MERCATI FINANZIARI: L’ OUTLOOK (12/01/06)

12 Gennaio 2006, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – USA: i mercati obbligazionari ieri hanno continuato ad essere sotto pressione in attesa di un mese caratterizzato da ingenti emissioni governative. Ieri l’asta da 13Mld$ sul titolo quinquennale ha registrato una copertura dell’offerta poco superiore a 2, il valore minimo dallo scorso aprile, con una percentuale sottoscritta dagli indirect bidders nettamente inferiore a quella del mese precedente (28,5% da 44%). Oggi si proseguirà con l’emissione da 9Mld$ di TIPS. Sul mercato azionario si è registrata ancora una giornata di nuovi record degli ultimi cinque anni circa. In particolare l’indice Nasdaq ha registrato chiusure positive in tutte le sedute del 2006. Ieri è continuata la buona performance del titolo Apple che nelle ultime due giornate ha recuperato circa il 10% grazie a dati finali sulle vendite dell’ultimo trimestre nettamente superiori alle attese della stessa Apple. Gli effetti sono stati positivi per tutto il settore dell’elettronica di consumo oltre che dei semiconduttori. Sul fronte corporate Moody’s ha ridotto il rating di due notch sul debito a lungo termine di Ford e dell’unità finanziaria Ford Motor Credit, portando anche quest’ultima sotto il livello di investment grade, mantenendo un outlook negativo in entrambi i casi. Nei discorsi ieri tenuti da Olson e Geithner, entrambi membri votanti della Fed, è stato ribadito come le aspettative di inflazione sono sotto controllo. Geithner ha inoltre dichiarato che la politica monetaria deve tenere conto dei movimenti degli asset (ivi inclusi quindi anche le case) dopo che questi ultimi sono intervenuti, senza però arrivare a tenerne in conto prima che si verifichino a causa dell’imprecisione delle previsioni. Le dichiarazioni di ieri non cambiano le attese di una continuazione di un rialzo dei tassi fino al prossimo marzo. Ancora in indebolimento il Dollaro vs. Euro sulle attese del dato sulla bilancia commerciale oltre che sulla conferenza stampa di Trichet. Ribadiamo l’importanza nel breve termine del livello di resistenza quota 1,22.

Europa: dopo aver ottenuto l’ok dal commissario europeo Almunia, anche Moody’s si è trovata concorde con la previsione sull’andamento del debito pubblico stilata dal governo. L’agenzia si attende infatti un rapporto debito Pil nell’anno in corso del 108% e mantiene stabili le prospettive sul debito avente attualmente rating Aa2. Meno ottimista è la previsione del deficit/Pil che dovrebbe attestarsi al 4% contro un 3,5% atteso dall’esecutivo. La crescita è prevista oscillare tra l’1,2% e l’1,5% come tetto massimo. In Germania sia l’associazione delle camere di commercio che la confindustria hanno innalzato le stime di crescita dell’economia portandole tra l’1,8 ed il 2%, rispetto all’1% del 2005. Oggi l’attenzione sarà sulle parole pronunciate da Trichet. La riunione della Bce dovrebbe concludersi a tassi invariati, ma il discorso del presidente potrebbe chiarire le prossime mosse di politica monetaria. Non è escluso che le dichiarazioni possano in parte smorzare l’entusiasmo degli operatori che stanno scommettendo per tassi al 3% a fine 2006. Malgrado qualche segnale di miglioramento congiunturale in alcuni paesi, la mancanza di un recupero autosostenentesi e l’atteso rallentamento delle spinte inflattive potrebbero spingere la Bce ad un atteggiamento cauto, atteggiamento che potrebbe emergere più chiaramente dalla conferenza stampa di oggi.

Asia-Pacifico: Il mercato azionario giapponese ha concluso la seduta di in positivo, grazie soprattutto al buon andamento dei titoli tecnologici. Intanto continuano i commenti inerenti la fine della deflazione. Il primo ministro giapponese Koizumi, ha dichiarato di sperare in una fine della deflazione entro l’ultima parte dell’anno ovvero prima della fine del suo mandato come capo del Partito Liberal Democratico. Di economia hanno anche parlato il ministro delle Finanze, Tanigaki ed il segretario al Tesoro Usa, Snow. Tema principale è stata la necessità di una nuova rivalutazione dello Yuan.

Commodity: i dati sulle scorte petrolifere statunitensi hanno registrato un calo delle scorte di 2,8 Mln di barili. Ben oltre le attese invece le scorte di Benzine (+4,5 Mln barili) e quelle di distillati (+4,8 Mln di barili). I dati migliori delle attese hanno generato un calo delle quotazioni petrolifere che hanno registrato un minimo di 62,60$/b. Sui prezzi petroliferi continua però a pesare la decisione dell’Iran di riavviare il programma nucleare. In rialzo anche le quotazioni dello zinco, dopo che Grupo Mexico ha sospeso la produzione nella raffineria in Messico a causa di un corto circuito che ha danneggiato alcuni macchinari.

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