MERCATI FINANZIARI: L’ OUTLOOK (13/10/05)

13 Ottobre 2005, di Redazione Wall Street Italia

Il contenuto di questo articolo esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

(WSI) – USA: l’atteso discorso del membro della Fed Olson, che era risultato l’unico dissenziente nell’ultima riunione del 20 settembre manifestando la propria preferenza per il mantenimento dei tassi al 3,5%, ha ancora una volta ribadito la crescente attenzione verso la dinamica dei prezzi. L’esponente Fed da un lato ha motivato la sua posizione nell’ultimo meeting sulla base della necessità di avere più dati a disposizione sugli effetti dell’uragano Katrina.

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Dall’altro lato ha però ribadito come al momento l’inflazione rappresenti il principale focus della Fed. Olson ha anche aggiunto che gli elevati prezzi del petrolio potrebbero impattare negativamente sulla crescita. Ha altresì escluso l’potesi di stagflazione. Tali dichiarazioni rendono sempre più verosimile la continuazione del rialzo dei tassi almeno nei prossimi due incontri del 2005. Il mercato obbligazionario di conseguenza ha continuato la fase di rialzo dei tassi ed il Dollaro ha mantenuto la sua posizione di relativa forza verso le principali valute.

Parallelamente il discorso di Greenspan non ha interessato il tema tassi ed inflazione facendo invece riferimento alla buona tenuta evidenziata dall’economia Usa malgrado i recenti rialzi del prezzo del petrolio. Sul mercato azionario sensibile calo dell’indice Nasdaq e del Sox. Particolarmente marcata è stata la perdita di Amd (-10% circa), principale concorrente di Intel, in seguito a timori inerenti la tenuta dei margini di profitto in prospettiva, pur in un contesto di terzo trimestre fiscale chiusosi con un favorevole andamento del fatturato.

Europa: i dati finali relativi all’inflazione tedesca hanno confermato un’accelerazione delle pressioni inflattive con il tasso tendenziale che è salito al 2,6%, dall’1,9% su base armonizzata. Le maggiori spinte sui prezzi sono giunte dal comparto trasporti a causa del caro petrolio e dalla voce alcool e tabacco, mentre continuano ad avere un effetto calmiere i prezzi dei beni alimentari. In sensibile accelerazione anche il dato francese di stamani con l’armonizzato a 2,4 dal 2%.

Anche in questo caso premono sui prezzi le spinte derivanti dal comparto energetico, ma al contrario di quanto avvenuto in Germania accelera il dato degli alimentari freschi, tendenza destinata a proseguire nei prossimi mesi a causa dell’arrivo della stagione invernale. In Germania mentre proseguono i colloqui per la formazione del nuovo esecutivo l’ex cancelliere Schroeder ha annunciato che non ne prenderà parte. E’ stato prezzato ieri il Btp trentennale con cedola del 4% e scadenza 1/2/2037 lanciato dal Tesoro italiano. Il bond è stato emesso al prezzo di 101,289 per un ammontare di sei Mld €.

Asia-Pacifico: secondo calo consecutivo per l’indice azionario Nikkei 225 con un –0,11% al quale hanno contribuito i titoli di alcuni comparti legati a computer ed elettronica, sull’esempio degli omologhi statunitensi alla borsa di New York, ieri. A limitare la flessione dell’indice nipponico ci ha pensato il progresso dei titoli bancari ed immobiliari, anche grazie alle buone notizie provenienti dalle statistiche monetarie: in settembre, l’offerta di moneta (M2 + certificati di deposito bancari) è aumentata del 2,1% a/a, più delle attese, in parte interpretabile come segnale di un prossimo miglioramento nella dinamica dei prezzi, mentre il credito bancario è diminuito meno delle attese, con un –1,6% a/a. Sempre per il Giappone, l’avanzo di partite correnti è diminuito meno delle attese, in agosto, ma l’avanzo destagionalizzato, così con il saldo commerciale, è diminuito più dell’aspettativa mediana degli analisti intervistati da Bloomberg News, probabilmente con una differenza nei due campioni di intervistati.

Commodity: sale oltre i 64$/b il prezzo del greggio in attesa della pubblicazione di oggi dei dati sulle scorte statunitensi. Secondo un’indagine condotta da Bloomberg News le scorte di distillati, che comprendono l’heating oil, maggiormente guardate durante la stagione invernale, dovrebbero registrare un calo di 2,25 Mln di barili, mentre quelle di benzine dovrebbero scendere di 2 Mln di barili. Dopo la forte risalita registrata nei giorni scorsi il prezzo del rame è tornato a scendere guidato soprattutto da prese di profitto.

Copyright © MPS Finance per Wall Street Italia, Inc. Riproduzione vietata. All rights reserved A cura di A. Cesarano (Responsabile Research and Strategy), L. Lorenzoni (Economista Senior), A. Mercuri (Analista), C. Pace (Economista).