MERCATI FINANZIARI: L’ OUTLOOK (12/10/04)

12 Ottobre 2004, di Redazione Wall Street Italia

USA: oggi l’attesa è interamente focalizzata sulla trimestrale di Intel che verrà pubblicata a fine serata a mercati chiusi. Ricordiamo che lo scorso mese, il colosso dei chip Usa aveva tagliato le stime di vendita per il trimestre (per la prima volta nel corso degli ultimi due anni) a causa di un rallentamento della domanda che aveva comportato anche un accumulo indesiderato di scorte. Intel risulta essere al momento il peggior titolo dei 30 all’interno dell’indice Dow Jones, avendo perso circa il 33% da inizio anno.

Sul fronte forex, segnaliamo che ieri il Congresso ha approvato una legge che consente alle multinazionali Usa di rimpatriare per un anno gli utili realizzati all’estero ad un tasso agevolato del 5,25% in luogo del 35%. Si tratta di una norma che, secondo le stime di alcuni analisti, dovrebbe interessare profitti per un ammontare di circa 650Mld$. Le aziende che dovrebbero maggiormente beneficiarne sono quelle del settore high-tech e di quello farmaceutico.

In secondo luogo rileviamo come, in base a quanto riportato dal consueto report settimanale della CFTC, le posizioni nette lunghe combinate sull’Euro Dollaro abbiano raggiunto il livello massimo storico. Entrambi gli elementi depongono a favore di un temporaneo rafforzamento del Dollaro, almeno fino a giovedì, quando sarà pubblicato l’importante dato sulla bilancia commerciale di agosto. Segnaliamo che la Cina questa settimana comincerà la fase di marketing dell’emissione di Eurobonds composta da 1Mld€ e 500Mln$.

Europa: in rallentamento i prezzi all’ingrosso tedeschi che a settembre hanno registrato un tendenziale al 3,4%, dal 4,2% di agosto. A rallentare le spinte inflative la sottocomponente relativa ai beni alimentari, la più grande all’interno dell’indice, che ha risentito di fattori stagionali. Sempre relativamente ai prezzi oggi in Germania saranno diffusi i dati definitivi sui prezzi al consumo che dovrebbero confermare un tendenziale sotto al 2%.

Giornata negativa per i listini azionari europei, dopo la notizia con cui LG Philips, la controllata coreana della casa olandese, ha annunciato un calo dei profitti della divisione che produce gli schermi a cristalli liquidi. La società, il secondo produttore mondiale di tale tipologia di schermi, ha dichiarato che il reddito netto è sceso più delle attese che erano intorno ad una flessione del 15%. All’annuncio di ieri sono seguiti i risultati di Philips che hanno evidenziato vendite inferiori alle attese sebbene in aumento.

Sempre dal lato societario, ieri è giunta la notizia che il governo tedesco venderà presto 4,45 Mld di € di Deutsche Telekom per risanare le finanze pubbliche. La quota statale scenderà così al 36,5%, dal 43,5% precedente. Nuovo monito della commissione europea allo stato delle finanze pubbliche. Ieri Regling il direttore degli affari monetari ha ribadito l’importanza che gli stati europei tengano sotto controllo le finanze pubbliche evitando di effettuare misure una tantum per controbilanciare la spesa.

Asia-Pacifico: negativa oggi la borsa di Tokio, alla riapertura dopo la festività di ieri: l’indice Nikkei 225 cede l’1,3%, maggior calo giornaliero da due mesi a questa parte, con la rincorsa del prezzo del petrolio che continua a far temere per la tenuta dei consumi globai e, quindi, per la forza delle esportazioni della regione.

Particolarmente penalizzati i titoli dei semiconduttori e, in generale, dell’elettronica, con Tokyo Electron (-1,05%) che ha annunciato un sostanziale calo nello scorso trimenste degli ordinativi di macchinari per la produzione di chip, mentre la sudcoreana LG. Philips LCD (-10,42%) ha reso nota una perdita trimestrale superiore alle aspettative.

L’attenzione degli operatori è focalizzata, oltre che sulla trimestrale di Intel, sui risultati in uscita per i grandi produttori di elettronica dell’area, come la sudcoreana Samsung Electronics, che li pubblica venerdì, la giapponese NEC Electronics e la taiwanese AU Optronics. In Corea del Sud, l’indice della fiducia dei consumatori è salito in settembre per la prima volta in cinque mesi, con i pessimisti che ancora sopravanzano sostanzialmente gli ottimisti, mentre diversi commentatori sottolineano il contributo positivo in tal senso della riduzione dei tassi di interesse da parte della banca centrale.

Commodity: nuovo record per il prezzo del petrolio che ieri ha raggiunto i 53,80 $/b dopo che un altro Uragano, Matthew, ha bloccato l’attività nel porto della Luisiana. La Royal Dutch è stata così costretta ad interrompere i lavori di ripristino dell’attività nel Golfo del Messico bloccata dall’uragano Ivan, che secondo le prime stime non dovrebbe riprendere prima di sei mesi.

Continuano inoltre a pesare lo sciopero proclamato in Nigeria e le preoccupazioni per la situazione in Nigeria in cui un’agitazione partita a luglio ha prodotto un cospicuo taglio alla produzione. Relativamente al mercato dei metalli, uno studio condotto da Societé Generale, riporta un rallentamento della domanda di rame, alluminio ed altri metalli di base utilizzati nel settore manifatturiero e delle costruzioni. Nel 2005 la domanda crescerà del 5,5% dal 6,5% del 2004, a causa anche dell’atteso rallentamento economico mondiale.

A cura di A. Cesarano (Responsabile desk Market Research), L. Lorenzoni (Economista), C.Pace (Research Assistant)