calo delle scorte di distillati.

Salgono le quotazioni dell’alluminio che hanno raggiunto valori più alti dal settembre 1995. L’elevato consumo cinese sta determinando un calo delle scorte che potrebbe portare l’attuale bilancio mondiale dal surplus ad una condizione di deficit.

A cura di A. Cesarano (Responsabile desk Market Research), L. Lorenzoni (Economista), C.Pace (Research Assistant)