MERCATI FINANZIARI: L’ OUTLOOK (13/12/05)

13 Dicembre 2005, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – USA: movimenti piuttosto ampi hanno interessato sia il mercato valutario sia quello obbligazionario. Il dollaro si è deprezzato verso Euro avvicinandosi a quota 1,20, soglia che non veniva raggiunta dagli inizi di novembre. Il biglietto verde è stata in parte influenzato dall’attesa che la riunione della Fed di oggi, oltre a comportare lo scontato ennesimo rialzo dei tassi di 25bps, si concluda anche con un cambiamento del tenore del comunicato, cancellando la parte in cui la politica monetaria viene definita accomodante.

Dovrebbe invece essere mantenuto il riferimento all’approccio misurato di politica monetaria, per lasciare intendere la possibilità di ulteriori rialzi dei tassi che riteniamo possibili nei due prossimi meeting di fine gennaio e fine marzo. Si tratta di un possibile cambiamento dello statement che è stato già preannunciato sia dalle minute del Fomc dell’1 novembre, sia da dichiarazioni recenti di membri della Fed.

A contribuire ad indebolire il Dollaro anche le dichiarazioni da parte di un consigliere della banca centrale cinese in merito alla possibilità di ridurre il peso del Dollaro nel paniere di valute verso Yuan, il che si è riflesso negativamente anche sui titoli governativi Usa, nel timore che la Cina possa ridurre gli acquisti di titoli di stato statunitensi. I movimenti sul mercato valutario sono in parte amplificati verosimilmente dal basso livello dei volumi tipico del mese di dicembre.

Sul mercato corporate Standard & Poor’s ha tagliato di due notch (da BB- a B) il rating sul debito di General Motors, nel timore che anche il piano di ristrutturazione recentemente annunciato dall’Ad Wagoner non produca gli effetti sperati. Allo stesso tempo è stato però mantenuto a BB- il rating sull’unità finanziaria GMAC, nell’ipotesi che venga prontamente dimessa da GM.

Europa: ieri due membri del consiglio direttivo della Bce hanno ribadito come l’attuale livello dei tassi di interesse continui ad essere sufficientemente basso da stimolare la crescita dell’area Euro,andandosi ad unire alle parole pronunciate da Liebscher il 9 dicembre scorso.

In un discorso tenuto ieri a Thessaloniki in Grecia, Garganas, governatore della banca centrale del paese e membro della Bce, ha dichiarato che le autorità monetarie non hanno deciso a priori di implementare una serie di misure restrittive e che la decisione del 1° dicembre scorso è giunta a causa degli aumentati rischi di inflazione.

In Germania il sindacato dell’IG Metal ha dichiarato l’intenzione di chiedere un incremento salariale del 5% in occasione del rinnovo del contratto di lavoro in scadenza il prossimo febbraio. Sempre in Germania è stato annunciato il debutto del paese nell’emissione di un bond indicizzato all’inflazione. Il calendario per le emissioni del 2006 sarà annunciato nell’arco del mese di dicembre. Non si conosce ancora la data per il collocamento dell’inflation linked ma con ogni probabilità sarà nel primo trimestre del prossimo anno.

Asia-Pacifico: al termine di una seduta altalenante, l’indice Nikkei 225 ha migliorato il proprio massimo da più di cinque anni con un rialzo dello 0,26%, dopo essere arrivato a perdere lo 0,5%, secondo alcuni osservatori per motivi tecnici, secondo altri perché le prospettive di crescita economica del Giappone sarebbero già incorporate nelle valutazioni di borsa, prima che la revisione al rialzo delle previsioni di utile da parte del secondo produttore di acciaio inossidabile del paese spingesse all’acquisto dei titoli dell’acciaio e di altri metalli.

L’incertezza della seduta, in ogni caso, può anche essere attribuita all’attesa per i prossimi due grandi eventi: il FOMC di stasera e la pubblicazione del Tankan di domani, con il movimento, oggi, di rafforzamento dello Yen di per sé un negative per la borsa.

La lettura finale per ottobre della produzione industriale è risultata di +0,6% m/m, in linea con le attese, mentre il sondaggio del quotidiano Nihon Keizai rivelerebbe come i bonus invernali sarebbero i più alti di sempre, in termini assoluti, dopo quelli pagati nel 1997, con particolare beneficio per i lavoratori del comparto manifatturiero.

Commodity: chiusura in prossimità dei massimi per il prezzo del greggio con un guadagno del 3,22%. A dare la spinta sono state le dichiarazioni di alcuni membri del Cartello, secondo cui l’Organizzazione sarebbe pronta a partire dal 31 dicembre a bloccare la produzione di greggio extra, ovvero la parte prodotta oltre le quote stabilite. La prossima riunione del Cartello, in cui i membri potrebbero decidere a favore di un eventuale taglio della produzione, è stata fissata il 31 gennaio a Vienna.

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