MERCATI FINANZIARI: L’ OUTLOOK (12/07/04)

12 Luglio 2004, di Redazione Wall Street Italia

USA: in rialzo le scorte all’ingrosso, cresciute dell’1,2% a maggio, nono mese di incremento consecutivo, avvalorando l’ipotesi che nel secondo trimestre il contributo alla crescita di tale componente sarà di gran lunga superiore che nel primo. Il dato è stato trainato da un aumento delle importazioni di auto, macchinari e apparecchiature elettriche.

Chiusura di settimana in positivo per le borse USA: dopo essere arrivato a perdere l’1,4% lo S&P500 ha recuperato leggermente venerdì grazie alle notizie giunte dal settore societario. General Electric, maggior gruppo aziendale al mondo per valore di mercato, nonché conglomerato estremamente diversificato, ha annunciato utili per il secondo trimestre dell’anno per $3,92Mld, in crescita del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2003, superiori alle attese degli analisti ed ancor più positivi alla luce dell’intensa attività di acquisizione ed integrazione di società da parte di GE avvenuta nel corso del trimestre, con vendite anch’esse in crescita.

Sul mercato valutario il $ ha continuato a perdere terreno nei confronti dell’Euro. A tale proposito il segretario al tesoro Snow ha ribadito il suo appoggio alla politica del $ forte, pur ammettendo che il giusto valore potrà essere determinato solo dai mercati internazionali. La settimana si presenta densa di spunti dal lato macro anche se l’attenzione degli operatori rimarrà focalizzata sulle trimestrali.

Europa: prosegue l’accelerazione delle esportazioni tedesche che, a maggio, hanno registrato il sesto recupero degli ultimi sette mesi. Di conseguenza continua a migliorare il saldo di bilancia commerciale. A maggio il surplus destagionalizzato ha toccato il livello più alto dal 1990, inizio della serie.

Al fine di stimolare l’occupazione e la domanda interna, che continua a rimanere depressa, il parlamento tedesco venerdì ha approvato la riforma relativa ai sussidi alla disoccupazione, in vigore dal prossimo gennaio. Il vecchio sistema prevedeva la corresponsione di un sussidio alla disoccupazione pari al 40-50% dell’ultimo stipendio netto ricevuto per un periodo illimitato. Con la riforma i disoccupati da lungo tempo otterranno un ammontare fisso pari a €345 e €331 al mese per la Germania ovest e per quella est rispettivamente.

Inoltre, per poter accedere a tale sussidio, verranno considerati anche i requisiti reddituali della famiglia, e l’erogazione potrà essere bloccata se il destinatario rifiuta altre offerte di lavoro. In un discorso alla conferenza organizzata da Europlace, Trichet ha ribadito il suo ottimismo sull’andamento economico dell’intera area Euro, ammettendo la possibilità di un’inflazione sopra al 2% per un periodo più lungo di quanto atteso in precedenza.

Trichet ha poi ribadito l’importanza che gli stati nazionali perseguano una politica che garantisca il rigore fiscale: al momento la situazione delle finanze pubbliche sarebbe l’anello debole dell’Unione e per questo sarebbe necessario attenersi ai dettami del Patto, che purtuttavia potrebbe essere migliorato.

Asia-Pacifico: alle 8:00 di stamane molte borse asiatiche si presentavano sostanzialmente invariate o leggermente negative, con l’importante eccezione della borsa di Tokio, dove l’indice Nikkei 225 segnava un avanzamento dell’1,38%. A sostenere i titoli nipponici è stata la reazione di sollievo degli investitori per i risultati preliminari delle elezioni per il rinnovo della metà della camera alta, tenutesi domenica, in cui il partito liberaldemocratico al governo avrebbe sì mancato il proprio obiettivo di 51 seggi, vedendosi superare dal partito democratico all’opposizione, ma con 49 seggi supererebbe le previsioni pessimistiche della vigilia.

Un risultato peggiore avrebbe generato richieste dall’interno del partito stesso per le dimissioni del premier Koizumi, rendendo più difficile per quest’ultimo la realizzazione delle promesse riduzioni di spesa, della vendita di asset dello stato e della riforma del sistema pensionistico.

Sull’azionario nipponico ha probabilmente influito anche un avanzo di partite correnti maggiore delle attese per il mese di maggio, dovuto soprattutto ad un aumento delle esportazioni. La conseguenza sui mercati valutari è stata un rafforzamento dello Yen nei confronti del Dollaro, con il tasso di cambio sceso sotto quota 108, mentre si è registata una discesa del rendimento del titolo obbligazionario governativo decennale

Commodity: sui mercati si registra un allentamento delle pressioni sul prezzo del petrolio, con il corso del contratto uniforme a termine a New York che ha chiuso a $39,96 venerdì, anche per via di voci sulla possibilità di un ulteriore aumento delle quote ufficiali di produzione da parte dell’Opec. Pressioni invece ci sono sul prezzo del rame, mentre è attesa una settimana di rialzo anche per l’oro.

A cura di A. Cesarano (Responsabile desk Market Research), L. Lorenzoni (Economista), C.Pace (Research Assistant)