MERCATI FINANZIARI: L’ OUTLOOK (14/12/04)

14 Dicembre 2004, di Redazione Wall Street Italia

USA: le vendite al dettaglio di novembre hanno registrato un incremento superiore alle attese sia nella parte generale che in quella al netto della componente auto. Inoltre vi è stata una sensibile revisione al rialzo del dato precedente. L’incremento delle vendite ha interessato pressoché tutte le componenti: l’elettronica (+1%), i materiali per costruzioni (+1,1%), le vendite presso i distributori di benzina (+1%). Una delle poche componenti in controtendenza è risultata quelle relativa all’abbigliamento (-0,1%).

Il buon comportamento delle vendite nel periodo di riferimento, è da collegarsi in parte al ridimensionamento del prezzo del greggio che verosimilmente ha più che bilanciato il rallentamento sul fronte occupazionale. Le scorte industriali di ottobre hanno evidenziato una variazione positiva inferiore alle attese. In tal caso è stato piuttosto marcato l’effetto negativo della componente retail, l’unico elemento ignoto (delle 3 sottocomponenti) prima della pubblicazione del dato. Il rapporto scorte/vendite si è posizionato nuovamente al minimo storico di 1,30. Ancora una volta segnaliamo tale dato come indicazione di un atteggiamento di prudenza da parte dei produttori.

Oggi è attesa la riunione della Fed che, stando alle attese, dovrebbe incrementare i tassi di 25bps mantenendo l’atteggiamento misurato di politica monetaria. Riteniamo importanti le considerazioni inerenti l’inflazione che nell’ultimo comunicato è stata definita “ben contenuta”. Altro dato di rilievo, soprattutto per il forex, è rappresentato dalla bilancia commerciale di ottobre: è atteso un incremento del deficit dopo il calo di settembre che dovrebbe rivelarsi temporaneo essendo stato collegato al minor volume di importazioni di greggio in seguito all’effetto uragani.

Europa: deludenti i dati relativi alla produzione industriale italiana che ad ottobre, aggiustata per i giorni lavorativi, è scesa dello 0,5% a/a, dal +0,7% di settembre. In disaggregato è emersa una forte flessione della sottocomponente relativa ai beni di consumo durevoli (-6,4%) e dei beni strumentali (-2%). Nei primi 10 mesi dell’anno l’output è rimasto pressoché invariato con un incremento dello 0,1% su base aggiustata per i giorni lavorativi.

In Germania dopo il taglio delle stime di crescita del paese nel 2005 da parte di due dei sei istituti di ricerca anche gli altri quattro potrebbero presto abbassare le loro previsioni per il 2005. La notizia giunge dal quotidiano locale Handelsblatt che ha anche riportato le dichiarazioni di Wohlers, capo economista dell’istituto HWWA, secondo cui le stime che l’istituto ha diffuso ad ottobre risulterebbero eccessivamente ottimistiche.

Infine oggi dovrebbe giungere la decisione da parte del commissario europeo Almunia che sospenderà la procedura di deficit eccessivo per Francia e Germania. La giustificazione dovrebbe essere il rientro al 3% del deficit rispetto al Pil già nel 2005.

Asia-Pacifico: in rialzo per il secondo giorno consecutivo le maggiori borse della regione, con ulteriore conferma della correlazione negativa tra i maggiori indici azionari e quelli delle borse di Shanghai e Shenzen, che perdono lo 0,16% e lo 0,3% rispettivamente. Le notizie sulle vendite al dettaglio provenienti dagli USA hanno soffiato vento nelle vele dei titoli delle maggiori aziende esportatrici dell’area, come la giapponese Sony (+1,29%), che già aveva guadagnato il 2,11% nella precedente sessione, e la sudcoreana Samsung Electronics (+2,61%).

A Tokio, l’indice azionario Nikkei 225 ha guadagnato l’1,17%, con l’ottimismo che sembra tornato tra gli investitori sulle prospettive dell’azionario nipponico, almeno temporaneamente, nell’attesa della pubblicazione del rapporto e degli indici Tankan, prevista per domani, indici fino alla scorsa settimana attesi in forte frenata da parte degli operatori.

Commodity: in rialzo il prezzo del greggio dietro i timori che il calo delle temperature nella zona nord est degli Usa possa ridurre l’ammontare di scorte di heating oil. Si ricorda che la zona Nordest consuma circa l’80% dell’heating oil degli Usa. Il ministro iraniano Zanganeh ha sottolineato che anche se i paesi Opec taglieranno l’offerta di 1 Mln b/g, resterà comunque sui mercati un surplus di oltre 1 Mln b/g.

Non mancano inoltre coloro che ritengono che il taglio era necessario, considerato il calo della domanda di greggio pesante. Spinte al rialzo sono anche fornite dalle agitazioni dei lavoratori in Nigeria, che cesseranno la loro protesta solo quando avranno ottenuto l’aumento salariale richiesto e da un sabotaggio in Iraq dell’oleodotto transturco Kirkuk-Ceyhan, che malgrado continui la sua attività petrolifera, ha alimentato i timori di nuovi attentati.

A cura di A. Cesarano (Responsabile desk Market Research), L. Lorenzoni (Economista), C.Pace (Research Assistant)