MERCATI FINANZIARI: L’ OUTLOOK (15/07/04)

15 Luglio 2004, di Redazione Wall Street Italia

USA: deludono i dati sulle vendite al dettaglio del mese di giugno, che hanno segnato il maggior calo da febbraio 2003. Deludente anche la meno volatile componente al netto del settore auto, che, in termini tendenziali, ha arrestato il trend al rialzo che durava dalla metà dello scorso anno, passando da +10,1% a 8,3%. Inoltre, la componente ex auto e materiali per costruzione, utilizzata per il computo del personal consumption nell’ambito del pil, ha segnato un brusco calo passando da +1,1% a -0,1% m/m. Quest’ultimo fattore potrebbe portare ad una revisione delle stime del pil del secondo trimestre, attualmente posizionate in prossimità del 4% annualizzato.

Migliore delle attese invece il dato sui prezzi delle importazioni che hanno registrato il primo calo nel corso degli ultimi 9 mesi. Invariato anche il dato al netto della componente petrolio. Precisiamo che, a differenza dei dati sul Cpi (attesi il prossimo venerdì), il dato sui prezzi alle importazioni non è destagionalizzato e pertanto non può essere validamente utilizzato come anticipatore del prossimo Cpi.

Sui mercati azionari è continuata la forte penalizzazione del settore dei semiconduttori con il Sox che ha chiuso in calo di oltre il 4%, in seguito soprattutto alla perdita di Intel di oltre il 10%.

A mercati chiusi ieri sono state pubblicate le trimestrali di Amd ed Apple. La prima società (principale competitor di Intel) ha riportato un buon incremento del fatturato e dei margini. La reazione nell’after hour è stata molto tiepida con il titolo praticamente invariato. Molto più positiva invece la reazione successiva alla trimestrale di Apple che ha guadagnato circa il 6% dopo aver annunciato profitti migliori delle attese.

Europa: in assenza di dati macro di rilievo, l’attenzione è tornata sui conti pubblici, soprattutto dopo la sentenza della Corte di Giustizia europea che martedì aveva dichiarato nulla la decisione presa dall’Ecofin di interrompere la procedura di deficit eccessivo nei confronti di Francia e Germania.

Ieri la Commissione ha dichiarato che al momento non prenderà alcuna nuova decisione nei confronti delle finanze pubbliche dei due paesi e comunque ogni eventuale azione giungerà solo quando saranno disponibili nuove informazioni sulla loro situazione economica. In Francia la banca centrale ha rivisto al rialzo le stime di crescita per il secondo ed il terzo trimestre.

In Italia, il rapporto sulla situazione congiunturale diffuso ieri dall’Abi stima un rapporto deficit/Pil in crescita per i prossimi due anni. Nel 2004 il rapporto dovrebbe attestarsi al 2,9%, se verrà portata avanti la misura correttiva annunciata, ma già a partire dal prossimo anno il dato dovrebbe superare il 3%, posizionandosi nel 2005 al 3,2% e nel 2006 al 3,6%. Secondo l’Abi il rapporto è destinato ad aumentare malgrado l’accelerazione del Pil stimato al 2,1 ed al 2,3% nel 2005 e nel 2006 rispettivamente, dall’1,1% atteso per l’anno in corso. Attesissima oggi la trimestrale di Nokia.

Asia-Pacifico: chiusura lievemente positiva per il Nikkei (+0,46%). A dominare la scena nell’azionario nipponico ancora l’ipotesi di fusione tra il gruppo finanziario Mitsubishi Tokyo (+17,48%), il maggiore del paese per capitalizzazione di mercato, e UFJ Holdings (-4,41%), quest’ultima penalizzata dagli investitori sull’onda del timore che il consistente ammontare di crediti in sofferenza possa ridurne il valore nell’ambito dell’operazione.

Nel resto della regione, particolarmente venduti sono stati i titoli legati ai semiconduttori, sulla scia del cattivo comportamento del settore negli Usa Lo Yen ha raggiunto un minimo da nove giorni a questa parte contro il Dollaro, portando il deprezzamento dall’inizio dell’anno al 2,1%, dopo che un rapporto governativo ha evidenziato per la scorsa settimana un calo degli investimenti stranieri in azioni giapponesi di ben il 92% rispetto alla settimana precedente.

In Giappone, il Leading Economic Index di maggio ha segnato un incremento, portandosi al 66,7% dal 65% di aprile, rimanendo sopra lo spartiacque del 50% per il nono mese e suggerendo un prolungamento della più lunga ripresa economica del paese dal 1997.

Commodity: il corso del futures sul greggio ha subito un’impennata di ben il 3,88% ieri a New York a seguito dei dati sulle scorte statunitensi di greggio, ridottesi di 2,1 milioni di barili la scorsa settimana, il maggiore calo negli ultimi tre mesi, a fronte del timore di picchi di domanda di benzina previsti per l’estate.

A cura di A. Cesarano (Responsabile desk Market Research), L. Lorenzoni (Economista), C.Pace (Research Assistant)