MERCATI FINANZIARI: L’ OUTLOOK (15/4/05)

15 Aprile 2005, di Redazione Wall Street Italia

USA: General Motors ha annunciato di aver richiesto ai sindacati di categoria di riaprire i termini del contratto che scadrà nel 2007 in merito alle spese per assistenza sanitaria per oltre 1 milione di unità tra dipendenti in attività ed in pensione, pesando fortemente anche sui margini aziendali, visto che in media il peso dell’health care è stato quantificato in circa 1500$ per auto.

Il sindacato del settore auto ha però rifiutato la richiesta di GM. Il titolo ha perso circa il 6% pesando sui listini Usa: l’indice S&P500 ha chiuso ai minimi dal mese di novembre scorso. A mercati chiusi è risultata deludente la trimestrale di Ibm in termini di profitti. Il titolo ha perso oltre il 5% nell’after hour.

In linea con le attese il dato sui disoccupati settimanali che hanno offerto scarne informazioni aggiuntive sull’andamento del recupero del mercato del lavoro. Il dato sulle scorte industriali ha registrato una variazione mensile dello 0,5% con un rapporto scorte/vendite lievemente in rialzo. Quest’ultimo elemento lascia propendere ancora per la persistenza di un atteggiamento prudente da parte dei produttori Usa che in parte trova espressione anche nel discontinuo andamento del mercato del lavoro.

Il Dollaro ha continuato a rafforzarsi fino a raggiungere i livelli massimi vs. Euro degli ultimi due mesi, malgrado una serie di dati (record del deficit commerciale, vendite al dettaglio deludenti ecc.) che lasciavano ipotizzare un andamento opposto.

Alla base di tale movimento di mercato probabilmente la maggiore appetibilità dei Treasuries da parte degli investitori internazionali in un contesto di minori timori di un’eventuale accelerazione della Fed.

Il Dollaro inoltre beneficia indirettamente verso Euro dei timori di un esito negativo dei referendum sulla carta costituzionale che si terranno in Francia ed Olanda rispettivamente il 29 maggio e l’1 giugno.

Europa: l’ultima lettura dei dati sul Pil dell’area Euro per l’ultimo trimestre del 2004 hanno evidenziato un sensibile rallentamento della domanda interna che è cresciuta ad un tasso pari all’1.8%, dal 2.4% del terzo trimestre del 2004 ed una moderazione della crescita delle esportazioni salite del 5,9%, dal 6,3% del trimestre precedente.

Il dato differisce dalla precedente lettura per una revisione al ribasso della crescita degli investimenti e delle esportazioni, mentre la spesa per consumi è stata leggermente rivista al rialzo. Le revisioni avvalorano l’ipotesi di un rallentamento della crescita nel 2005 rispetto all’1,8% wda del 2004.

La commissione europea continua ad essere ottimista sulle prospettive di crescita. Ieri l’istituzione ha infatti ribadito di attendersi un incremento del Pil t/t compreso tra lo 0,2% e lo 0,6% nel primo trimestre e tra lo 0,3% e lo 0,7% nel secondo trimestre. Più modeste le stime di crescita congiunte dell’Isae, Ifo ed Insee che stimano una crescita trimestrale nei primi tre trimestri dell’anno allo 0,4%, 0,3% e 0,4% rispettivamente.

Asia-Pacifico: in deciso calo, stamani, i maggiori indici azionari della regione, appesantiti dai timori di ‘stanchezza’ del consumatore americano, di prolungata ‘latitanza’ del consumatore nipponico e dalle non buone trimestrali dagli USA.

Il comparto tecnologico è stato particolarmente penalizzato, dopo che all’effetto IBM, AMD e Sun Microsystems si è andata ad aggiungere la delusione per i risultati per il primo trimestre della sudcoreana Samsung Electronics (-2,09%), maggiore produttore asiatico di elettronica per capitalizzazione di mercato, con utili diminuiti del 52% rispetto allo stesso periodo del 2004, soprattutto per via della dinamica avversa dei prezzi di chip e schermi a cristalli liquidi, rafforzando la percezione di un rallentamento della domanda globale di prodotti relativi all’informatica.

A Tokio, il Nikkei225 ha ceduto l’1,66%, portando a cinque le sedute negative consecutive e terminando la settimana con una perdita complessiva del 3,19%. Sempre in Giappone, il dato finale per la produzione industriale nel mese di febbraio ha evidenziato un calo del 2,3% sul mese, su base destagionalizzata, superiore a quanto mostrato dalla prima lettura, con la variazione tendenziale annua che si è attestata al +1%, mentre il tasso di utilizzo della capacità produttiva è sceso a 103.

A marzo la fiducia dei consumatori è a sorpresa diminuita a 45,3, contro un’attesa mediana di un lieve aumento da 47.

Commodity: in lieve rialzo le quotazioni petrolifere dietro la speculazione di un calo del tasso di utilizzo delle raffinerie statunitensi che potrebbe ridurre la disponibilità di benzine e diesel. Il prezzo del petrolio ed in generale delle commodity sarà trattato alla riunione del G7 che si terrà nel fine settimana.

Il Fmi da parte sua resta abbastanza cauto sull’andamento del greggio, ritenendo che le quotazioni sono piuttosto volatili e che l’aumento dei prezzi petroliferi sono un rischio per la crescita economica. Continuano a scendere le quotazioni dei metalli.

A cura di A. Cesarano (Responsabile desk Market Research), L. Lorenzoni (Economista Senior), A. Mercuri (Analista), C.Pace (Economista)